Banca Ifis crolla a Piazza Affari (-33%): addio agli Npl e utile quasi dimezzato

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Una giornata da dimenticare per Banca Ifis. Il titolo della banca sta cedendo circa il 33% a Piazza Affari attestandosi in area 14,28 euro (ai livelli di giugno 2023), dopo essere stato inizialmente sospeso per eccesso di ribasso (di circa il 24%). All’origine del crollo c’è una serie di decisioni straordinarie annunciate ieri sera dal consiglio di amministrazione, riunito sotto la presidenza di Ernesto Fürstenberg Fassio: la messa in vendita dell’intero business degli Npl, accantonamenti complessivi per circa 70 milioni di euro e una revisione al ribasso delle stime di utile per il 2026.

 

In questo articolo:

 

  • Il crollo di Banca Ifis: i motivi
  • Il peso sui conti

 

Il crollo di Banca Ifis: i motivi

Ieri il cda di Banca Ifis ha deliberato l’avvio di un processo competitivo di mercato finalizzato alla cessione delle attività nel comparto Npl, sviluppate attraverso le controllate Ifis Npl Servicing e Ifis Npl Investing. Il portafoglio in gestione ammonta a circa 1,5 miliardi di euro di net book value, prevalentemente concentrato nel segmento dei cosiddetti “small tickets unsecured”, ossia crediti di piccolo taglio e privi di garanzia reale. La vendita è attesa entro la fine del 2026, anche alla luce delle novità regolamentari in materia di calendar provisioning che rendono sempre più oneroso detenere in bilancio masse di crediti deteriorati.

Nella nota ufficiale, la banca inquadra la scelta come conseguenza naturale del percorso avviato con le acquisizioni del 2025: “L’operazione permette di rafforzare il profilo patrimoniale della Banca, oltre ad accelerare il riposizionamento del gruppo sulla banca commerciale e ampliare l’offerta a servizio di imprese, imprenditori e famiglie”, si legge nel comunicato. Il riferimento è all’acquisizione di illimity Bank e di Euclidea SIM – oggi ribattezzata Fürstenberg SIM -, due operazioni straordinarie che hanno rimodellato il perimetro del gruppo ma che hanno anche portato in dote asset da riordinare.

 

Il peso sui conti e le nuove stime

A pesare sui conti del secondo trimestre vi sono anche due accantonamenti non ricorrenti. Il primo, per circa 30 milioni di euro ante imposte, deriva da una revisione proattiva del profilo di rischio di alcune esposizioni creditizie di grandi dimensioni, condotta in parallelo all’ispezione generale avviata da Banca d’Italia presso Banca Ifis. Il processo ispettivo on site si è concluso, ma il rapporto finale dell’autorità di vigilanza non è stato ancora emesso. L’importo rappresenta circa lo 0,20% sul totale degli attivi creditizi.

Il secondo accantonamento, per ulteriori 40 milioni di euro, riguarda invece i portafogli di crediti deteriorati cartolarizzati di illimity Bank: l’aggiornamento semestrale dei piani di recupero, condotto sulla base di dati aggiornati forniti dai master servicer, ha portato a rettifiche volte a “riflettere le nuove aspettative di recupero, rafforzare i livelli di copertura e supportare la strategia di de-risking del gruppo bancario”, spiega il comunicato ufficiale. In parallelo, l’iscrizione in bilancio di circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite (DTA) – che verranno progressivamente utilizzate nei prossimi esercizi – contribuirà positivamente alla generazione di capitale nel tempo, senza tuttavia compensare nell’immediato l’impatto degli accantonamenti sui risultati del 2026.

Il combinato disposto di questi elementi ha spinto il management a rivedere in modo significativo la guidance per il 2026: l’utile atteso si riduce da una forchetta di 170-190 milioni a una di 100-110 milioni di euro. La nuova stima non include gli effetti connessi al previsto deconsolidamento del portafoglio NPL né gli eventuali ulteriori impatti derivanti dall’esito del processo ispettivo di Banca d’Italia.

Nel corso dell’odierna conference call con analisti e investitori tenuta nella mattinata di venerdì 26 giugno, l’amministratore delegato Frederik Geertman ha preferito non fornire anticipazioni sull’esercizio 2027, segnalando che il gruppo ha “diverse cose in divenire”. Il management ha tuttavia confermato che nel 2027 è atteso il pieno conseguimento delle sinergie derivanti dalle operazioni straordinarie concluse, unitamente alla valorizzazione del potenziale commerciale di illimity e ai benefici in termini di funding.

Parallelamente, Banca Ifis adotterà una cost review strutturale per adeguare la base dei costi alla nuova operatività, una volta completato il processo di deconsolidamento degli Npl. Il nuovo piano strategico, che ridisegnerà Banca Ifis come una specialty finance bank focalizzata sui servizi finanziari alle imprese, è atteso per inizio 2027, una volta che gli effetti del deconsolidamento del portafoglio Npl saranno stati contabilizzati e il quadro regolamentare sarà pienamente assorbito.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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