Azioni Unicredit: Antitrust Germania dà ok a salita in Commerzbank, che fare

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A Piazza Affari è un inizio di settimana all’insegna del rimbalzo per le azioni Unicredit, nel giorno in cui l’istituto di Piazza Gae Aulenti ha ricevuto il benestare dell’Autorità federale tedesca per la concorrenza (Bundeskartellamt) all’aumento della  propria partecipazione in Commerzbank fino al 29,99%. Nello specificare le sue motivazioni, l’antitrust tedesca ha sottolineato che la sola acquisizione di minoranza andrà a rafforzare la posizione di mercato di Unicredit nel settore del private e corporate banking del Paese ma senza che ci siaun predominio di mercato.

A questo punto, dopo l’ok ottenuto nella scorse settimane dalla BCE per salire al 29% dell’istituto tedesco, la banca guidata da Andrea Orcel potrà convertire in azioni gli strumenti derivati che erano stati acquistati sul finire del 2024.  Dopo la notizia arrivata dall’Antitrust tedesco, Unicredit ha ribadito che Commerzbank rimane sempre un investimento e l’operazione andrà avanti solo se questa rispetterà rigorosi parametri finanziari e soprattutto se andrà a rafforzare il piano strategico Unicredit Unlocked.

 

Azioni Unicredit: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Unicredit sulla borsa italiana. Nonostante la fase correttiva partita lo scorso 26 marzo dai massimi di periodo oltre i 55,5 euro e che avevano spinto i prezzi a segnare un minimo di periodo in area 38,5 euro, l’impostazione primaria rimane confermata al rialzo. Con le quotazioni odierne in aumento del 3% in area 47,7 euro, i prezzi si stanno avvicinando alle prossime resistenze poste nei pressi dei 48 euro.

Il superamento di queste aree resistenziali, dove passa la trendline discendente che parte dai massimi di periodo oltre i 55,5 euro, aprirebbe le strada a ulteriori apprezzamenti, prima in direzione dei 50-50,5 euro, dove verrebbe messo sotto pressione l’indicatore daily del Supertrend, e a seguire i 52,5 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere messi alle spalle, aumenterebbero le possibilità per le azioni di andare a rivedere i massimi degli ultimi decenni in area 55,6 euro.

Al contrario, il mancato ritorno delle quotazioni oltre i 48 euro dovrebbe tornare almeno nel breve termine a indebolire il titolo, con un primo obiettivo ribassista in area 46-45,5 euro. Dal punto di vista operativo, la perdita di questi sostegni aprirebbe le porte alla chiusura del gap-up lasciato aperto lo scorso 10 aprile in area 43,575 euro e successivamente verso i 41,5-41,4 euro, nelle cui vicinanze troviamo la media mobile di lungo periodo. Fondamentale sarà non perdere questi ultimi sostegni, per evitare alle azioni di tornare a rivedere i minimi della passata settimana e degli ultimi 3 mesi in area 48,5 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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