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Banca Mps: AXA vende, Banco BPM non vuole fusione. Cosa fare in Borsa?

La sede di Banca Mps alla Rocca Salimbeni di Siena

Banca Mps è tornata al centro dell’attenzione del mercato azionario, pur non avendo ancora fatto il suo ritorno ufficiale sull’indice FTSE Mib. L’importanza del rientro nell’indice delle blue chip, dopo sei tanni travagliati, a partire dal prossimo 20 marzo, non è il solo motivo che spinge a tenere sotto controllo ciò che accade a Siena. Infatti, il secondo socio della banca senese dopo il Tesoro, AXA ha venduto quasi tutta  la sua quota, scendendo dal 7,94% a cui era arrivata investendo 200 milioni di euro in occasione dell’ultimo aumento di capitale da 2,5 miliardi a un simbolico 0,0007%. Gli acquirenti sarebbero tutti investitori istituzionali.

Vendendo tra i 2,33 e i 2,47 euro AXA ha monetizzato una buona plusvalenza: tra 33 e 47 milioni di euro. In una nota il gruppo assicurativo ha precisato che la vendita delle azioni “non impatta in alcun modo la partnership con la banca”, ossia sulla joint venture sulle polizze. Da Parigi assicurano anche che, dopo la mano tesa in corso d’aumento di capitale, AXA non punta ad “avere una rappresentanza nel Cda”, le cui liste vanno depositate entro il 26 marzo. Né vuole “influenzare la strategia di lungo termine della banca”. Torna quindi a circolare l’ipotesi che vedrebbe Axa data in sposa al Banco Bpm, con la cessione del 64% delle azioni possedute dal Tesoro dopo il salvataggio dell’istituto senese. L’amministratore delegato di Banco BPM, Giuseppe Castagna, ha però precisato che al momento il dossier Banca MPS non è sul tavolo, aggiungendo che l’istituto senese è troppo grande per Banco Bpm e sarebbe necessario raccogliere capitali freschi. Più nette le dichiarazioni del presidente Massimo Tononi, secondo il quale “Banco BPM ribadisce di non essere in alcun modo intenzionata a perseguire un’integrazione con MPS”.

 

Azioni Banca MPS: quotazioni potrebbero ricoprire gap down a 2,6565

Il titolo Banca MPS sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance molto negativa registrata nella seduta di ieri (-8,05%). Dopo un’apertura in gap down (rimasto aperto nell’intraday), infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 2,5770, per poi ritracciare leggermente nel corso del pomeriggio, rimanendo all’interno di uno stretto trading, fino a chiudere a quota 2,5235 euro.

La notizia riportata indica che c’è molto movimento intorno all’azione. Certamente l’uscita dal capitale di AXA ha spaventato gli operatori nelle fasi di apertura, ma successivamente sono tornati i primi acquisti e con volumi. La trendline ascendente che accompagna il rialzo di Banca MPS dai primi di novembre non è ancora compromessa e, al contrario, il ribasso di ieri permette agli investitori di fare acquisti a sconto. La convenienza risiede sia nel fatto che l’istituto senese è oramai sempre più prossimo a essere un protagonista nel risiko bancario (e quindi meglio averlo in portafoglio per il medio periodo), sia perché anche nel breve potrebbe dare soddisfazione, dal punto di vista prettamente tecnico, con un veloce recupero che porti le quotazioni a ricoprire il già citato gap down rimasto aperto sul livello 2,6565.

L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Parabolic Sar mentre sia l’indicatore Supertrend che la media mobile a 25 rimangono rialzisti d metà dicembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 52. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 2,5770 con target nell’intorno dei 2,6565 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 2,4000 con obiettivo molto vicino al livello 2,2995.

 


L’andamento di breve termine del titolo BANCA MPS

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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