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Bayern Monaco, chi è il proprietario e come è formato l’azionariato

L'Allianz Arena del Bayern Monaco

Uno dei pilastri su cui si fonda la Bundesliga è l’azionariato popolare: la regola del 50+1, ovvero la quota di maggioranza di ogni singolo club (almeno per il 50% più uno) detenuta da soci differenti. Nel calcio tedesco gli interessi sportivi vengono prima di quelli economici. Non fa eccezione il Bayern Monaco, un’autentica macchina da soldi in grado di chiudere quasi tutti i suoi bilanci in utile e di distribuire dividendi milionari ai suoi azionisti. Ma chi è a capo della squadra bavarese che vanta in bacheca la bellezza di 33 scudetti e sei tra Coppe dei Campioni e Champions League?

 

Bayern Monaco: chi è il proprietario?

L’azionariato del Bayern Monaco è composto attualmente da quattro realtà. FC Bayern München AG, l’associazione di cui fanno parte gli oltre 300.000 soci e tifosi del club, detiene il 75% delle azioni; il restante 25% è suddiviso in quote paritarie dell’8.33% tra Adidas, Allianz e Audi. Grazie a questa ripartizione e al suo modello che garantisce un intramontabile appeal internazionale, FC Bayern München AG può gestire il club in piena autonomia, senza un’eccessiva influenza da parte degli investitori esterni.

Oggi alla guida del Bayern ci sono il CEO Jan-Christian Dreesen (un passato tra Bayerische Vereinsbank, UBS e BayernLB) e il presidente Herbert Hainer, ex amministratore delegato di Adidas-Group. Michael Diederich è vicepresidente esecutivo e Andreas Jung membro del consiglio esecutivo. Completano il board della società Hainer, Jan Heinemann, Gernot Döllner, Werner Zedelius, Uli Hoeneß, Thorsten Langheim, Dieter Mayer, Edmund Stoiber e Karl-Heinz Rummenigge.

 

Il valore del Bayern Monaco sul mercato

Perno del sistema calcio tedesco e presenza fissa nell’élite dello sport europeo ed internazionale, il Bayern rappresenta un unicum dal punto di vista finanziario. Ogni anno la Stern des Südens incrementa il proprio CEV (Club Enterprise Value) di Brand Finance: stabilità, capacità manageriale e successi in campo permettono al München di raggiungere un valore complessivo di 3.84 miliardi di euro. Nella classifica 2023 dei club di maggior valore in Europa stilata da Statista, il Bayern è quinto in assoluto dietro a Manchester City, Real Madrid, Manchester United e Liverpool.

Senza le interconnessioni di holding come City Football Group e Fenway Sports Group, il Bayern Monaco ha chiuso la stagione 2022-2023 con un fatturato di 854 milioni di euro e un utile di 35.7 milioni, triplicato rispetto alla stagione precedente. Il patrimonio netto si attesta a quota 536 milioni. Allo stesso tempo, la società ha incassato 110 milioni dalle plusvalenze e 246 milioni di proventi da sponsor, ha incrementato l’operatività di marketing e merchandising e soprattutto non ha debiti: un fenomeno raro nel calcio europeo ad alti livelli. Il tutto senza i grossi introiti dai diritti televisivi su cui possono contare i top club della Liga spagnola e della Premier League inglese.

 

Quanto incassano i soci dai dividendi

Nel 2022-2023 il club più vincente nella storia della Bundesliga ha chiuso il 31esimo bilancio consecutivo con un utile a livello consolidato. A beneficiarne sono i soci che hanno triplicato il dividendo da 0.10 a 0.30 euro per azione. Nel corso degli ultimi vent’anni, dal 2004 al 2023, il Bayern ha registrato utili per 315.7 milioni, a fronte di ricavi per 9.3 miliardi con una media di 493 milioni di ricavi a stagione e un utile medio di 16.6 milioni ogni anno. Il record di utili si è registrato nella stagione 2018-2019 con 52.5 milioni.

Il rapporto tra ricavi e costi per gli stipendi e gli ammortamenti è sempre rimasto al di sotto della soglia del 70%. Fatta eccezione per la stagione 2020-2021, caratterizzata dalla pandemia e dalla sospensione provvisoria dei campionati, il München ha sempre distribuito dividendi ai soci. Dal 2004 si contano 110.2 milioni, con una media di 5.8 milioni all’anno e un picco massimo di 15 milioni nel 2018-2019. Nel 2023 le quote finite ai piccoli azionisti e ai colossi Adidas, Allianz e Audi ammontano, rispettivamente, a 6.75 e a 2.25 milioni.

 

Quanto ha speso la gestione Jan-Christian Dreesen

Jan-Christian Dreesen è CEO del Bayern Monaco da maggio 2023, subentrato alla vecchia gloria Oliver Kahn, storico portiere dei bavaresi dal 1994 al 2008. Dopo le cessioni del terzino sinistro francese Lucas Hernández al PSG per 45 milioni di euro, del difensore centrale olandese Ryan Gravenberch al Liverpool per 40 milioni e dell’ala senegalese Sadio Mané all’Al-Nassr per 30 milioni, il Bayern sborsa la bellezza di 95 milioni per Harry Kane, punta centrale del Tottenham, e di 50 milioni per la clausola rescissoria di Kim Min-jae, difensore coreano rivelazione della Serie A e fresco campione d’Italia con il Napoli.

Con 16 cessioni totali per 173.25 milioni di euro incassati e 13 acquisti per 150 milioni spesi, il bilancio complessivo fa segnare +23.25 milioni. Kane e Kim, rispettivamente 30 e 26 anni, sono un’eccezione anche sotto il profilo anagrafico: con le numerose entrate di giovani promesse, dal 18enne difensore Tarek Buchmann al portiere Daniel Peretz, il Bayern abbassa l’età media degli acquisti a 23.5 anni. Un piano che dimostra per l’ennesima volta la capacità della dirigenza di fare calcio vincendo sul campo e investendo senza spendere più di quanto guadagnato.

 

I risultati sportivi degli ultimi vent’anni

Dopo le alterne fortune vissute nel periodo tra il 2008 e il 2011, il Bayern inanella una serie incredibile di successi nazionali ed internazionali dal 2012 ad oggi. Passato per la terza volta al tecnico Jupp Heynckes, il club bavarese conquista il treble nel 2013: è campione per la 23esima volta, vince la Coppa di Germania (16esimo titolo) e soprattutto la Champions League (quinta Coppa in assoluto) in finale per 2-1 contro il Borussia Dortmund.

Non sono da meno le stagioni successive. Con Pep Guardiola al posto di Heynckes e poi con Carlo Ancelotti, i rossi raggiungono il traguardo degli undici campionati vinti di fila, a cui si aggiunge la Champions del 2020 (l’allenatore è Hans-Dieter Flick, arrivato per Niko Kovač) e il sextuple che si completa nel 2021: dopo campionato, Coppa nazionale e Champions, arrivano Supercoppa europea, Supercoppa di Germania e Mondiale per club, strappato per la seconda volta nella storia grazie all’1-0 ai messicani del Tigres.

In casa il Bayern non si ferma: è campione nel 2021-2022 sotto la guida di Julian Nagelsmann (strappato per 30 milioni al Lipsia, ovvero la squadra della Red Bull rivale in classifica) e ancora nel 2022-2023 con il subentrato Thomas Tuchel. È proprio dall’allenatore tedesco ex Dortmund, PSG e Chelsea che i bavaresi ripartono per “resistere alla pressione, fidarci di noi stessi e soddisfare le aspettative”.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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