Azioni Volkswagen trovano sostegno nelle vendite del primo trimestre

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È una nuova giornata di passione sui mercati azionari europei dopo l’ulteriore aumento dei dazi da parte di Trump verso la Cina al 104%, contraccambiato da tariffe all’84%.  In questo clima si mettono in luce le azioni Volkswagen, che sulla Borsa di Francoforte recuperano dai minimi intraday.

A sostenere il titolo sono i numeri comunicati dall’azienda automobilistica tedesca riguardanti le consegne del primo trimestre del’anno in corso. Grazie alla ripresa della domanda che ha coinvolto quasi tutti i mercati, sono risultati in aumento dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, attestandosi a 2,13 milioni di veicoli. L’unico mercato che ha mostrato segnali di debolezza e che potrebbe rappresentare il tallone d’Achille per la restante parte dell’anno è quello cinese, che ha registrato un calo di poco superiore al 7%.

In questo contesto da sottolineare sono le vendite di auto elettriche, che nel Vecchio continente, attestandosi sopra le 150 mila unità, sono più che raddoppiate rispetto al primo trimestre dello scorso anno. A livello globale l’aumento è stato di quasi il 60%, sopra le 216.800 unità. Buoni numeri sono arrivati anche dal segmento dei veicoli plug-in hybrid che, grazie all’ottima risposta dei consumatori ai modelli di seconda generazione, la cui autonomia è superiore ai 140 km, hanno registrato un incremento del 15% attestandosi a 82.500.

 

Azioni Volkswagen: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come stanno rispondendo le azioni Volkswagen sulla Borsa tedesca. Con volumi già superiori alla media giornaliera mensile e dopo un’apertura in gap-down, le quotazioni si riavvicinano ai livelli della chiusura di ieri. Con tutti i time frame impostati al ribasso, nel breve periodo fondamentale sarà la tenuta dei minimi di periodo situati sulla soglia degli 80 euro, che rappresentano il bottom degli ultimi 15 anni. La perdita di questi supporti andrebbe a indebolire ulteriormente il quadro grafico, con prossimi obiettivi ribassisti posti sui 75 euro e successivamente l’area dei 70 euro. In questo contesto tutti i rimbalzi che dovessero rimanere sotto la soglia dei 110 euro, potrebbero rappresentare delle occasioni per aprire posizioni ribassiste.

Al contrario, il superamento di queste aree resistenziali, dove transita l’indicatore daily del Supertrend e che rappresentano i massimi del 2025, andrebbero ad allentare la pressione ribassista inviando di conseguenza un primo segnale di forza. Dal punto di vista operativo il superamento di questi livelli aprirebbe le porte a ulteriori recuperi, il cui primo target sarebbe posto sui 125-127 euro e a seguire i 132 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui le azioni riuscissero a lasciarsi alle spalle questi ultimi livelli, aumenterebbero le possibilità per tornare a mettere sotto pressione i top del 2023 situati sui 142,5 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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