Big tech: attesa per le trimestrali, AI solida nonostante la guerra

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La stagione delle trimestrali Usa è ormai alle porte e gli investitori sono in trepidante attesa per valutare gli impatti della guerra in Medio Oriente, scoppiata alla fine di febbraio, su ricavi e utili delle aziende. In particolare, sotto la lente vi sono le big tech, impegnate nella corsa all’intelligenza artificiale con investimenti significativi. Il conflitto Usa-Iran non sembra aver intaccato più di tanto la domanda per la nuova tecnologia, come dimostrano i dati sulle vendite trimestrali di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, rilasciati oggi, che hanno registrato una crescita del 35,1% su base annua. Il gigante taiwanese è il più grande produttore mondiale di chip a contratto, soprattutto nel segmento AI. Ciò significa che, se la richiesta di tali semiconduttori è ancora molto elevata, lo è anche la domanda per infrastrutture e modelli legati all’intelligenza artificiale. Tuttavia, investitori e analisti presteranno molta attenzione alle dichiarazioni del management delle grandi aziende tecnologiche in ottica prospettica, per comprendere come potrebbe evolvere la situazione nel settore dell’AI.

 

In questo articolo:

 

  • Big Tech: cosa aspettarsi dalle trimestrali
  • Attenzione al premio di valutazione

 

Big tech: cosa aspettarsi dalle trimestrali

I principali hyperscaler globali — Amazon, Alphabet, Microsoft e Meta Platforms — hanno pianificato spese in AI per circa 650 miliardi di dollari quest’anno, suscitando scetticismo sulla capacità dei ricavi di compensare tali costi. Gli analisti, tuttavia, si aspettano che le big tech registrino complessivamente una crescita degli utili del 25% nel trimestre gennaio-marzo, ben al di sopra dell’8% previsto per l’indice S&P 500.

“La crescita degli utili delle grandi aziende tecnologiche dovrebbe superare di gran lunga quella del resto dell’S&P 500 in questo trimestre, anche se le valutazioni del settore sono state ridotte a livelli storicamente bassi rispetto al mercato più ampio”, hanno affermato gli strategist di Barclays. Secondo la banca londinese, gli eps (earnings per share) del principale indice statunitense saranno pari a circa 72 dollari nel primo trimestre, in linea con il consensus di Wall Street.

 

Attenzione al premio di valutazione

Le big tech presentano ancora fondamentali molto solidi, nonostante gli investimenti nell’AI considerati eccessivi da molti critici. Tuttavia, il premio di valutazione rispetto all’S&P 500 si è ridotto. Le aspettative sono che “le big tech sostengano l’espansione dei margini e continuino a guidare la crescita dell’eps e le revisioni al rialzo”, ha affermato il team di Barclays guidato da Venu Krishna. “Il premio di valutazione, però, si è compresso fino al 9° percentile rispetto all’ultimo decennio”, ha aggiunto.

Il calo delle valutazioni è effetto delle vendite azionarie registrate soprattutto nel comparto software e delle preoccupazioni legate al capex, hanno sottolineato gli strategist. In ogni caso, gli esperti evidenziano che, dal punto di vista strutturale, il ciclo degli investimenti resta intatto, con un picco previsto nel 2028 intorno ai 1.000 miliardi di dollari, per poi normalizzarsi. “Il consensus sottovaluta l’entità dell’aumento degli investimenti, superiore ai 300 miliardi di dollari al picco, sostenuto da un’adozione continua dell’AI e dalla domanda costante di servizi cloud”, hanno concluso.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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