Azioni USA: ecco perché le quotazioni potrebbero scendere

Azioni USA: ecco perché le quotazioni potrebbero scendere

Azioni USA: ecco perché le quotazioni potrebbero scendere

Le azioni USA continuano la loro fase altalenante ma con tendenze di fondo ribassiste a Wall Street. La guerra Russia-Ucraina non dà purtroppo segnali di cedimento e i massacri che si stanno vedendo nel territorio ucraino, oltre a rappresentare un pugno allo stomaco dal punto di vista umano, impattano sull’umore degli investitori, che non vedono molte possibilità che il quadro cambi nel breve termine.

Nel contempo vi sono i dati dell’inflazione americana che lasciano poche scelte alla Federal Reserve. L’indice dei prezzi al consumo per il mese di marzo ha riportato un tasso dell’8,5%, al di sopra delle attese del mercato e al top degli ultimi 40 anni. La Banca Centrale USA è stata chiara nelle ultime esternazioni da parte dei suoi maggiori esponenti, ribadendo un’aggressività ormai completamente metabolizzata dal mercato.

Le prossime riunioni probabilmente saranno contrassegnate da un aumento del costo del denaro di mezzo punto percentuale alla volta, nella speranza che ciò poi non si traduca in una recessione economica che determini il secondo shock negli ultimi 2 anni, dopo quello pandemico.

 

 

Azioni USA: per Truist saranno destinate a calare

Alla luce di tutto questo, gli strategist della banca commerciale Truist hanno declassato la loro visione sul mercato azionario, in quanto vedono un premio al rischio troppo basso rispetto a investimenti sicuri come quelli nei Treasury Bond. Attualmente il gap di rendimento atteso è appena del 2% in confronto ai T-Note a 10 anni, un livello ritenuto troppo basso rispetto alla sua media di 3-4 punti percentuali. Quando ciò si è manifestato, storicamente sono seguiti cali nelle azioni USA.

Secondo Truist, il punto è che il confronto tra azioni e obbligazioni verte su 2 aspetti: gli utili societari e il rendimento dei bond. La Fed ha dovuto ridurre gli acquisti delle obbligazioni sul mercato, oltre che alzare i tassi d’interesse, per frenare l’avanzata dell’inflazione. Questo giocoforza ha portato a una riduzione dei prezzi dei bond e quindi a una risalita dei rendimenti. Sul fronte azionario non vi è stata compensazione con una crescita delle aspettative sugli utili, il che ha determinato che le obbligazioni sono diventate più attraenti e le azioni no.

La banca conclude sostenendo che la stagione delle trimestrali che sta entrando nel vivo sarà fondamentale per il mercato azionario, perché solo con solidi rapporti sugli utili gli analisti saranno costretti a rivedere al rialzo le aspettative di profitto. La situazione è difficile, perché l’aumento dei costi delle materie prime e dei materiali sta causando un calo vistoso dei margini delle aziende e questo finirà per impattare sul risultato netto delle aziende.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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