Biglietti aerei: prezzi alle stelle perché mancano aeromobili - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Biglietti aerei: prezzi alle stelle perché mancano aeromobili

Dall'interno della sala d'attesa di un'aerostazione si vede un aereo con il colore turchese di KLM con il tunnel per i passeggeri collegato

Il prossimo 20 luglio le aerolinee dovranno giustificare al Garante per la sorveglianza dei prezzi i rincari dei biglietti aerei registrati nel corso del 2023. Secondo i più recenti dati Istat il costo di un sedile su un volo di linea è aumentato in media del 40% rispetto al 2022. L’intervento del Garante, tuttavia, è tardivo. Ormai i biglietti per le vacanze estive sono fatti e il salasso dei passeggeri è già stato effettuato.

È un esercizio abbastanza semplice immaginare quali saranno le giustificazioni addotte dalle compagnie aeree. I prezzi dei carburanti saranno sicuramente indicati come i principali colpevoli, nonostante il calo registrato dai picchi dello scorso anno, così come ci saranno ragioni legate alla necessità di rinvigorire i bilanci dopo le difficoltà della pandemia.
Per Allianz Trade, società del gruppo Allianz specializzata nell’assicurazione di crediti commerciali, il problema principale va ricercato a monte, ossia nella produzione di aeromobili che non si sarebbe ancora ripresa completamente.

 

Biglietti aerei, una questione di domanda e offerta

Uno studio recente di Assoutenti ha evidenziato i prezzi impossibili raggiunti dai biglietti su alcune tratte europee. Da Roma a Rodi per esempio, un volo di andata e ritorno è arrivato a costare 696 euro per 2,5 ore di viaggio. Per andare da Milano a Tenerife (4 ore) ci vogliono 694 euro; se si opta per Sharm El Sheik (4 ore) partono anche quasi 1.000 euro.

Secondo la ricerca condotta da Allianz Trade la ragione del rincaro dei prezzi dei biglietti aerei è da ricercarsi nello squilibrio tra domanda e offerta e purtroppo, da questo punto di vista, le previsioni non sono positive nemmeno per il futuro. Sono i produttori di aeromobili, infatti, ad arrancare in ritardo su una domanda di voli che è esplosa.

“Nel 2018-2019, il settore ha visto circa 1.600 consegne annuali di aeromobili a livello globale – spiega lo studio -. A causa della pandemia prima, dei colli di bottiglia delle catene di approvvigionamento e la scarsità di componenti successivamente, le consegne si sono dimezzate nel 2020 e hanno iniziato a migliorare progressivamente solo in seguito”.

L’aumento delle consegne di aeromobili registrato nel 2022 è stato del 19,1% su base annua e i posti disponibili per chilometro a livello mondiale sono aumentati del 39,6% rispetto all’anno precedente. Il 2023 dovrebbe vedere un incremento delle consegne di aeromobili di circa il 20% ma in realtà i produttori sono in ritardo. “Questa limitazione dell’offerta potrebbe quindi giustificare l’aumento stesso delle tariffe aeree” sancisce l’indagine di Allianz Trade.

 

Volano gli utili delle compagnie aeree

Domanda elevata e prezzi alti. Per le compagnie aeree è una vera e propria manna dal cielo. L’andamento delle quotazioni delle principali compagnie aeree nei primi sei mesi dell’anno lo conferma.

 

  • Air France +40%,
  • Lufthansa +21%;
  • Norwegian +38%;
  • IAG +30%;
  • American Airlines +40%;
  • Delta Airlines +44%;
  • United Airlines +54%.

 

Per Maria La Torre, consulente di settore per Allianz Trade “la IATA prevede che quest’anno il comparto raggiunga un utile netto di 9,8 miliardi di dollari, dopo una significativa perdita netta di quasi 140 miliardi di dollari nel 2020, una perdita 7 volte maggiore rispetto a quelle registrate durante la crisi finanziaria del 2008. Il fattore che continua a ostacolare la mobilità aerea è la capacità limitata di produzione di nuovi velivoli. Attualmente c’è un ritardo di 6 mesi nelle consegne, per il quale i produttori di aerei incolpano i fornitori”.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *