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Banche italiane: grandi acquisti in Borsa sulle voci di aggregazioni

Una sede di Banca MPS, a Firenze

Le banche italiane sono in grande spolvero oggi a Piazza Affari. In particolare BPER ed MPS che guadagnano rispettivamente il 5,2% e il 3,6% mentre le contrattazioni si avviano verso la chiusura di seduta. A guidare gli acquisti sono le voci sul risiko bancario. La mossa di Unipol, salita fino al 24,62% del capitale di BPER Banca, ha alimentato le aspettative che possa nascere un terzo polo bancario in Italia attraverso una fusione con Banca MPS. Le ultime dichiarazioni dell’amministratore delegato del gruppo assicurativo, Carlo Cimbri, non hanno confermato tale ipotesi ma non l’hanno nemmeno esclusa e il mercato comincia a crederci sul serio.

Tra l’altro, il Ministero dell’economia e delle finanze, che detiene ancora il 26,7% delle azioni della banca toscana, può ora cedere almeno un altro pacchetto dopo che il 2 luglio è scaduto il lock-up. Il ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha detto che preferirebbe una soluzione italiana per Rocca Salimbeni, sottolineando che il caso MPS è molto diverso da quello di ITA Airways, la compagnia aerea nata dalle rovine di Alitalia e ceduta alla tedesca Lufthansa. “Il mercato del credito non è lo stesso di quello delle compagnie aeree. Per ITA non abbiamo visto attori italiani pronti a fare un’operazione per acquisire l’azienda. Nel settore del credito c’è interesse ad avere una pluralità di poli bancari”.

 

Banche italiane: occhi puntati su FinecoBank

Non sono solo le indiscrezioni sulle aggregazioni ad alimentare le quotazioni in Borsa delle banche italiane. Un’altra società in un ottimo momento di forma è FinecoBank, che lo scorso venerdì ha terminato la sua migliore settimana dell’anno a Palazzo Mezzanotte con un balzo del 6,5% e oggi sale di circa 1,7 punti percentuali a 15,07 euro. L’istituto di credito milanese ha beneficiato dei forti dati sulla raccolta del mese di giugno, con flussi netti per 997 milioni di euro, in crescita rispetto ai 946 milioni di euro di maggio e ai 765 milioni di euro di giugno dello scorso anno.

Gli investitori sono in attesa dei conti del secondo trimestre che verranno rilasciati alla fine del mese, ma frattanto piovono gli attestati di stima degli analisti. Jefferies ha alzato la raccomandazione sulle azioni da hold a buy, portando il target price da 12,6 a 16,3 euro. Secondo gli analisti della banca americana, FinecoBank “può iniziare ora a sovraperformare grazie a un contesto macro favorevole e a multipli a sconto rispetto ai diretti concorrenti internazionali”. Jefferies cita inoltre come punto di forza “una struttura commissionale competitiva, una piattaforma agile e un’ampia offerta di prodotto”.

Anche Intesa Sanpaolo consiglia le azioni FinecoBank con prezzo obiettivo a 16,1 euro, grazie a “una raccolta forte, alla luce di un incremento del 14% su base annua di nuovi clienti acquisiti”.

Dello stesso avviso sono gli analisti di Banca Akros, che considerano la raccolta netta di giugno migliore delle attese, “confermando l’attrattività del modello di attività della società, sostenuta dalla piattaforma di investimento da prima della classe e dal business model diversificato, che potrebbe affrontare ogni condizione di mercato”. Per questo gli esperti confermano la raccomandazione accumulate per le azioni FinecoBank, con prezzo obiettivo a 15,8 euro.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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