Big tech: gli investitori ora sono tentati di comprare le azioni

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I recenti ribassi a Wall Street stanno riportando gli investitori verso le Big tech. Secondo i dati diffusi da Goldman Sachs, gli hedge fund a inizio settimana hanno effettuato il più rilevante acquisto in una singola giornata degli ultimi cinque mesi, con una maggiore concentrazione nei titoli del settore tecnologico. Il mese di agosto è stato traumatico per l’industria tech, con il Nasdaq 100 che è affondato di oltre 13 punti percentuali rispetto al suo massimo storico. A guidare il sell-off sono stati principalmente tre fattori: i timori di una recessione dell’economia americana a seguito dei brutti dati sull’occupazione di luglio; la liquidazione delle posizioni di carry trade che prevedono il finanziamento in yen e l’investimento in azioni, a seguito del rialzo dei tassi di interesse della Bank of Japan; la delusione sulle trimestrali di alcune Big tech impegnate nel campo dell’intelligenza artificiale. La discesa delle quotazioni ha reso le valutazioni più interessanti rispetto a qualche tempo fa.

 

Big tech: i rischi di acquistare ora

Entrare a mercato in questo momento potrebbe però presentare delle insidie, secondo alcuni analisti. I dati LSEG (London Stock Exchange Group) riportano che l’S&P 500 scambia attualmente a 26,1 volte gli utili attesi a 12 mesi. Un valore più basso rispetto al picco del mese scorso a 31,3, ma ancora ben al di sopra della media decennale a 20,7. Quindi le azioni sono più economiche, ma non abbastanza da permettere di agire in completa tranquillità. Nell’ambito delle Big tech, tuttavia, c’è da fare qualche distinzione. Ad esempio, il titolo Microsoft è negoziato a 30 volte i guadagni, oltre la sua media decennale di 25, ma Meta Platforms è scambiato a 21,7 volte, al di sotto della media a 10 anni di 25.

Molti investitori sono rimasti scossi dagli ultimi aggiornamenti, soprattutto di Alphabet, Microsoft e Apple. Le prime due società hanno presentato una trimestrale che ha preoccupato gli investitori sul fronte dell’intelligenza artificiale. Le aziende hanno investito fior di miliardi sulla nuova tecnologia, ma i ritorni in termini di maggiori utili e ricavi ancora non si vedono. Questo alimenta il dubbio che forse l’AI (Artificial Intelligence) non sia poi così rivoluzionaria come si pensava, almeno sotto il profilo della redditività. Quanto al gigante di Cupertino, il mercato non ha preso bene la mossa di Warren Buffett di liquidare circa la metà della sua posizione nelle azioni Apple. Il produttore di iPhone è uno dei quattro pilastri del business di Berkshire Hathaway, insieme alle assicurazioni, alle ferrovie e all’energia. La vendita di un numero così cospicuo di azioni fa pensare che la fiducia verso la società guidata da Tim Cook cominci a vacillare.

 

Come si comportano gli investitori

Alcuni investitori sono ottimisti e hanno cominciato a prendere posizione, altri procedono con più cautela. Garrett Melson, stratega di portafoglio presso Natixis Investment Managers Solutions, è convinto che “i bilanci a prova di proiettile e la capacità di aumentare gli utili anche in tempi economici difficili”, abbiano reso le Big tech “nuovi rifugi sicuri difensivi agli occhi di molti investitori”. Tutto questo implica che, nonostante le preoccupazioni economiche, gli investitori potrebbero continuare a gravitare intorno alle megacap della tecnologia.

Di parere opposto è Michael Landsberg, responsabile degli investimenti di Landsberg Bennett PWM, secondo cui gli investitori devono sfruttare qualsiasi rialzo del mercato per vendere parte delle loro partecipazioni nel settore tecnologico in modo da “raccogliere liquidità e prepararsi a strade accidentate e possibili migliori punti di ingresso “.

Più misurato è il commento di Robert Pavlik, senior portfolio manager di Dakota Wealth. L’invetitore ha ridotto alcune partecipazioni in società come Nvidia, Amazon e Broadcom, sebbene precisi che “le prospettive non sono cambiate per nessuna di queste aziende”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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