Azioni Usa: i riacquisti superano i 500 miliardi di dollari

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Le azioni Usa potrebbero beneficiare del gigantesco programma di riacquisti delle società statunitensi. Secondo quanto riportato da Deutsche Bank, la scorsa settimana le aziende dell’S&P 500 hanno previsto buyback per un totale di 192 miliardi di dollari nei prossimi mesi. Mai, dal 1995, erano stati comunicati così tanti riacquisti in una settimana. Se si considera il conteggio degli ultimi tre mesi, la cifra sale a 518 miliardi di dollari, la più grande somma trimestrale mai registrata.

I più attivi nei riacquisti sono state le Big tech come Apple e Alphabet. Il colosso di Cupertino ha affermato la scorsa settimana, in occasione della presentazione dei conti trimestrali, di voler aumentare la quota di buyback share di 100 miliardi di dollari. In precedenza, Alphabet aveva annunciato una spesa di 70 miliardi di dollari destinata allo stesso scopo. Anche tra i finanziari si è rilevata una tendenza importante ai riacquisti. Wells Fargo, ad esempio, ha dichiarato un programma da 40 miliardi di dollari, oltre i 30 miliardi di dollari annunciati da Visa. A rimanere più in disparte sono state invece le major dell’energia, le società dei servizi pubblici e i produttori di materiali.

 

Cosa significano i riacquisti per le azioni Usa

La corsa ai riacquisti delle azioni Usa si è intensificata nell’ultimo decennio. Da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tagliato le tasse sulle società nel 2017, sono state liberate risorse per remunerare gli azionisti. Lo scorso anno, i buyback delle società dell’S&P 500 hanno raggiunto una cifra record di 942,5 miliardi di dollari (dati S&P Global), contribuendo allo straordinario rally delle azioni. Anche le cifre di quest’anno sono importanti, in quanto potrebbero tamponare l’effetto negativo dell’incertezza derivante dai dazi. Inoltre possono essere un’opzione interessante per le aziende che reputano le loro azioni sottovalutate. L’effetto positivo dei riacquisti è che aumentano la redditività sulla base dell’utile per azione, riducendo il numero di azioni in circolazione. Alcuni accademici tuttavia non sono favorevoli a questo utilizzo della liquidità, preferendo che il denaro in eccesso venisse speso per gli investimenti aziendali o per aumentare i salari e gli stipendi.

A ogni modo, quanto sta accadendo sul fronte dei riacquisti è un segnale importante. “I numeri sono spettacolari”, ha detto Brian Reynolds, chief market strategist di Reynolds Strategy. Date “le dimensioni e la rapidità dell’impennata dei riacquisti”, lo stratega ha abbandonato le sue previsioni ribassiste per le azioni statunitensi a grande capitalizzazione. Secondo Parag Thatte, strategist di Deutsche Bank, “l’aumento record dei riacquisti di questo trimestre sottolinea che gli utili e la crescita sono rimasti solidi e le aziende hanno indicato che non stanno ancora andando a fondo”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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