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Azioni UK: a sconto del 40% rispetto alle USA, ecco le ragioni

Azioni UK: a sconto del 40% rispetto alle azioni USA, investitori in fuga da Londra

Le azioni UK sono negoziate con uno sconto del 40% rispetto alle omologhe americane. Lo riporta un’analisi di Citigroup, che afferma come la differenza di prezzo potrebbe accelerare lo spostamento delle quotazioni da Londra a Wall Street. “Sulla base dei multipli degli utili a termine, i settori dei materiali, degli alimenti e bevande e dell’energia sono scambiati con il maggiore sconto rispetto a quelli statunitensi”, hanno scritto gli analisti della banca statunitense in una nota ai clienti. Per questa ragione, gli amministratori delegati delle società del Regno Unito stanno prendendo in considerazione l’opzione di spostare la quotazione oltre Atlantico, sulla base delle “rinnovate richieste di realizzare valore per gli azionisti”, ha osservato il team di Citi.

 

Azioni UK: cosa spiega la fuga delle aziende da Londra

In questo periodo si sta verificando un vero esodo delle aziende quotate a Londra verso Wall Street. La scorsa settimana il produttore di chip Arm, controllato da SoftBank, ha annunciato che effettuerà l’IPO alla Borsa di New York, nonostante gli sforzi compiuti dal primo ministro britannico Rishi Sunak per quotarla a Londra. Il giorno prima CRH, colosso dei materiali da costruzione da 30 miliardi di sterline, ha affermato di essere in procinto di spostare le sue azioni a Wall Street, sia perché negli Stati Uniti genera la gran parte dei suoi profitti (circa il 75%), ma anche perché beneficerebbe degli incentivi dell’amministrazione Biden per gli investimenti infrastrutturali. Anche la società di gioco d’azzardo Flutter prevede di stabilire una quotazione alla Borsa americana e ora aspetta solo il pronunciamento favorevole da parte dell’assemblea degli azionisti per compiere il passo.

La fuga dal mercato britannico può essere spiegata in vari modi. Innanzitutto le aziende vedono gli USA come un posto ideale per avere una crescita più forte, mentre si affievolisce l’interesse degli investitori verso il mercato londinese. In secondo luogo è in corso una diminuzione degli investimenti da parte dei fondi pensione britannici nelle azioni delle società nazionali e con questo viene a mancare un importante supporto che ha sostenuto negli anni le quotazioni a Londra. Infine, va considerata la valutazione migliore che a Wall Street le società potrebbero ottenere, essendo presente un pool di investitori più forte. “Il divario di valore tra Regno Unito e Stati Uniti non è un fenomeno nuovo. Nel corso degli anni il mercato britannico si è contratto, accelerando nel 2022 con una discesa del 6%”, ha affermato Citi.

Il problema adesso è quello di colmare il divario di valore tra le azioni UK e quelle americane, il che rappresenterebbe un driver per la ristrutturazione della Borsa di Londra, sottolinea la banca. “Le società con grandi sconti sul mercato statunitense e un’elevata esposizione alla più grande economia del mondo potrebbero prendere sempre più in considerazione una ri-quotazione”, concludono gli strategist nella nota.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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