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Binance sospende i prelievi di USDC, cosa significa per gli investitori?

Binance sospende i prelievi di USDC, cosa significa per gli investitori?

Il settore delle criptovalute subisce un altro colpo: Binance ha bloccato temporaneamente i prelievi della stablecoin USDC dalla sua piattaforma di trading. Il più grande exchange del mondo ha affermato che ciò accade quando viene effettuato uno scambio di token, ossia di una criptovaluta con un’altra, senza ricorrere a una moneta fiat. USDC è una stablecoin ancorata al dollaro USA che viene utilizzata dagli investitori per scambiare criptovalute senza spostare denaro nella moneta americana.

Binance ha riferito che vi è stato un aumento di richieste di prelievo che ha portato la società a sospendere le negoziazioni. Lo scambio di USDC con altri due token, quali Paxos Standard e Binance USD, richiede l’utilizzo di dollari depositati presso una banca di New York, che per qualche ora è rimasta chiusa. Quindi, visto l’incremento delle richieste di conversione di questi due token in USDC per prelevare fondi da Binance, si è preferito effettuare una sospensione in modo da evitare qualsiasi forma di destabilizzazione nell’attesa che tutto tornasse alla normalità. A settembre l’azienda aveva affermato che avrebbe convertito automaticamente i saldi degli utenti e i nuovi depositi di USD Coin, Pax Dollar e True USD nella propria stablecoin Binance USD.

 

Binance: gli investitori diventano nervosi

Dalla società guidata da Changpeng Zhao sono arrivati messaggi rassicuranti, ma gli investitori rimangono diffidenti. Fino a oggi nel mondo crittografico il blocco dei prelievi è stato il preludio alla presentazione dell’istanza di fallimento. È accaduto per Celsius, per FTX, per BlockFi e potrebbe succedere anche per Binance. Prima dello stop, in 24 ore dalla piattaforma dell’exchange si sono registrati deflussi per 1,6 miliardi di dollari, sulla base dei dati forniti dalla società specializzata Nansen, che ha comunque precisato che Binance ha oltre 60 miliardi di dollari di asset sulla sua piattaforma. Tra l’alto, la società il mese scorso ha pubblicato un rapporto dove mostrava di avere riserve in grado di coprire il 101% dei fondi dei clienti.

Il nervosismo sul mercato però è tangibile, alla luce di quanto successo poche settimane fa. Anche FTX di Sam Bankman-Fried sembrava essere un istituto dalle fondamenta economiche e finanziarie granitiche, in grado di garantire la stabilità del sistema crittografico. Molti sono stati gli elogi  verso l’imprenditore 30enne, definito come cavaliere bianco, prestatore di ultima istanza e addirittura il JP Morgan della crittografia. Fino a quando non è stato scoperto il vaso di pandora. Il finale della vicenda è sotto gli occhi di tutti, con l’arresto di Bankman-Fried, il quale dovrà rispondere delle accuse di frode.

Segnali eloquente che Binance possa saltare da un momento all’altro ancora non ve ne sono, ma gli investitori tengono d’occhio tutte le situazioni che si verificano in questi giorni. Tra queste un’indagine del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti in merito alla dubbia conformità alle leggi antiriciclaggio dell’exchange con sede alle Isole Cayman.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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