Ubs, la principale banca svizzera, nel corso del 2025 ha realizzato un utile netto di 7,8 miliardi di dollari, in crescita del 53% rispetto a quello conseguito durante l’esercizio precedente. Per la prima volta nella storia, il patrimonio amministrato ha superato i 7.000 miliardi di dollari.
Gli azionisti di Ubs dovrebbero ricevere un dividendo di 1,10 dollari per azione, contro i 90 centesimi erogati l’anno prima. Inoltre, per l’anno in corso, la banca annuncia prossimi riacquisti di azioni proprie per un valore fino a 3 miliardi di dollari.
“Abbiamo compiuto grandi progressi in una delle integrazioni più complesse nella storia bancaria, affrontando al contempo la continua incertezza normativa in Svizzera”, ha affermato il presidente della direzione Sergio Ermotti, commentando i risultati. Riguardo alla fusione con Credit Suisse, che è giunta “all’ultimo chilometro”, l’amministratore delegato si è detto “fiducioso nella capacità di cogliere le sinergie residue entro la fine dell’anno”.
Azioni Ubs, le quotazioni in ribasso puntano verso il supporto sul livello 31
Quotate sul mercato svizzero Six, le azioni Ubs sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di venerdì (-0,34%). Dopo un’apertura al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 31,69, per poi rimbalzare leggermente nel corso del pomeriggio andando a chiudere sul finale a quota 32,10.
Successivamente al minimo relativo toccato lo scorso 24 novembre sul livello 29,43, i titoli Ubs hanno radicalmente modificato la propria direzionalità con un veloce rally rialzista che ha arrestato la corsa solo in prossimità della resistenza presente a quota 38,39 (13 gennaio).
Da quel momento i corsi hanno nuovamente invertito la tendenza con un prolungato ritracciamento fino alle quotazioni attuali, permettendo al mercato di creare sul grafico daily una configurazione a U “rovesciata” di stampo ribassista.
Per l’immediato futuro, quindi, è lecito attendersi la prosecuzione del trend negativo in corso con lo scopo di raggiungere presto l’oramai prossimo supporto individuabile in area 31 euro. Solo a quel punto sarà conveniente entrare nuovamente sul mercato essendo UBS ritornata ad essere una buona occasione di acquisto.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 32,77 con target nell’intorno dei 33,52 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte già alla violazione di quota 31,69 con obiettivo molto vicino al livello 31. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati negativi da fine gennaio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore Rsi sia posizionato nell’area di “ipervenduto” vicino al livello 24.

L’andamento di breve termine delle azioni UBS









