(Inserzione pubblicitaria) Quella in corso è una settimana di fuoco per le big tech, chiamate alla prova delle trimestrali. Tra le Magnifiche Sette, solo Tesla ha pubblicato i conti, mentre tutte le altre mancano all’appello. Mercoledì 29 aprile è la giornata più attesa, con ben quattro big che scenderanno in campo: Alphabet, Amazon, Meta Platforms e Microsoft. Seguirà Apple il giorno dopo, mentre, come di consueto, Nvidia entrerà in scena per ultima, rivelando i dati trimestrali il 20 maggio.
Il tema dominante in questa tornata è quello che si ripresenta ciclicamente a ogni trimestre negli ultimi anni, ovvero l’intelligenza artificiale. La nuova tecnologia sta cambiando il mondo, ma ancora non è chiaro se gli enormi investimenti che le grandi aziende tecnologiche stanno facendo siano o meno una scommessa vincente in termini di ritorni economici. Gli investitori ora prestano particolare attenzione al fatto che i numeri offrano una certa corrispondenza tra ricavi e guadagni rispetto alle spese.
Riguardo ad Apple, invece, la situazione è diversa. Il gigante dell’iPhone è rimasto indietro sul versante dell’AI rispetto alle altre big tech. Se da un lato ciò è stato visto in chiave positiva dagli investitori, perché l’azienda non ha speso troppo, dall’altro si è fatta strada la preoccupazione che Cupertino non sia in grado di tenere il passo degli altri sotto l’aspetto tecnologico, il che limiterebbe il suo posizionamento nell’arena competitiva.
In questo articolo:
- Big tech: le azioni da monitorare
- Come investire con i certificati
Big tech: le azioni da monitorare
Gli investitori stanno seguendo da vicino l’andamento delle azioni delle grandi aziende tecnologiche, perché le potenzialità date dai fondamentali granitici potrebbero mettere a tacere le incertezze legate alla guerra in Medio Oriente. In particolare, vale la pena sottolineare le dinamiche intorno a Apple, Meta Platforms, Microsoft e Nvidia.
Apple ha chiuso l’ultima settimana di contrattazione a Wall Street con un calo dello 0,87%. Da inizio anno, il titolo è sceso dello 0,29%, sottoperformando il Nasdaq Composite, in rialzo del 6,86%. Stando al fair value di Forecaster.biz, costruito su quattro parametri (Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added e EV/Sales), il titolo appare comunque leggermente sopravvalutato. Tale valore, infatti, risulta di 263,65 dollari, al di sotto del prezzo di mercato attuale di 271,06 dollari.
Meta Platforms ha terminato la seduta di venerdì a 675,03 dollari, segnando un rialzo del 2,41%. Ora, il colosso di Menlo Park ha aumentato del 2,26% la sua capitalizzazione di Borsa nel 2026. Il fair value di 630,38 dollari indica che il titolo quota oltre i suoi fondamentali di 6,61 punti percentuali.
Il prezzo di mercato di Microsoft risulta di 424,62 dollari alla fine della scorsa ottava. L’azienda è rimasta indietro rispetto ad altri, in quanto ha patito il sell-off che si è scatenato sulle azioni software dopo che Anthropic ha introdotto modelli AI in grado di soppiantare i software tradizionali. Da gennaio, le azioni Microsoft hanno perso il 12,20%. Per questo il fair value di 491,36 dollari indica una sottovalutazione dell’azienda del 15,72% rispetto al suo valore di mercato.
Infine, Nvidia ha continuato una corsa eccezionale, chiudendo la seduta di venerdì con un balzo del 4,32% che l’ha consacrata come l’azienda più capitalizzata del mondo. Le azioni ora appaiono comunque sottovalutate, in quanto il fair value di 273,31 dollari risulta più basso del 31,23% rispetto al prezzo di mercato di 208,27 dollari.
Come investire con i certificati
Per investire nelle big tech Usa, Vontobel mette a disposizione un certificato Multi Cash Collect con Barriera quotato al Sedex e identificato dal codice Isin DE000VH8GP52. Lo strumento segue le performance azionarie di Apple, Meta Platforms, Microsoft e Nvidia e prevede il pagamento di 1,09 euro mensili di cedola su un valore nominale di 100 euro, il che significa un rendimento lordo potenziale del 13,08% annuo. La condizione è che, alla data di autocall, nessuna delle azioni scenda sotto la barriera fissata al 60% del livello iniziale (meccanismo del worst-of). Se, in tale data, tutte le azioni sono sopra lo strike, il certificato si chiude anticipatamente rimborsando il nominale più l’ultima cedola. Alla scadenza finale, se anche una sola azione è sotto la barriera, il rimborso segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito. Se tutti i titoli che compongono il paniere quotano a un valore superiore o pari alla barriera, il certificato restituisce il valore nominale e il premio relativo all’ultimo mese. Il certificato in questo momento quota a circa 4 punti percentuali sotto la pari e tutti i titoli si trovano distanti dalla barriera (inserzione sponsorizzata).
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