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Bitcoin: i miner accumulano monete con l’halving imminente, ecco perché

Bitcoin: i miner accumulano monete con l'halving imminente, ecco perché

Con l’halving alle porte, i minatori di criptovalute stanno accumulando una quantità importante di Bitcoin. Secondo i dati forniti da The Miner Mag, i leader del settore come Marathon Digital, CleanSpark e Bitfarms hanno messo insieme un valore complessivo di circa 2,8 miliardi di dollari. Gli estrattori contano molto sul fatto che, come accaduto sistematicamente in passato, le quotazioni di Bitcoin si rivalutino dopo l’evento che porta al dimezzamento dell’offerta.

Con l’halving, infatti, i miner condivideranno complessivamente 450 nuove monete al giorno per verificare le ultime transazioni, la metà rispetto alle 900 precedenti. Così è stato progettato dal creatore di Bitcoin nel 2008, Satoshi Nakamoto, che per evitare “l’inflazionamento” della criptovaluta ha stabilito una quantità massima dell’offerta di 21 milioni di monete e il dimezzamento ogni quattro anni delle estrazioni.

I miner oggi detengono complessivamente 46.200 Bitcoin in riserve, riporta The Miner Mag. Si tratta del numero più alto da maggio del 2022, prima che l’implosione della stablecoin TerraUSD affondasse le quotazioni delle criptovalute e costringesse le società di mining a vendere le loro quote. Entrando nello specifico, alla fine di marzo 2024 Cleanspark era in possesso di oltre 5.000 monete, con un aumento di 24 volte rispetto a marzo 2023. Un incremento impressionante che soverchia quello di rivali come Marathon, che ha accresciuto le sue riserve del 50% a 17.300 Bitcoin nello stesso periodo.

 

Bitcoin: le speranze dei miner

I miner si aggrappano alla speranza di una rivalutazione del prezzo di Bitcoin per compensare le enormi spese che hanno sostenuto per tutta l’attrezzatura di estrazione, in particolare computer molto più potenti rispetto al passato capaci di risolvere complessi enigmi matematici. Dovranno compensare soprattutto i costi di energia molto più alti per i contratti rinnovati. Ciò succede perché l’irruzione dell’intelligenza artificiale ha catalizzato la domanda di energia e le società di questo settore sono disposte a pagare tariffe maggiori di quanto fanno i miner di Bitcoin. Giocoforza, le condizioni agevolate che le utility concedevano agli estrattori in passato non sono più riproponibili.

“Tutti sperano che il Bitcoin aumenterà di valore compensando il dimezzamento delle ricompense” ha affermato Matthew Schultz, presidente esecutivo di CleanSpark. L’ottimismo è alimentato dal fatto che negli ultimi sei mesi la madre di tutte le criptovalute ha più che raddoppiato la sua quotazione, raggiungendo a metà marzo il record storico di 73.800 dollari.

“Bitcoin varrà di più in futuro di quanto non valga oggi”, ha affermato Asher Genoot, amministratore delegato del miner statunitense Hut 8. Ma sarà proprio così? Nel mese di aprile Bitcoin ha subito un ritracciamento di oltre 14 punti percentuali, posizionandosi attualmente a poco più di 61.000 dollari di quotazione. La spinta generata dall’approvazione degli ETF spot da parte della Securities and Exchange Commission l’11 gennaio si sta affievolendo e l’effetto halving non è così scontato.

 

Gli hedge fund vendono allo scoperto le azioni dei miner

Nel contempo gli hedge fund stanno puntando in Borsa contro le società di mining di Bitcoin, perché ritengono che le minori ricompense derivanti dall’halving produrranno vittime nel settore, le quali saranno costrette a lasciare la scena. Sulla base di quanto riportato da S&P Global Market Intelligence, lo short interest – la percentuale di azioni sul totale in circolazione prese in prestito per la vendita allo scoperto – sta salendo. Ad esempio, Marathon ha uno short interest del 24%, inferiore rispetto al picco di oltre il 50% di inizio 2023 ma in crescita in confronto all’inizio del 2024. Lo stesso parametro è di oltre il 14% per Hut 8, in aumento da meno del 10% di inizio anno. Mentre per quanto riguarda Riot Platforms, lo short interest si colloca a poco oltre il 19%, in leggera diminuzione quest’anno.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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