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Azioni russe: cosa succede a chi le ha in portafoglio?

Azioni russe: cosa succede a chi le ha in portafoglio?

Le sanzioni che sono state imposte dall’Occidente alla Russia nell’ambito della guerra Russia-Ucraina stanno provocato un terremoto in Borsa, con alcuni indici che hanno deciso di estromettere le azioni russe dal paniere. MSCI e FTSE Russell sono stati quelli che si sono mossi per primi in questa direzione, mentre la Borsa di Londra ha sospeso la negoziazione dei certificati di deposito globali di 27 aziende che hanno forti legami con Mosca.

Dimitris Melas, responsabile della ricerca sugli indici per MSCI, ha dichiarato che questa decisione riflette la realtà sul mercato e sul campo. Il gestore del benchmark si era già allertato allorché le truppe russe si erano mobilitate verso l’Ucraina, ma poi le misure restrittive dell’Occidente e l’assalto di Putin al nemico avevano rotto gli indugi. Così, dopo le consuete consultazioni che MSCI fa con gestori patrimoniali, broker, Borse e investitori istituzionali, si è proceduto con il ban delle azioni russe.

Qualche episodio simile si è manifestato in passato. Verso la fine degli anni ’90 ad esempio l’MSCI ha eliminato la Malesia dall’indice dei mercati emergenti per via della Crisi delle Tigri asiatiche scoppiata in quegli anni. Lo stesso discorso è valso per l’Argentina, quando più recentemente è andata in default. Melas sostiene che un mercato azionario ha bisogno di 3 regole perché funzioni, ossia che sia aperto, la valuta sia convertibile ed esistano le controparti sul campo; in realtà a suo giudizio nel caso dei titoli russi nessuna delle 3 regole regge.

 

 

Azioni russe: i fondi le stanno scaricando

Alcuni investitori comunque si sono mossi prima della decisioni degli indici di rimuovere le azioni russe. Ad esempio BlackRock a partire dal 28 febbraio, quando è arrivata l’ondata pesante di sanzioni alla Russia, ha sospeso l’acquisto dei titoli russi per tutti i suoi fondi. E ora questi rappresentano meno dello 0,01% delle attività dei clienti. Anche altri hanno fatto lo stesso, come GQG Partners Emerging Markets Equity. Il fondo l’anno scorso aveva visto grosse potenzialità negli asset russi per effetto della crescente domanda di energia. Tuttavia, quando la situazione ha cominciato a farsi pesante ha ridotto le partecipazioni dal 17% al 3,5%.

 

 

Azioni russe: cosa succede a chi le ha in portafoglio?

Il problema comunque è che le azioni russe sono ormai diventate non investibili e illiquide, con gli indici come abbiamo visto che le stanno cancellando dal benchmark e la Borsa di Mosca che è chiusa dal 28 febbraio. Ma chi le ha in portafoglio, cosa deve aspettarsi? La Banca di Russia vieta ai broker di elaborare le transazioni agli investitori stranieri, con i mercati chiusi. Inoltre il movimento di denaro è bloccato per via delle sanzioni occidentali alle banche.

In questo momento non è chiaro quale sarà il destino delle azioni detenute in portafoglio. Vi sono 2 ipotesi, una migliore e una peggiore. Nel primo caso, gli investitori potrebbero aspettare molto tempo prima di accedere al denaro investito nelle società russe. Nel secondo caso invece le attività russe potrebbero essere azzerate, con fondi e indici focalizzati sulla Russia che subirebbero delle perdite importanti, così come i singoli investitori. Aidan Garrib, capo della strategia e ricerca macro globale di PGM Global, afferma che non si sa ancora se la quota verrà azzerata oppure se verranno avanzate trattative con gli stranieri per vendere a grosso sconto.

Link: https://borsaefinanza.it/azioni-russe-msci-e-ftse-russell-le-eliminano-dagli-indici/

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