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Azioni tecnologiche: i trend che spiegano il rally

Un telefonino con le principali app.

Le azioni tecnologiche vogliono lasciarsi alle spalle il drammatico 2022. Lo dimostrano con il rialzo messo a segno da inizio anno. Il Nasdaq Composite è infatti uno dei migliori listini del 2023, in grado di fare meglio delle Borse europee. Il guadagno messo a segno dall’indice tecnologico USA alla chiusura di venerdì scorso sfiora i 17 punti percentuali. Per David Older, responsabile azionario di Carmignac, dietro l’andamento positivo dei tecnologici ci sono alcuni fattori che stanno modificando il modello di business dell’industria:

 

  • Valutazioni;
  • Ottimizzazione dei costi;
  • Intelligenza artificiale.

 

“In particolare – ha commentato Older – l’intelligenza artificiale generativa è un’opportunità che abbiamo visto esplodere negli ultimi mesi e che è stata abbracciata con decisione dai big della tecnologia. ChatGPT è stata l’applicazione più veloce della storia a raggiungere il milione di utenti”.

 

Le azioni tecnologiche ora costano meno

La stagione delle trimestrali ha premiato i grandi titoli tecnologici. Solo in ambito GAFAM, quattro su cinque hanno battuto le attese degli analisti (Alphabet-Google, Microsoft, Meta Platforms e Amazon). In generale, nonostante la risalita dei prezzi da inizio anno, le valutazioni in Borsa della tecnologia sono ben sotto i livelli toccati prima della discesa del 2022, con un price earning ratio a 12 mesi che si aggira intorno a 25 punti contro i 33 precedenti. Di per sé, tuttavia, il rapporto prezzo/utili non basta a giustificare un ingresso sulle azioni tecnologiche, anche se a prezzi più convenienti. Per Older sono le prospettive future a essere migliorate per la maggiore attenzione che viene posta al tema della redditività.

 

Il taglio dei costi delle società tech

Per diversi mesi sui mercati si sono inseguiti gli annunci di taglio di personale da parte delle grandi compagnie tecnologiche. Da inizio 2023, le società del settore hanno dovuto fare i conti con una serie di licenziamenti dovuti in gran parte all’eccesso di assunzioni nell’epoca post-Covid. Secondo il sito Layoffs.fyi, nel 2023 184.101 persone hanno perso il posto nelle società tecnologiche.

Dopo gli eccessi legati alla crescita durante il periodo del Covid, le società tech hanno deciso di ridurre gli eccessi per riportare i costi sotto controllo e ridare forza ai margini. Si può inserire nell’ambito della riduzione dei costi anche la fine del rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, che dovrebbe operare un’ultima mossa nella riunione di mercoledì 3 maggio. “Anche se così non fosse – ha commentato Older – secondo noi i tassi di interesse non andranno molto più in alto. Abbiamo visto un ritorno delle valutazioni giustificato dal taglio dei costi e non vedo la possibilità di grandi discese dei multipli rispetto ai livelli dove ci troviamo ora”.

La rivoluzione dell’Intelligenza artificiale

In passato le Big Tech ci avevano abituato a cicli di grandi sviluppi. Negli ultimi anni, invece, sono arrivate alcune battute a vuoto con innovazioni che hanno stentato a imporsi, come il 5G o il Metaverso. Ora invece è esplosa l’Intelligenza artificiale generativa e le grandi società tecnologiche sono state pronte a seguirne il trend. Microsoft è stata una delle prime a muoversi su ChatGPT e ora la sta integrando nei suoi prodotti. Per il responsabile Equity di Carmignac questo significa che esiste una richiesta del mercato e una disponibilità a pagare i servizi aggiuntivi che l’IA generativa permette di offrire. Lo sviluppo, secondo Older, avverrà anche dal lato delle infrastrutture viste le potenze di calcolo molto più elevate che il funzionamento di queste app basate sull’intelligenza artificiale richiede, con società come i produttori di chip in prima linea.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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