Azioni Unipol: i conti non sorprendono, cosa fare?

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A Piazza Affari è una giornata all’insegna della debolezza per le azioni Unipol, le cui quotazioni non sono sostenute dai conti dei primi 9 mesi comunicati dal gruppo assicurativo prima dell’apertura delle contrattazioni. Questi, oltre ad aver beneficiato dell’adesione di Unipol all’offerta di Bper Banca sulla Popolare di Sondrio, sono stati contrassegnati dalla crescita del business assicurativo.

Il gruppo guidato da Carlo Cimbri ha terminato i primi 9 mesi del 2025 con un utile netto reported in crescita del 54,7% a 1,12 miliardi di euro, mentre l’utile netto ricalcolato è salito del 48% a 1,2 miliardi di euro. Nel periodo il business assicurativo è aumentato del 45% attestandosi a 961 milioni di euro. La raccolta diretta assicurativa, al lordo delle cessioni in riassicurazione, è stata pari a 12,64 miliardi di euro, in aumento del 10,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La raccolta diretta nel comparto Danni ha visto un aumento del 4,5% a 6,78 miliardi di euro, mentre il settore Vita è cresciuto del 19% a 5,86 miliardi di euro.

Il combined ratio al 30 settembre 2025 era pari al 93,5%, contro il 93,9% registrato nei primi nove mesi del 2024, mentre l’indice di solvibilità indicava un rapporto tra fondi propri e capitale richiesto pari al 220%, rispetto al 212% che si era registrato alla fine del 2024.

Nel corso della presentazione dei dati il management ha sottolineato come nei primi 9 mesi il portafoglio degli investimenti finanziari della compagnia ha ottenuto un rendimento pari al 5,5% degli asset investiti, di cui il 4,3% relativo alla componente di cedole e dividendi.

 

Azioni Unipol: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Unipol sulla Borsa italiana. Con volumi che a fine seduta dovrebbero essere superiori alla media giornaliera mensile, è una giornata in territorio negativo per il titolo Unipol che, dopo essersi spinto sui top degli ultimi 16 anni vicino ai 20 euro, transita nei pressi dei 19 euro. Con un’impostazione primaria che rimane confermata al rialzo, la tenuta dei 19 euro dovrebbe favorire una continuazione del trend prima verso i 19,5 euro e successivamente i massimi intraday odierni.

Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere messi alle spalle, si assisterebbe a una prosecuzione degli acquisti in direzione dei 21,50 euro, con target intermedi sui 20,70-20,80 euro. In questo contesto eventuali prese di beneficio in direzione dei 17 euro, minimi degli ultimi tre mesi e nelle cui vicinanze dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero essere lette come nuove occasioni di acquisto.

Al contrario la perdita di questi ultimi livelli dovrebbe aprire le porte a una fase discendente, la quale potrebbe essere sfruttata con l’apertura di posizioni ribassiste. In questo caso si avrebbe un primo obiettivi i 16,5 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e successivamente l’area dei 16 euro.

Nel caso in cui anche questi sostegni dovessero essere violati, il titolo dovrebbe proseguire la discesa in direzione dei 15,50 euro, ex massimi toccati nello scorso mese di marzo. Fondamentale sarà non perdere tali aree, per evitare un indebolimento del trend di medio periodo. In questo caso non sarebbe sorprendente aspettarci ulteriori discese prima in direzione dei 15 euro e in seguito verso i 14 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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