Azioni Webuild: l’analisi dopo il nuovo contratto da 208 milioni di dollari

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A Piazza Affari è un inizio di settimana all’insegna della cautela per le azioni Webuild, che non hanno finora reagito all’annuncio, avvenuto prima dell’apertura delle contrattazioni, del contratto siglato dalla controllata americana Lane per 208 milioni di dollari. L’accordo, che va a consolidare la presenza di Webuild negli Stati Uniti, riguarda lavori di ammodernamento della Naval Air Station Oceana, la base aerea della Marina militare degli Stati Uniti in Virginia.

Il contratto, interamente assegnato a Lane dalla Naval Facilities Engineering Systems Command Mid-Atlantic, prevede lavori suddivisi in più fasi per la sistemazione di piste di rullaggio e opere connesse da avviare entro tre mesi e da ultimare entro gennaio del 2028. Per questa base, situata a Virginia Beach, la controllata di Webuild ha già realizzato i lavori di sistemazione della pista 14L-32R. Grazie a questo contratto il gruppo prosegue la sua crescita in Virginia dopo la recente aggiudicazione dei lavori per la realizzazione di una tratta del progetto autostradale I-64 HREL, del valore di 110 milioni di dollari, per migliorare i flussi di traffico lungo una delle principali autostrade interstatali dello Stato.

 

Azioni Webuild: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Webuild a Piazza Affari. Con volumi in rallentamento rispetto alle ultime giornate, è una seduta all’insegna della cautela, con i prezzi che passano di mano in area 2,42 euro. Nel breve termine, una conferma dei corsi sopra questi ultimi livelli dovrebbe far proseguire il trend ascendente innescatosi sui minimi dello scorso mese di giugno in direzione dei 2,5 euro e successivamente in direzione dei top annuali in area 2,58 euro. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere lasciate alle spalle, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico con possibili espansioni dei rialzi verso i 2,80 euro e a seguire la soglia dei 3 euro, livelli che non vengono toccati dal titolo dal 2008.

Al contrario, una discesa dei prezzi sotto i 2,42 euro, ex massimi dello scorso mese di maggio, dovrebbe aprire la strada a prese di beneficio prima verso i 2,37 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto venerdì scorso, e a seguire i 2,25-2,22 euro, dove transita l’indicatore del Supertrend. Dal punto di vista operativo la violazione di questi supporti dovrebbe far proseguire le vendite in direzione dei 2,15 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni e a seguire i 2,05-2 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo. Fondamentale nel caso diventerebbe la tenuta di tali sostegni, per evitare all’azione di andare prima a rivedere i minimi dello scorso mese di giugno a 1,9 euro e in seguito il bottom del 2024 situati sulla soglia degli 1,8 euro.

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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