Azioni Volkswagen: nuove vendite in arrivo dopo la delusione sulle consegne?

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Il fallimento dei colloqui tra Usa e Iran che potevano portare a un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente, tornano a indebolire le Borse europee. In questo contesto le vendite non risparmiano le azioni Volkswagen, con i prezzi che fanno faticano ad allontanarsi dai minimi di periodo toccati nello scorso mese di marzo.

Sulla debolezza odierna pesano anche i dati riguardanti le consegne globali dei primi tre mesi del 2026, sono scese del 4% a 2,05 milioni di unità, penalizzate in particolar modo dal crollo in Cina, -15%, e Nord America -13%.

A sostenere parzialmente i volumi sono state l’Europa e il Sud America, entrambe in crescita del 6% e 7%, mentre le vendite di auto elettriche hanno segnato un calo dell’8% a livello globale, nonostante il buon andamento europeo.

I mercati totali dei BEV in Cina e negli Stati Uniti hanno registrato un calo significativo a seguito della scadenza dei programmi di sovvenzione governativi. In vista del lancio di nuovi modelli elettrici sviluppati localmente, le consegne di BEV del Gruppo Volkswagen in Cina sono diminuite del 64%. Negli Stati Uniti, l’aumento dei dazi doganali in vigore dall’aprile 2025 ha portato invece a un calo vicino all’80%.

Per quanto riguarda la crisi in Medio Oriente e le tensioni con l’Iran, il Gruppo tedesco ha sottolineato di non avuto finora impatti significativi sulle consegne complessive, in un contesto che resta difficile per l’intero settore auto.

 

Azioni Volkswagen: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Volkswagen sulla Borsa di Francoforte e quali sono le attese per le prossime giornate. È un inizio di settimana all’insegna delle vendite, nei pressi degli 87,60 euro. Con un’impostazione di fondo discendente, le attese sono per una continuazione delle vendite prima in direzione degli 86 euro e successivamente verso i minimi annuali, toccati lo scorso 23 marzo, a 83,28 euro.

La mancata tenuta di tali supporti aprirebbe la strada per un test sui minimi degli ultimi 16 anni sui 79 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere violati, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico con prossimi obiettivi sui 76 euro e a seguire la soglia dei 70 euro.

Al contrario, il superamento dei 92,5 euro, massimi dell’ultimo mese e dove transita l’indicatore daily del Supertrend, fornirebbe nel breve periodo un primo segnale di forza. Il primo target di questo movimento sarebbe situato sui 94-94,3 euro e a seguire i 96,5 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo.

Oltre tali aree dovrebbe assistere a una prosecuzione degli acquisti verso i 98 euro e successivamente i 100,65 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 2 marzo. Lasciandosi alle spalle queste ultime aree di avrebbe un rafforzamento del quadro grafico di medio periodo, con prossimi obiettivi i massimi del 2026 situati sui 106,5 euro.

 

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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