Azioni Tesla: ecco perchè rally di Borsa mette in crisi i fondi d'investimento

Azioni Tesla: ecco perchè rally di Borsa mette in crisi i fondi d’investimento

Tesla: ecco come il rally delle azioni sta mettendo in crisi i fondi d'investimento

La straordinaria performance di Borsa delle azioni Tesla sta mettendo in crisi i fondi comuni di investimento, almeno quelli incentrati sui titoli growth. Sì perché tutta l’attenzione ora è catalizzata sulla compagnia di Palo Alto, ma da parte più che altro degli investitori al dettaglio. I gestori di denaro viceversa si stanno guardando bene dall’entrare a mercato in questo momento per un titolo che prezza oltre 150 volte gli utili attesi. L’S&P 500, su cui Tesla pesa per il 2,8%, ha un multiplo di 22, giusto per rendere l’idea.

Nel solo mese di ottobre il produttore di Palo Alto ha intrapreso un rally del 44% a Wall Street, sospinto da un’ottima trimestrale che ha domato la crisi dei semiconduttori e dall’accordo annunciato da Hertz per un ordine di 100 mila veicoli Tesla. Non è bastato nemmeno il tweet dei giorni scorsi di Elon Musk con cui affermava che Tesla non aveva ancora firmato il contratto per fermare la corsa sfrenata dei trader verso le azioni. Con l’ultima chiusura di mercato l’azienda ha raggiunto una capitalizzazione di 1.240 miliardi di dollari e si colloca in quinta posizione nella classifica delle società americane quotate di maggior valore.

 

Azioni Tesla: per i fondi un meme stock

Il problema di fondo è che alcuni gestori continuano a vedere Tesla quasi come un meme stock, trainato dalla convinzione effervescente dei trader che il suo condottiero riuscirà a rivoluzione vari settori dell’economia, che non hanno solamente a che fare con le auto elettriche ma si estendono alla guida autonoma, alle auto volanti e alla conquista dello spazio.

La sottovalutazione del fenomeno in corso però potrebbe costare cara. Lo scorso mese solo il 9% dei fondi è riuscito a superare il benchmark, una quota bassa come non si vedeva dal 2012. Se si estende l’analisi a tutto l’anno la percentuale si eleva di 8 punti, ma il risultato sarebbe il peggiore dal 2016. Con la sua ponderazione nel principale indice americano, Tesla è riuscito a danneggiare anche quei fondi che non sono concentrati esclusivamente nei titoli tecnologici. Infatti solo il 32% dei gestori tradizionali ha fatto meglio del benchmark.

Secondo gli analisti il fenomeno in corso non si arresterà facilmente. Nick Colas, co-fondatore di DataTrek, paragona il pioniere delle auto elettriche a Bitcoin, considerandolo come un asset che in questo momento gode dell’euforia generale dei piccoli investitori. Per questa ragione la volatilità non svanirà rapidamente, a giudizio dell’esperto.

Christopher Harvey, analista di Wells Fargo, ritiene che situazioni di questo tipo, in cui i fondi vengono stabilizzati dall’andamento di alcuni titoli azionari, si sono verificati più frequentemente nel 2021, a causa dell’esplosione dei meme stock. Questo mette in evidenza la “crescente influenza dei flussi commerciali non istituzionali e i nuovi rischi di portafoglio sia long che short per gli investitori .”

 

Tesla: come sta mettendo in crisi Volkswagen

A quanto pare Tesla ha inavvertitamente provocato un terremoto anche all’interno di Volkswagen, dopo la dichiarazione dell’Amministratore Delegato del colosso tedesco, Herbert Diess. Il CEO aziendale aveva avvertito che l’apertura dello stabilimento di Berlino da parte della società guidata da Elon Musk, avrebbe messo in difficoltà la produzione di Volkswagen, al punto da costringere l’azienda a tagliare 30.000 posti di lavoro.

Quanto è bastato per mobilitare il Consiglio dei lavoratori che ha aperto una procedura per sfiduciare Diess. La contestazione verte sulla convinzione del manager che il passaggio all’elettrico sia indispensabile per poter competere sul mercato. Una convinzione che a giudizio del Consiglio è diventata ormai un’ossessione. Sembra anche che l’entourage di Diess non lo stia appoggiando a dovere e questo aggrava la sua posizione. Nelle ultime ore il 63enne di Monaco è tornato sull’argomento. “Questo è un tema fastidioso per alcuni, ma Elon Musk rivoluzionerà il settore delle auto diventando sempre più competitivo”, ha chiosato.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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