Azioni Tesla: ecco i livelli di supporto e resistenza da guardare
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Azioni Tesla: ecco i livelli di supporto e resistenza da guardare

Azioni Tesla: ecco i livelli di supporto e resistenza da guardare

Le azioni Tesla sono in crisi in questo periodo, come tutti i titoli tecnologici nella Borsa di New York. Il rapido peggioramento dell’umore degli investitori di fronte alla prospettiva che la Federal Reserve possa irrigidire la sua politica monetaria oltre il previsto non ha risparmiato nemmeno il colosso delle auto elettriche, colpito dal sell-off selvaggio di questi giorni. Gli operatori di mercato guarderanno con grande apprensione cosa succederà questa sera durante la conferenza stampa di Jerome Powell, a margine della 2 giorni di meeting del FOMC. Qualsiasi parola pronunciata dal Governatore della Banca Centrale USA che verterà su una serie di aumenti dei tassi maggiore di quanto si attende il mercato potrà intensificare le vendite delle azioni di Palo Alto a Wall Street, mettendo a rischio importanti livelli supportivi. Avere un quadro completo sull’impostazione tecnica del titolo diventa ancor più importante se si considera che nelle prossime ore Tesla diffonderà anche i risultati trimestrali (qui 5 temi da guardare)

 

Azioni Tesla: i livelli da monitorare

Ma quali sono questi livelli di supporto così importanti da monitorare? Attualmente le azioni Tesla viaggiano in prossimità di 920 dollari, ma un calo delle quotazioni verso 810 dollari farebbe suonare un campanello d’allarme molto forte, perché lì si trova la media mobile a 200 giorni. Se le azioni non si fermano a quel pit stop allora significa che il trend di lungo periodo è voltato al ribasso e lo scivolamento potrà proseguire molto più sotto.

A quel punto prenderebbero forza tutti quei possibili driver negativi che hanno guidato il maltrattamento dei titoli tecnologici in questi giorni, come i timori macroeconomici, i rendimenti obbligazionari alti che riflettono le attese inflazionistiche, la diffusione del virus e le questioni geopolitiche che riguardano il possibile conflitto tra Russia e Ucraina. Sarà difficile che quel livello cruciale venga sfidato prima della pubblicazione della trimestrale di questa sera a mercati chiusi. Quest’ultima probabilmente sarà il crinale che separa le vendite dagli acquisti da ora in avanti. Un risultato negativo non vedrebbe sconti sul mercato in una situazione generale così tesa e pericolante.

Lo scenario cambia radicalmente se le risultanze del trimestre dovessero stupire ancora una volta il mercato e da lì il titolo Tesla può ripartire. Ricordiamo che all’inizio dell’anno in corso le azioni avevano messo il turbo impennandosi del 13,5% dopo che le consegne del quarto trimestre avevano infranto le aspettative di Wall Street. Tutto lascia pensare quindi che i numeri dei 3 mesi terminati a dicembre siano roboanti, con il gioiellino guidato da Elon Musk che ha dettato legge nei vari mercati in cui esercita la sua presenza.

Durante il 2021 Tesla ha già dato una prova plastica di come sia stata capace di superare ogni tipo di difficoltà, laddove la concorrenza ha manifestato più di una battuta d’arresto. Oggi sarebbe solamente una conferma di tutto quanto. Gli analisti prevedono un guadagno nell’ultimo quarto dello scorso anno di 2,30 dollari per azione, in netto aumento rispetto agli 1,86 dollari del terzo trimestre. C’è però chi addirittura spinge le stime fino a 3 dollari, il che significherebbe che se ciò venisse confermato il titolo in Borsa potrebbe innescare un rally non indifferente.

Tecnicamente i livelli al rialzo da tenere sotto osservazione sono 960 dollari, dove si trova la media mobile a 100 giorni, e 1050 dollari dove giace la media mobile più breve a 50 giorni. Nel primo caso il superamento del parametro proietterebbe velocemente le azioni verso la soglia psicologica dei 1.000 dollari. Nel secondo, le ambizioni sarebbero più grandi, con la caccia al record storico di 1.243 dollari raggiunto il 4 di novembre.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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