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Bitcoin: 2 ragioni per cui i prezzi sono saliti dopo il downgrade del debito USA

Bitcoin: 2 ragioni per cui i prezzi sono saliti con il downgrade del debito USA

La decisione di Fitch di declassare il debito degli Stati Uniti non ha scosso Bitcoin, a differenza di altri asset come le azioni. Anzi, la principale criptovaluta ha guadagnato posizioni andando in controtendenza, in maniera per certi versi sorprendente, rispetto alle Borse mondiali che hanno registrato perdite diffuse. In passato qualunque notizia in grado di creare turbolenza nei mercati finanziari avrebbe comportato vendite in un’attività con un maggiore contenuto di rischio come Bitcoin. Oggi questo non è avvenuto, con le quotazioni della moneta virtuale che sono balzate fino a 29.600 dollari nelle ultime 24 ore dopo essere scivolate sotto quota 29.000 dollari.

Fitch ha deciso di abbassare il rating del debito USA da AAA ad AA+ nella giornata di ieri, citando il deterioramento fiscale degli Stati Uniti e unendosi a Standard & Poor’s Rating tra le agenzie che hanno fatto perdere il massimo merito creditizio al paese. Questo ha innescato “un impressionante slancio verso l’alto di Bitcoin” ha affermato Alex Kuptsikevich, analista del broker FX Pro.

 

Bitcoin: i motivi dei rialzi

Gli osservatori di mercato e i trader si stanno chiedendo in questo momento le ragioni di questo movimento di Bitcoin a una notizia che in teoria avrebbe dovuto essere negativa. I motivi sono fondamentalmente due:

 

  • Il primo è legato alla funzione di Bitcoin come valuta decentralizzata. In sostanza, se la fiducia negli Stati Uniti dovesse venire meno, ci sarebbero più persone che adottano risorse digitali. “La domanda di una valuta decentralizzata e senza Stato potrebbe aumentare” ha affermato Yuya Hasegawa, analista di Bitbank;
  • Una seconda motivazione potrebbe essere collegata al rapporto tra Bitcoin e azioni. Lo scorso anno i due asset si sono mossi in tandem, ma negli ultimi mesi la correlazione positiva è venuta meno. Il rally di luglio dell’equity non è stato accompagnato da movimenti dello stesso segno di Bitcoin e questo sganciamento ha avuto conferma nelle reazioni diverse che hanno avuto le due attività alla notizia sul downgrade del debito USA. Stavolta la madre di tutte le criptovalute ha funzionato come l’oro, ovvero nella veste di bene rifugio.

 

Per il futuro tutto dipende dalla Fed?

Cosa aspettarsi quindi nelle prossime settimane? A essere ottimista è Zach Pandl, neo amministratore delegato della ricerca presso il fornitore di fondi crittografici Grayscale Investments LLC. A suo giudizio c’è spazio per crescere per Bitcoin se l’economia americana riuscirà ad attuare un atterraggio morbido: “Uno scenario di bassa inflazione e crescita costante probabilmente aiuterebbe gli asset rischiosi, comprese le criptovalute, consentendo alla Federal Reserve di abbassare i tassi di interesse reali” ha scritto Pandl in una nota. Viceversa “se la Banca centrale deciderà di aumentare ulteriormente i tassi di interesse reali, o se la sua stretta monetaria attuata fino ad oggi spingerà l’economia in recessione, la ripresa delle criptovalute potrebbe fermarsi nel breve termine” ha affermato.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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