Banca Carige cerca un partner, in Borsa titolo cerca rimbalzo

“E’ un percorso tracciato che non può prevedere varianti”, spiega l’amministratore delegato di Banca Carige Francesco Guido, “e il momento giusto è certamente il primo semestre del nuovo anno, entro il quale l’eventuale soggetto aggregante potrà sfruttare la nuova legge di bilancio che garantisce vantaggi fiscali che equivalgono a un implicito aumento di capitale di almeno 400 milioni di euro. In ogni caso, se non dovessimo trovare un partner che faccia al caso nostro entro quella data, avremmo comunque ancora un ampio lasso di tempo nel quale continuare a lavorare per ottimizzare la nostra performance e trovare la corretta dimensione ”.

L’ineluttabilità della fusione ha due ragioni fondamentali. “La prima è perché il nostro azionista di maggioranza è il Fondo Interbancario, che rappresenta il sistema creditizio nel suo insieme e non può detenere partecipazioni di lungo termine. C’è poi un elemento di sostanza: nell’attuale scenario non c’è spazio per banche generaliste di piccole o medie dimensioni. Noi siamo un istituto di medie dimensioni e, fatto che vale per ogni banca del Paese, abbiamo visto contrarre fortemente le nostre marginalità. Tutti gli attori devono dunque riuscire a scaricare la redditività sulla platea più ampia possibile, per questo è necessario procedere alle fusioni. Non è un tema di necessità esclusivo di Banca Carige, vale per tutti”.

In nessun modo, comunque, l’operatività di Banca Carige è turbata dalla ricerca di un partner per l’aggregazione. “Abbiamo un impegno in più. Per noi l’operatività quotidiana è proseguire con la massima velocità possibile come se dovessimo continuare per i prossimi 200 anni, ma al tempo stesso sappiamo che potrebbero anche essere di 20 giorni quelli che ci separano dal momento in cui possa profilarsi una business combination che non è un salvataggio”, aggiunge l’amministratore delegato.

Nel frattempo la banca ha fatto registrare un rimbalzo positivo in tutti i numeri fondamentali. “I dati sono molto positivi”, continua Guido, “da inizio 2020, cioè da quando il nostro istituto è tornato in gestione ordinaria, abbiamo ottenuto due grandi risultati che sono forse passati inosservati: una forte discontinuità rispetto al passato, con performance commerciali che oggi possiamo anche vedere trascritte nel conto economico, e una grande capacità operativa che ha permesso in qualche caso di superare, centrando anche qualche record, i risultati delle banche concorrenti”.

Ad esempio, nei prestiti post Covid, quelli assistiti dallo Stato, sono stati generati volumi tre volte superiori a quelli della quota di mercato. Sul fronte del sostegno finanziario all’ecobonus, poi, si è riusciti a gestire la metà del volume totale generato in Liguria. “Sono elementi”, spiega l’amministratore delegato, “che caratterizzano il nostro impegno sul territorio e che garantiscono, a cascata, buoni effetti sui nostri conti: per la prima volta, con la fine del terzo trimestre, abbiamo fatto registrare il segno più ai nostri proventi operativi riuscendo, nel contempo, a diminuire i costi generali e di governance. Possiamo guardare al futuro con molta fiducia”.

 

Azioni Banca Carige: titolo tenta rimbalzo dopo recenti minimi storici

Il titolo Banca Carige sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-3,33%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 0,6539, per poi mantenersi tutto il resto della giornata all’interno di uno stretto trading range, chiudendo non lontano a quota 0,6570.

Gli azionisti di Banca Carige stanno soffrendo oramai da troppo tempo, ma potrebbe essere conveniente portare ancora un po’ di pazienza. La ricerca di un istituto con il quale aggregarsi in una fusione potrebbe essere la svolta per rivitalizzare le quotazioni e riportarle a valori più allineati con i buoni dati di bilancio. E’ solo una questione di tempo, probabilmente pochi mesi, e potrebbero manifestarsi interessanti sorprese sul titolo. Dopo i recenti minimi storici, infatti, i corsi stanno riprendendo lentamente forza creando un ampio pattern grafico di accumulazione, segno che l’azione sta entrando nel mirino anche degli investitori istituzionali.

L’impostazione grafica, quindi, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 55. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 0,6800 con target nell’intorno dei 0,7300 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 0,6539 con obiettivo molto vicino al livello 0,6179.

 


L’andamento di breve termine del titolo Banca Carige