Big tech nel mirino della Commissione Europea, ecco perché - Borsa&Finanza

Big tech nel mirino della Commissione Europea, ecco perché

Big tech nel mirino della Commissione Europea, ecco perché

Le big tech di Wall Street e TikTok sono entrate nel mirino della Commissione Europea, che oggi ha individuato 22 servizi di 6 grandi aziende tecnologiche considerate gatekeeper per le piattaforme di base. Le aziende in questione risultano Alphabet, Amazon, Apple, Meta Platforms, Microsoft e TikTok. I servizi vanno dalla messaggistica alla condivisione di video online. Tutto quanto in attuazione del regolamento europeo sui mercati digitali o Digital Markets Act (DMA) entrato in vigore a novembre 2022. Il testo stabiliva che le società con oltre 45 milioni di utenti attivi mensili e una capitalizzazione di almeno 82 miliardi di dollari fossero qualificate come gatekeeper e devono rispettare determinati obblighi.

 

Big tech: servizi, obblighi e sanzioni contenuti nel DMA

I 22 servizi di piattaforma di base che sono stati designati dalla Commissione Europea, possono essere illustrati come segue (con i rispettivi gatekeeper):

 

  • Social network: TikTok, Facebook, Instagram, LinkedIn;
  • Intermediation: Google Maps, Google Play, Google Shopping, Amazon, Marketplace App Store, Meta Marketplace;
  • N-IICS: Whatsapp, Messenger;
  • Video Sharing: YouTube;
  • ADS: Google, Amazon, Meta;
  • Browser: Chrome, Safari;
  • Search: Google Search;
  • Operating System: Google Android, Apple iOS, Windows PC.

 

Samsung è riuscita a sfuggire alla lista. La Commissione infatti ha considerato il gigante coreano esente in quanto quest’ultimo ha dimostrato che il suo servizio non rientra tra quelli etichettati come punti di accesso per le piattaforme di base.

Ora i gatekeeper designati hanno sei mesi di tempo per attenersi a obblighi e divieti previsti dal regolamento, che risultano così elencati:

 

  • rendere i propri servizi interoperabili per i terzi in situazioni specifiche;
  • consentire agli utenti commerciali di accedere ai dati che generano utilizzando la piattaforma;
  • fornire alle imprese che fanno pubblicità sulla piattaforma gli strumenti e le informazioni necessarie per consentire agli inserzionisti e agli editori di effettuare verifiche indipendenti dei messaggi pubblicitari ospitati dalla piattaforma;
  • consentire agli utenti commerciali di promuovere la loro offerta e concludere contratti con clienti al di fuori della piattaforma.

 

Nel caso in cui le aziende non dimostrano la loro conformità agli obblighi imposti dal regolamento, rischiano una multa fino al 10% del loro fatturato. Tuttavia, potrebbero chiedere una sospensiva dell’applicazione delle norme, ma dovrebbero rivolgersi alla Corte di giustizia europea in Lussemburgo intentando una causa legale.

 

La reazione delle aziende coinvolte

L’azione dell’organismo europeo non è stata colta bene nel complesso da parte delle big tech interessate. A parte Microsoft, che ha accettato la designazione di gatekeeper, Apple e TikTok hanno espresso disappunto, mentre Meta, Alphabet e Amazon hanno affermato di voler rivedere le designazioni.

“Siamo fondamentalmente in disaccordo con questa decisione e delusi dal fatto che nessuna indagine di mercato sia stata condotta prima. Stiamo valutando i nostri prossimi passi”, ha dichiarato TikTok. Mentre, un portavoce di Apple ha riferito che la società rimane “molto preoccupata per i rischi per la privacy e la sicurezza dei dati che il DMA pone per gli utenti”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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