Azioni Saras: i Moratti ringraziano i record 2022, cosa fare ora in Borsa?
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Azioni Saras: i Moratti ringraziano i record 2022, cosa fare ora in Borsa?

Azioni Saras: i Moratti ringraziano i record 2022, cosa fare ora in Borsa?

La famiglia Moratti ringrazia. Il 2022 è stato un anno strepitoso per Saras, sia sotto il profilo dei conti che su quello del valore borsistico. Il forte rialzo dei prezzi del greggio e dei margini di raffinazione hanno cambiato volto ai bilanci del gruppo, attivo nella raffinazione del petrolio. I primi nove mesi del 2022 già evidenziavano la svolta potente in un anno complicato e difficile per tutti. Saras, che deve ringraziare il conflitto russo-ucraino e il rally dei prezzi energetici, ha visto i ricavi schizzare verso l’alto nei primi tre trimestri a quota 11,9 miliardi dai 5,8 miliardi di 12 mesi prima. Di fatto un raddoppio del fatturato con una marginalità in progresso ancora più accentuato. Il margine lordo è salito in soli nove mesi a 817 milioni contro i soli 10 milioni dello stesso periodo del 2021 e l’utile netto ha fatto un balzo a 449 milioni dalla perdita di oltre 100 milioni del settembre dell’anno scorso.

A cambiare drasticamente pelle ai conti della società, il forte apprezzamento del greggio durante il 2022 con i margini di raffinazione schizzati verso l’alto. Per Saras un anno di riscatto, quindi, dopo un biennio 2020-2021 avaro di soddisfazioni. E non solo. Il pieno di utili, infatti, ha consentito alla famiglia di azzerare il debito finanziario netto. Ora Saras ha una posizione finanziaria netta positiva dopo che un anno fa la presentava negativa per mezzo miliardo.

I Moratti possono quindi più che festeggiare l’annata migliore degli ultimi 10 anni. Ma ricordandosi che il meglio potrebbe già essere dietro le spalle. Tutto dipenderà dall’evoluzione del prezzo del greggio. Con lo spettro di una probabile recessione in arrivo il petrolio e in genere i prodotti energetici potrebbero intraprendere la via del ribasso, intaccando la redditività di Saras. Del resto la raffinazione è un business maledettamente ciclico. Basta un niente sui prezzi delle materie prime per amplificare rialzi o ribassi della marginalità su chi lavora il greggio. Basti vedere la dinamica dei conti di Saras che oscilla tra utili e perdite con estrema variabilità.

Solo nell’ultimo decennio ha chiuso in perdita gli anni tra il 2012 e il 2014 per oltre 600 milioni cumulati. Poi la riscossa tra il 2015 e il 2018 dove la dinamica dei prezzi del greggio ha permesso utili cumulati per circa 800 milioni. Infine il triennio opaco a cavallo della pandemia con la perdita nel solo 2020 per 275 milioni. E ora il brillante 2022 sulla spinta della guerra e dell’inflazione petrolifera. Come si vede un andamento a fisarmonica che fa pensare che i cicli di redditività si susseguano con una certa continuità.

Azioni Saras: il pattern “Inverted hammer” potrebbe innescare un movimento ribassista

A Piazza Affari le azioni Saras sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di venerdì (+1,53%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 1,2800, per poi invertire drasticamente la rotta nel corso del pomeriggio fino a chiudere a quota 1,2245. Tale movimento ha permesso all’azione di creare un patter grafico di analisi candlestick denominato “Inverted hammer”, indicante un’imminente inversione di tendenza in senso ribassista.

In effetti, dopo aver tenuto il supporto in area 1,0500 all’inizio di dicembre, i corsi hanno iniziato a salire con vigore superando prima la propria media mobile a 25 e successivamente anche l’importante indicatore Supertrend. Per questo motivo un eventuale ritracciamento sarebbe assolutamente comprensibile, nonché fisiologico, al fine di permettere alcune prese di beneficio. Il trend di fondo, comunque, rimane rialzista e vede com prossimo obiettivo il raggiungimento del massimo realizzato lo scorso 16 novembre sul livello 1,3555.

L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Parabolic Sar mentre anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 63. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 1,2800 con target nell’intorno di 1,3555 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 1,2005 con obiettivo molto vicino al livello 1,1385.

 


L’andamento di breve termine del titolo SARAS

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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