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Azioni Webuild: il bond convertibile dietro il crollo in Borsa, ecco perché

Azioni Webuild: il bond convertibile dietro il crollo in Borsa, ecco perché

Le azioni Webuild oggi sono in profondo rosso a Piazza Affari. Quando manca circa mezz’ora alla chiusura delle contrattazioni il ribasso è di circa 10 punti percentuali. Le vendite sono motivate da un fattore tecnico relativo alle operazioni di hedging effettuate dagli investitori nelle obbligazioni secured convertibili collocate da Salini S.p.A., che controlla l’azienda con una quota del 39,66%.

L’offerta riguarda 225 milioni di euro di bond emessi alla pari, con cedola annua compresa tra il 3,75% e il 4,25% e rimborso al 100% del valore nominale il 30 maggio 2028, salvo estinzione anticipata o riacquisto e cancellazione. Il prezzo di conversione è stato fissato a 2,6 euro, il che implica un premio del 25% sul prezzo di riferimento dell’azione a 2,08 euro stabilito contestualmente all’accelerated bookbuilding.

In tale contesto, i joint global coordinator, quali Bofa Securities Europe e Intesa Sanpaolo, hanno informato l’emittente su un simultaneo collocamento sul mercato di azioni Webuild per conto di alcuni acquirenti dei bond, che hanno venduto per coprire il rischio di mercato sull’investimento obbligazionario in caso di conversione. Finora sono state collocate all’incirca 33 milioni di azioni Webuild, corrispondenti a circa il 3% del capitale sociale.

In tutto le azioni oggetto di conversione rappresentano circa il 10% del valore di mercato del gruppo industriale italiano. In buona sostanza, la percezione del mercato è stata quella di un aumento di capitale, ragion per cui il titolo è stato penalizzato. Le obbligazioni saranno garantite da un pegno di azioni corrispondente a 2,5 volte il numero di azioni sottostanti le obbligazioni.

La società ha sottolineato che il collocamento ha registrato un grande interesse da parte degli investitori, con circa 80, di matrice soprattutto internazionale, che hanno acquistato le obbligazioni. Si tratta di una richiesta di circa quattro volte l’offerta, ha sottolineato Webuild in un comunicato. I proventi dell’operazione serviranno per rimborsare i debiti esistenti nei confronti delle banche – essenzialmente Intesa Sanpaolo e società collegate – e per altri scopi aziendali di carattere generale. L’emittente presenterà la richiesta di quotazione e scambio dei bond alla Borsa di Vienna, sul segmento MTF, alla data di settlement prevista per il 30 maggio.

 

Webuild: vanno comprate le azioni in Borsa?

Prima del crollo di oggi, le azioni Webuild a Piazza Affari hanno aumentato di circa un quarto il loro valore da inizio anno. Le ultime vendite non dovrebbero spaventare, secondo gli analisti. Equita SIM rimarca il fatto che le oscillazioni odierne risentano di fattori tecnici e fissa un target finale per il titolo di 3 euro. Ciò implica un incremento di circa il 30% dall’ultimo prezzo di chiusura a 2,29 euro. Anche gli analisti di Intermonte mantengono un rating “buy” sul titolo, con un prezzo obiettivo che si estende a 3,3 euro.

Intanto oggi per Webuild è arrivata una buona notizia, con l’aggiudicazione da parte della società facente parte del gruppo, CSC Costruzioni, di un contratto da oltre 302 milioni di euro per i lavori preparatori e, in seguito, la costruzione dell’edificio principale, degli edifici tecnici annessi e dei lavori per gli spazi esterni del Nuovo Stabilimento Industriale Ferroviario in Ticino. L’opera è stata commissionata da FFS (Ferrovie Federali Svizzere) al Consorzio Officine Ticinesi OFT, guidato appunto da CSC Costruzioni, che avrà una quota nel progetto del 67%, pari a un valore di circa 202 milioni di euro. L’inizio dei lavori dovrebbe avvenire a luglio 2024 e la conclusione è stimata nel 2027.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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