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Banche europee: è italiana la più solida, ecco chi è

Andrea Enria, il numero uno della vigilanza bancaria europea

Le banche europee si confermano solide e vengono promosse dalla Banca centrale europea che ha diffuso i dati dell’esercizio Srep. Il processo di revisione e valutazione potenziale – Supervisory Review and Evaluation Process in inglese – ha consentito di analizzare i profili di rischio delle banche europee. Il risultato, secondo quanto dichiarato dal presidente del Consiglio di vigilanza della Bce, Andrea Enria, “hanno mantenuto solide posizioni patrimoniali e di liquidità, con la stragrande maggioranza che detiene più capitale rispetto ai livelli dettati dai requisiti patrimoniali e dagli orientamenti derivanti dal precedente ciclo Srep”.

 

Banche europee, è Credem la più solida in Europa

La migliore in Europa è una banca italiana. Non si tratta tuttavia di una sorpresa visto che anche negli esercizi Srep degli anni passati si trovava ai vertici della solidità bancaria. Si tratta di Credem a cui la Vigilanza bancaria europea ha confermato il requisito di secondo pilastro (P2R) all’1% per il 2023, stesso valore dei due anni precedenti. Nessun’altra banca commerciale privata, tra quelle monitorate dalla Bce, ha fatto meglio.

Il requisito patrimoniale complessivo di Credem si attesta di conseguenza a 7,56% per l’anno in corso (CET1 ratio) mentre il Tier 1 ratio e il Tier Total vengono fissati a 9,25% e 11,25% rispettivamente. Livelli ampiamente superati dai coefficienti patrimoniali del gruppo bancario emiliano che a fine 2022 vantava un Cet1 ratio a 13,72%.

 

I requisiti per le altre banche italiane

Le banche europee hanno, secondo Enria, “resistito bene all’impatto dell’invasione russa dell’Ucraina, grazie alle loro solide posizioni patrimoniali e di liquidità, all’aumento della redditività e al continuo miglioramento della qualità degli attivi”. Tuttavia, secondo il numero uno della vigilanza bancaria europea, l’attenzione deve rimanere alta finché la guerra proseguirà. Per le banche italiane i requisiti patrimoniali per il 2023 sono stati fissati ai seguenti livelli:

 

  • Banca Mediolanum – P2R: 1,50%; CET1 ratio: 8,84%, Tier 1 ratio: 10,63%, Total capital ratio: 13%;
  • Banca MPS – P2R: 2,75%; CET1 ratio: 8,8%, Tier 1 ratio: 10,82%, Total capital ratio: 13,5%;
  • Banca Popolare di Sondrio – P2R: 2,66%; CET1 ratio: 8,5%, Tier 1 ratio: 10,52%, Total capital ratio: 13,16%
  • Banco BPM – P2R: 2,57%; CET1 ratio: 8,7%, Tier 1 ratio: 10,68%, Total capital ratio: 13,32%;
  • BPER Banca – P2R: 2,61%; CET1 ratio: 8,47%, Total capital ratio: 13,11%;
  • Credem – P2R: 1,00%; CET1 ratio: 7,56%, Tier 1 ratio: 9,25%, Total capital ratio: 11,25%;
  • Intesa Sanpaolo – P2R: 1,72%; CET1 ratio: 8,88%, Total capital ratio: 9,72%;
  • Mediobanca – P2R: 1,68%, CET1 ratio: 7,95%, Tier 1 ratio: 9,76%Total capital ratio: 12,18%;
  • Unicredit – P2R: 2%; CET1 ratio: 9,20%, Tier 1 ratio: 11,08%, Total capital ratio: 13,58%;

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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