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Bitcoin ha perso volatilità, cosa significa?

Bitcoin ha perso volatilità, cosa significa?

Bitcoin è diventato noioso. È questa la sensazione che si ha in queste ultime settimane in cui la principale criptovaluta si è mossa pochissimo rispetto ai suoi standard. La moneta virtuale ha veleggiato per lo più tra 19.000 e 20.000 dollari, senza strappi. La cosa è inusuale non solo perché i trader erano abituati a vedere grandi oscillazioni nell’arco di poche ore, il che stimolava enormemente la loro attività di trading, ma anche e soprattutto perché in questo momento la volatilità generale dei mercati finanziari è molto elevata. Quindi cosa sta succedendo? Le ipotesi al vaglio sono due: o il mercato crittografico ha raggiunto un minimo ribassista e si sta consolidando prima di invertire la tendenza; oppure è in corso una pausa prima che il mercato sferri un nuovo attacco in discesa.

Oggi ci saranno i dati sull’inflazione americana che potranno rappresentare un driver per muovere i prezzi. Fino a poco tempo fa quanto risultava dai rilasci macroeconomici contribuiva a spostare le quotazioni di Bitcoin, che si muovevano in tandem con quelle azionarie. Questa stretta correlazione si è un po’ affievolita e quindi un dato importante come quello dei prezzi al consumo è un banco di prova per capire se essa potrà essere ripresa.

 

Bitcoin: a cosa porterà questo calo di volatilità?

Sul significato di questa improvvisa stabilità del bitcoin stanno ragionando gli analisti. Sotto osservazione vi è il mercato dei derivati. L’open interest, ossia il numero totale di contratti attivi, recentemente si è collocato al massimo storico sulla piattaforma di Binance. Questo significa che la leva finanziaria è aumentata considerevolmente. Secondo Vetle Lund, analista della società crittografica Arcane Research, “la leva finanziaria sta diventando completamente parabolica nel mercato dei derivati che hanno come sottostante le criptovalute. Questa configurazione è matura per provocare il caos in entrambe le direzioni”. L’esperto ritiene che “gli attuali livelli di leva suggeriscono che un breakout delle quotazioni sarà molto volatile“.

Altri analisti vedono il calo della volatilità in maniera più ottimistica, in quanto nel lungo termine potrà conferire una certa stabilità al mercato delle criptovalute provato da tutte le vicende contrarian che hanno condizionato pesantemente l’intero 2022. “Negli ultimi giorni i movimenti sono stati relativamente contenuti” ha affermato Craig Erlam, analista del broker Oanda. “La tendenza più lunga di consolidamento intorno a 20.000 dollari rimane intatta, che è la cosa più importante”, ha aggiunto.

La società di intelligence crittografica Glassnode ha invece scritto in una nota: “I prezzi del bitcoin hanno mostrato una notevole forza relativa di recente, in un contesto di mercato tradizionale altamente volatile. Diverse metriche macro indicano che gli investitori in bitcoin stanno stabilendo quello che potrebbe essere un piano di mercato ribassista, con numerose somiglianze con i minimi del ciclo precedente”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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