Il bicchiere delle criptovalute è mezzo pieno o mezzo vuoto? Dopo aver toccato quotazioni record in area 125.000 dollari lo scorso settembre, il Bitcoin, ossia la regina delle valute digitali è sceso sotto quota 80.000 dollari. Dove potrebbe andare adesso? Per Massimo Siano, vicepresidente e responsabile per il Sud Europa di 21shares, prossima a quotare in Borsa i suoi Etc, non importa granché quello che Bitcoin & company faranno nelle prossime settimane/mesi. Quello che importa è ciò che faranno nel lungo periodo. “Chi vede il bicchiere messo pieno dice che siamo quasi alla fine di un nuovo crypto-winter, chi lo vede mezzo vuoto si aspetta ulteriori ribassi del 30-35%. Dobbiamo ricordarci però che, quando il Bitcoin valeva 6.500 dollari nessuno voleva comprarlo. Poi ha superato quota 100.000”.
Bitcoin, una ciclicità rispettata
La domanda rimane tuttavia inevasa, almeno per quanto riguarda il breve periodo. Dove andrà ora il Bitcoin? Siano ha presentato un interessante grafico che mostra le performance della regina delle criptovalute suddivisa in cicli quadriennali. Secondo questa analisi, circa un anno e mezzo dopo l’halving, il Bitcoin inverte la rotta e perde terreno. La periodicità è stata rispettata anche dopo il quarto halving, avvenuto il 20 aprile 2024, così come accaduto nei tre precedenti. “Nessuno possiede una sfera di cristallo – ha commentato Siano – ma proiettando questa periodicità in avanti possiamo stimare la fine di questa correzione per aprile o maggio”.

Secondo l’analisi di 21Shares, la traiettoria di Bitcoin nel 2026 dipenderà in larga misura dall’evoluzione delle condizioni macroeconomiche, in particolare dai rendimenti reali, dalle politiche monetarie e dalla stabilità geopolitica.
In uno scenario base, con afflussi moderati negli Etf e assenza di shock normativi, il prezzo potrebbe collocarsi tra 100.000 e 110.000 dollari. In uno scenario rialzista, caratterizzato da politiche monetarie più accomodanti e da un’accelerazione degli investimenti istituzionali, Bitcoin potrebbe spingersi verso l’area 150.000-180.000 dollari, consolidando il suo ruolo come asset alternativo nei portafogli globali. Al contrario, un contesto di avversione al rischio prolungata, tensioni geopolitiche o misure regolamentari più restrittive potrebbero riportare le quotazioni nella fascia 60.000-75.000 dollari, più o meno dove si trovano le quotazioni in queste settimane.
Le attese sulle altre criptovalute
Se Bitcoin rappresenta il pilastro del mercato delle criptovalute, Ethereum e Solana incarnano la dimensione infrastrutturale dell’ecosistema, grazie al ruolo centrale che svolgono nelle applicazioni decentralizzate, nella finanza digitale e nella tokenizzazione. Tuttavia, entrambi i network stanno affrontando una sfida cruciale: tradurre l’aumento dell’attività on-chain in una crescita sostenibile dei ricavi per i detentori dei token.
Nel caso di Ethereum, l’evoluzione del protocollo e il rafforzamento delle soluzioni Layer 2 hanno migliorato la scalabilità e ridotto i costi per gli utenti, ma hanno anche compresso i ricavi diretti per la rete. Gli scenari di 21Shares per Ethereum nel 2026 riflettono questa ambivalenza. In uno scenario base, con afflussi contenuti negli Etf e crescita moderata dell’attività economica sulle soluzioni di scalabilità, la valuta digitale potrebbe collocarsi tra 3.400 e 3.700 dollari. Uno scenario rialzista, sostenuto da un’accelerazione dell’attività sui Layer 2, da una ripresa del burn di token e da nuovi flussi verso gli Etf, potrebbe spingere il prezzo verso 3.900-4.200 dollari. Al contrario, un prolungato contesto di avversione al rischio e un’ulteriore compressione dei ricavi potrebbero riportarlo nella fascia 1.700-2.200 dollari.
Solana presenta un profilo diverso. La rete gestisce volumi di transazioni molto elevati – circa 2,2 miliardi a settimana – e registra una base di utenti attivi in crescita, ma solo una quota limitata delle commissioni confluisce nel protocollo.
Per il 2026, lo scenario base ipotizza un prezzo intorno ai 150 dollari, con un miglioramento graduale delle commissioni ma senza un cambio strutturale del modello economico. In uno scenario rialzista, caratterizzato da una crescita significativa dei ricavi, da una regolamentazione più favorevole e da una maggiore partecipazione dei validator, Solana potrebbe salire verso 197 dollari. Uno scenario ribassista, invece, potrebbe vedere le quotazioni scendere verso 95 dollari in caso di concorrenza più intensa e indebolimento della domanda di staking.
L’anno decisivo di Ripple
Il 2026 si profila come un anno decisivo anche per Ripple, soprattutto dopo la risoluzione del contenzioso con la Sec, che ha aperto la strada al lancio di Etf dedicati. Questo passaggio potrebbe segnare il superamento della fase di volatilità speculativa, favorendo una valutazione più ancorata ai fondamentali e all’adozione istituzionale. In uno scenario base, con afflussi costanti verso i prodotti regolamentati e una crescita graduale dell’utilità del token, secondo 21Shares Ripple potrebbe stabilizzarsi intorno a 2,45 dollari. In uno scenario rialzista, sostenuto dall’espansione degli asset tokenizzati e da una contrazione dell’offerta, potrebbe spingersi verso 2,69 dollari, mentre uno scenario ribassista, caratterizzato da adozione stagnante e deflussi di capitale, potrebbe riportarlo in area 1,60 dollari.
Vincente la combinazione delle criptovalute con altri asset
“In generale – ha spiegato Massimo Siano – il mercato delle criptovalute sta vivendo una fase di trasformazione, in cui la narrativa speculativa lascia spazio a una maggiore integrazione con la finanza tradizionale. La crescita degli Etf spot, l’ingresso di investitori istituzionali e l’espansione dei casi d’uso concreti – dalla tokenizzazione degli asset reali ai pagamenti transfrontalieri – stanno ridefinendo il perimetro del settore. In questo quadro si inserisce anche l’interesse crescente per strategie multi-asset, che combinano criptovalute e asset tradizionali per migliorare il profilo rischio-rendimento dei portafogli”.
Un esempio è rappresentato dalla strategia Bold di 21Shares, che combina esposizione a Bitcoin e oro in un portafoglio ribilanciato mensilmente sulla base della rischiosità dei due asset. L’obiettivo è offrire una protezione in contesti inflazionistici grazie all’oro e, al tempo stesso, beneficiare del potenziale di crescita di Bitcoin come riserva di valore emergente. Secondo Massimo Siano, “le opportunità restano significative, ma selettive: il quadro macroeconomico e un approccio più orientato al lungo periodo saranno determinanti per affrontare una fase che riteniamo strutturalmente positiva per l’intero comparto”.









