Azioni Stm: quali impatti sul titolo dopo i conti dei primi 9 mesi?

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A Piazza Affari la quarta seduta della settimana è all’insegna delle volatilità per le azioni Stm, in scia ai dati comunicati dal Gruppo prima dell’apertura dei mercati. Nello specifico l’azienda, leader globale nel settore dei semiconduttori, ha terminato il periodo luglio-settembre con ricavi in calo del 26,6% a 3,25 miliardi di dollari, con un margine lordo al 37,8%, rispetto al 47,6% del 2023, ed un margine operativo che si è attestato all’11,7% rispetto al 28% dello stesso periodo dell’anno precedente, Per quanto riguarda i primi 9 mesi i ricavi hanno visto una contrazione del 23,5% a 9,95 miliardi di dollari, con un margine lordo al 39,9% e un margine operativo al 13,1%. Per quanto riguarda l’utile netto nel corso degli ultimi tre mesi è stato pari a 351 milioni do dollari, in calo del 67,8%, mentre nel corso del 9 mesi ha visto un calo del 41,8% a 1,22 miliardi di dollari. In questo contesto in deciso calo del 52,9% è risultato il Free Cash Flow che si è attestato a 136 milioni di dollari, con una posizione finanziaria netta di 3,18 miliardi di dollari, rispetto ai 3,2 miliardi di dollari che si aveva alla fine del secondo trimestre.

Nel corso della presentazione dei dati la società ha fornito un outlook sul trimestre in corso, che dovrebbe vedere ricavi netti a 3,32 miliardi di dollari, in calo del 22,4% rispetto allo stesso periodo del 2023 e a una
crescita del 2,2% rispetto al trimestre precedente. Per quanto riguarda il margine lordo è atteso intorno al 38%, con un impatto di circa 400 punti base dovuto agli oneri da sottoutilizzo della capacità produttiva. Inoltre, facendo riferimento all’attuale portafoglio ordini e alla visibilità della domanda, il Gruppo si attende un calo dei ricavi fra il
quarto trimestre 2024 e il primo trimestre 2025 al di sopra della normale stagionalità. Da segnale inoltre che il Gruppo è pronto a lanciare un nuovo programma globale per ridisegnare la base manifatturiera accelerando la capacità produttiva a 300mm per il silicio negli stabilimenti di Agrate e Crolles e a 200mm per il carburo di silicio nello stabilimento di Catania, con l’obiettivo di ridimensionare i costi globali. Tutto ciò dovrebbe avere come effetto la ripresa dei ricavi, con una riduzione di costi su base annua alla fine del 2027 stimata, in milioni di dollari, nella fascia superiore di una forchetta a tre cifre.

Azioni Stm: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere come si sta muovendo l’azione a Piazza Affari. Con volumi superiori alla media giornaliera mensile è una seduta all’insegna delle vendite per il titolo Stm, con i prezzi che transitano in area 25 euro. Con un’impostazione di fondo che rimane confermata al ribasso, fondamentale per l’azione sarà la tenuta dei 24,80 euro, dove troviamo la trendline ascendente che parte dai minimi di luglio 2016. L’eventuale perdita di questi supporti non solo indebolirebbe il quadro grafico di fondo ma farebbe proseguire le vendite in direzione dei 24 euro, dove troviamo l’indicatore giornaliero del Supertrend, e successivamente verso i 23 euro, che rappresentano il bottom degli ultimi 4 anni. Nel caso in cui anche questi ultimi supporti non riuscissero ad arrestare la forza ribassista, si aprirebbero le porte per nuove discese fin verso i 21,50-21 euro.

Al contrario per avere un segnale di positività le quotazioni dovrebbero spingersi oltre i massimi delle ultime settimane in area 26,70-26,80 euro, sopra i quali dovremmo avere ulteriori recuperi in direzione dei 27,20-27,25 euro, massimi dell’ultimo mese, e a seguire l’area dei 29 euro. Nel caso in cui anche tali resistenze dovessero essere messe alle spalle, si avrebbe un attenuazione del trend discendente con un prossimo obiettivo i 29,55 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 2 agosto, e successivamente i 31,50-31,60 euro. L’eventuale superamento di queste aree dovrebbe favorire ulteriori apprezzamenti da parte del titolo, verso i 32,50 euro ed in seguito i 34 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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