Azioni USA: ecco dove investire con deglobalizzazione - Borsa e Finanza

Azioni USA: ecco dove investire con deglobalizzazione

Wall Street: 5 azioni su cui puntare con la deglobalizzazione

Cosa ne sarebbe delle azioni USA se dovesse arrivare davvero la fine della globalizzazione come ha previsto Larry Fink? L’Amministratore Delegato di BlackRock ha acceso la miccia su un argomento che può tramutarsi in un incendio, nella lettera annuale inviata agli azionisti. Nella comunicazione scrive che la guerra Russia-Ucraina finirà per deglobalizzare il mondo intero dopo 30 anni.

Le previsioni sono molto forti e, se come alcuni presagiscono si determinerà un nuovo ordine mondiale, è bene chiedersi come cambieranno anche le asset class su cui investire. Con molta probabilità un mondo meno globalizzato tenderà a privilegiare quelle aziende che hanno la loro attività maggiormente concentrata all’interno dei Paesi di appartenenza e minori sbocchi con l’estero. Al riguardo a Wall Street vi sono 5 azioni USA di società che producono il 90% dei ricavi sul territorio nazionale e le cui azioni potrebbero trovare terreno favorevole in un contesto più chiuso. Vediamole di seguito.

 

Lowe’s Companies

La società statunitense che opera nel settore dei beni per la casa quest’anno ha perso circa il 15% in Borsa, a causa dell’aumento dei prezzi alimentari ed energetici, nonché per l’incremento dei tassi che rende più oneroso il finanziamento per i lavori di ristrutturazione. Le azioni sono abbastanza economiche, negoziando a circa 16 volte gli utili previsti per il 2022.

Un punto a favore del titolo è anche il fatto che la società sta per varare un piano di riacquisto dell’8% delle sue azioni in circolazione. Simon Gutman, analista di Morgan Stanley, vede il titolo crescere fino a 280 dollari dai 219 dell’ultima chiusura di Borsa, in virtù di una configurazione interessante nel settore della vendita al dettaglio nel medio-lungo termine.

 

Bank of America

Anche per Bank of America questo 2022 ha riservato cali azionari, nel giro di 15 punti percentuali. A penalizzare il titolo le preoccupazioni generate dalla guerra Russia-Ucraina che sta colpendo in maniera particolare il settore finanziario per via delle sanzioni alle banche russe.

Tuttavia, la banca potrebbe essere avvantaggiata dall’aumento nel breve dei tassi d’interesse che si rifletterebbero positivamente sul margine d’intermediazione, alla luce del fatto che l’istituto ha circa 1.000 miliardi di dollari di depositi a basso costo. Le azioni scambiano a 13 volte i guadagni attesi per quest’anno. Mike Mayo, analista di Wells Fargo, vede il titolo BUY con prezzo obiettivo a 66 dollari dai circa 44 attuali, per effetto del suo posizionamento unico anche sul fronte tecnologico.

 

Southwest Airlines

La compagnia aerea ha subito una perdita del 25% quest’anno a Wall Street, in quanto l’impennata del petrolio ha aumentato notevolmente i costi del carburante impattando sui conti aziendali, attesi in perdita in questo trimestre. Jamie Baker, analista di JP Morgan, vede il titolo a 62 dollari dai circa 44 dollari attuali, con gli utili della società che dovrebbero passare da 1,50 a 4 dollari per azione alla fine del 2022.

 

Steel Dynamics

Il produttore USA di acciaio ha visto le azioni balzare del 43% quest’anno in Borsa, sospinte dalla forza dei prezzi dell’acciaio. La società inoltre ha avviato la produzione in un nuovo grande stabilimento del Texas a inizio anno ed effettuato buyback per il 3% delle sue azioni complessive.

I multipli inoltre sono molto allettanti, con un price/earnings che si attesta a circa 6 volte. Michael Glock di JP Morgan ha un prezzo obiettivo di 117 dollari dai circa 89 dollari attuali, motivato dal fatto che l’alto free cash flow dell’azienda consentirà di premiare ancora di più gli azionisti in futuro.

 

Coterra Energy

L’azienda produttrice di gas naturale sta sfruttando il momento di grazia delle materie prime energetiche, alimentato dal conflitto nell’Est Europa, per aumentare i propri guadagni. A Wall Street le azioni hanno ottenuto una performance del 45% dal 1° gennaio 2022.

Nel frattempo l’azienda è passata al doppio dividendo, che prevede un importo fisso minore e una componente ancorata ai profitti. Attualmente il mix trimestrale è di un fisso di 0,15 dollari per azione e un variabile di 0,41 dollari, con un dividend yield dell’8,2%. La forza dell’azienda consiste anche in un free cash flow che per il 2022 è previsto del 15%, con il debito netto che potrebbe alla fine azzerarsi.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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