Banca Ifis lancia OPAS su Illimity Bank, ecco cosa c’è da sapere

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Banca Ifis ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) sulla totalità delle azioni Illimity Bank per una cifra complessiva di 298 milioni di euro. Secondo la proposta, l’istituto presieduto da Ernesto Fürstenberg Fassio pagherà 3,55 euro per azione, con un premio del 5,8% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni Illimity del 7 gennaio. Il regolamento avverrà con 0,10 azioni Banca Ifis di nuova emissione per ogni azione Illimity e in parte attraverso un compenso in denaro di 1,414 euro per azione. In altri termini, ogni 10 azioni Illimity portati in adesione avranno come corrispettivo 1 nuova azione Banca Ifis e un importo cash di 14,14 euro, fino ad arrivare a un esborso complessivo di quasi 300 milioni di euro.

Al fine dell’emissione di nuove azioni, Banca Ifis ha convocato l’assemblea straordinaria per il 17 aprile in modo da deliberare un aumento di capitale. Questo avverrà in via scindibile e in più tranche, con esclusione del diritto di opzione, con emissione di un numero minimo di 8.406.781 azioni ordinarie. In caso di successo dell’offerta, ci sarà la successiva fusione per incorporazione di illimity Bank in Banca Ifis e il delisting dalla Borsa di Milano del gruppo finanziario fondato da Corrado Passera. Banca Ifis è assistita nell’operazione dallo studio Bonelli Erede Lombardi Pappalardo in qualità di consulente legale, e da CC & Soci ed Equita Sim come di advisor finanziari.

L’operazione, spiega una nota di Banca Ifis, “accelererà la crescita futura del gruppo Banca Ifis nella continuità del proprio disegno industriale, sostenibile e di lungo periodo, coerente con la visione dell’azionista di riferimento”. In questo ambito, il gruppo intende “consolidare la leadership nel mercato italiano dello specialty finance, ampliando la base delle PMI clienti, entrando in nuovi business e in nuovi segmenti e proseguendo la leadership nei non performing loan (NPL)”. Secondo il comunicato, inoltre, la business combination esprimerà un valore industriale maggiore delle due realtà separate, a seguito delle sinergie di costo e di ricavo che i due gruppi post-fusione genereranno, oltre alle economie di scala. “L’operazione potrà contare su una visione industriale strategica, sostenibile e di lungo periodo, e su una governance stabile garantita dall’azionista di riferimento, La Scogliera SA che, pur scendendo per la prima volta sotto la soglia del 50%, intende mantenere il controllo del gruppo”, si legge.

La reazione a Piazza Affari dei titoli delle due società coinvolte nel deal è stata opposta. Illimity ha fatto un balzo di oltre 7 punti percentuali quando le contrattazioni sono arrivate a metà seduta; mentre Banca Ifis arretra di circa 1 punto percentuale.

 

Banca Ifis-Illimity: i vantaggi in termini numerici della fusione

Scendendo nei dettagli dei numeri finanziari che verrebbero generati dalla fusione, una nota spiega che saranno realizzate sinergie complessive per circa 75 milioni di euro l’anno. Questo perché all’incremento di produttività per cliente di Illimity Bank si aggiungerebbe la leadership di Banca Ifis riguardo l’offerta a valore aggiunto in comparti come il factoring, il leasing e il rental. Nello specifico, le sinergie stimate in termini di ricavi ammonteranno a 25 milioni di euro l’anno. Altri 50 milioni di euro di sinergie arriverebbero dalla complementarità di alcuni settori di business, quali quello degli NPL, e dall’integrazione delle strutture di governo e di controllo.

I vantaggi della fusione si concretizzerebbero anche in una maggiore diversificazione e stabilizzazione del profilo della raccolta, con l’aumento della base dei depositi. In tutto ciò, la dotazione patrimoniale sarebbe mantenuta solida, con un CET1 Ratio superiore al 14%.

Per quanto riguarda i vantaggi per gli azionisti di Illimity, questi potranno beneficiare, tra l’altro, di una politica di dividendi ad alta remunerazione della banca acquirente, come risulta dal suo ultimo piano industriale. Attualmente, Banca Ifis ha infatti uno dei maggiori payout ratio del mercato italiano.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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