Bitcoin: 3 segnali che strizzano l’occhio a nuovi massimi

La corsa di Bitcoin continua verso il massimo di sempre raggiunto nel mese di aprile a 64.778 dollari. La cavalcata partita dai minimi di giugno a 28.901 dollari è stata straordinaria, con la criptovaluta che ha praticamente raddoppiato il suo valore nell’arco di 4 mesi. Dopo aver toccato nella giornata di ieri 57.800 dollari, il rally si è arenato trovando un ostacolo che probabilmente proverà ad attaccare nei prossimi giorni. In questo frangente storico, l‘andamento del token digitale non è molto in sintonia con quello delle azioni e delle obbligazioni. Gli assets tradizionali vivono l’incertezza generale legata a un mare di questioni che vanno dal rendimento dei T-Note USA in deciso rialzo, alla crisi energetica di Cina ed Europa, al caso Evergrande.

Anche l’oro, che in certi momenti dovrebbe funzionare come porto sicuro per gli investitori, sembra stia perdendo la sua storica funzione di copertura. Gli acquisti su Bitcoin rinfrancano a questo punto tutti quelli che sostenevano come la valuta digitale potesse sostituirsi al metallo prezioso nel ruolo di bene rifugio. Occorre precisare tuttavia che per lunghi tratti quest’anno i movimenti azionari sono stati accompagnati da andamenti simili delle monete virtuali, anche nei momenti più critici delle Borse.

 

Bitcoin: 3 segnali rialzisti verso il record storico

Adesso comunque sono in molti a chiedersi se il top di aprile potrà essere superato a breve da parte di Bitcoin. A tal riguardo vi sono 3 segnali che fanno pensare che ciò possa avvenire nelle prossime settimane. Vediamoli.

 

  1. In primo luogo vi è il posizionamento degli investitori sul mercato delle opzioni. In base ai dati forniti dall’Exchange Deribit, sono molti di più i trader che hanno acquistato call con strike 80.000 dollari rispetto a quelli che hanno emesso ordini di acquisto di put con prezzo di esercizio 40.000 dollari. Questo vuol dire che il mercato sta credendo più alla continuazione del trend rialzista piuttosto che a un’inversione dello stesso.
  2. In secondo luogo il pattern che si è creato dopo lo slancio positivo di questi mesi è di un testa-spalle rovesciato visibile sul grafico giornaliero, il che comporta un picco di 79.000 dollari se si dovesse mantenere fede a tale modello. 
  3. Infine, in questo mese il movimento ascendente di Bitcoin è stato accompagnato da un corrispondente aumento di volumi e ciò fa pensare che siano entrati nuovi compratori oppure che quelli già esistenti stiano sempre più incrementando le proprie posizioni. La cosa fa presagire una domanda crescente, con effetti positivi sul prezzo.

 

Bitcoin: per il numero uno di JP Morgan non ha alcun valore

Mentre le previsioni di trader e analisti sul raggiungimento di quota 100.000 da parte di Bitcoin riprendono forza, l’Amministratore Delegato di JP Morgan, Jamie Dimon, definisce la criptovaluta senza valore. L’affermazione è stata fatta durante l’Institute of International Finance event, meeting annuale che si tiene tra i principali rappresentanti degli istituti finanziari a livello mondiale. 

Dimon ha anche messo in dubbio che il limite di produzione della criptovaluta sia davvero di 21 milioni di unità, aggiungendo che ormai è prossima una regolamentazione, visto l’interesse generale che Bitcoin nutre nel mondo degli investitori. Il CEO della banca d’affari più grande del mondo non è mai stato tenero nei confronti della valuta digitale. Nel mese di maggio di quest’anno l’aveva paragonata alla marijuana, per effetto dei rischi che comporta l’investimento. 

Sul rischio intrinseco nelle criptovalute si è espresso anche John Dugan, Presidente di Citigroup, che ha partecipato al raduno. A suo giudizio le banche dovrebbero far fronte a requisiti patrimoniali elevati per mantenere gli assets digitali nei loro bilanci.