Bitcoin orbita intorno ai 70.000 dollari, il legame con il prezzo del petrolio

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Bitcoin non sta andando da nessuna parte. Nelle ultime ore è tornato sotto i 70.000 dollari dopo che la guerra in Medio Oriente si è intensificata in seguito agli attacchi iracheni a due petroliere presso lo Stretto di Hormuz. La criptovaluta appare strettamente legate all’andamento del petrolio, che da quando è scoppiata la guerra tra Stati Uniti e Iran ha dato vita a un saliscendi da brivido sul mercato delle materie prime.

 

In questo articolo:

 

  • Bitcoin: bene rifugio o asset rischioso?
  • Cosa monitorare nei prossimi giorni

 

Bitcoin: bene rifugio o asset rischioso?

Con l’inizio del conflitto, avvenuto a fine febbraio e che vede da una parte Stati Uniti e Israele e dall’altra l’Iran, Bitcoin ha vissuto momenti turbolenti ma, tutto sommato, ha mostrato una certa stabilità rispetto ad altri asset. Ciò ha fatto pensare i sostenitori della tesi secondo cui la criptovaluta sarebbe un bene rifugio, a una corsa degli investitori verso un porto sicuro. Il rally del prezzo del petrolio fa temere una crisi energetica che potrebbe colpire profondamente l’economia globale. Per questo motivo il mercato ha smantellato quelle attività considerate più rischiose.

Secondo alcuni osservatori finanziari, la copertura attraverso Bitcoin è derivata dal fatto che i trader sono andati alla ricerca di asset sufficientemente liquidi per entrare e uscire rapidamente dal mercato in funzione dell’evolversi della situazione sul fronte di guerra. Quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il conflitto si starebbe avviando alla fine, le Borse sono salite e anche Bitcoin si è rafforzato, balzando a oltre 73.000 dollari. Osservando la situazione da questa angolatura, si potrebbe quindi sostenere che la madre di tutte le criptovalute abbia seguito l’andamento delle attività più rischiose, contraddicendo la teoria del bene rifugio.

 

Cosa monitorare nei prossimi giorni

L’incertezza della guerra in Medio Oriente con ogni probabilità guiderà i mercati finanziari nelle prossime settimane e anche Bitcoin verrà coinvolto. L’andamento del prezzo del petrolio potrebbe essere un elemento cruciale, perché i trader osservano come, in prospettiva, il greggio sia in grado di influenzare l’economia delle nazioni attraverso una possibile crisi energetica. In questo scenario, le Banche centrali potrebbero essere costrette ad aumentare i tassi di interesse per frenare l’avanzata dell’inflazione, con la conseguenza che le criptovalute verrebbero colpite.

I trader intanto osservano i livelli di prezzo raggiunti da Bitcoin, per vedere come la valuta digitale si comporta. “Ci aspettiamo qualche presa di profitto intorno al livello dei 70.000 dollari”, ha affermato Rachael Lucas, analista presso BTC Markets. “Il contesto macro rimane incerto, con la volatilità del petrolio e le persistenti tensioni geopolitiche che mantengono la propensione al rischio cauta nel breve termine”.

Secondo Andreja Cobeljic, responsabile del trading di derivati presso Amina Bank, “le condizioni indicano che Bitcoin potrebbe continuare a mostrare uno slancio rialzista nel breve termine”. L’esperto ha osservato come i funding rate negativi — pagamenti effettuati sui contratti futures perpetui che non hanno scadenza — per Bitcoin giovedì abbiano raggiunto il livello più basso delle ultime cinque settimane. Inoltre, i grandi detentori di Bitcoin, noti come “whale”, stavano acquistando durante i ribassi dei prezzi, ha aggiunto. “I funding rate medi mensili negativi si sono verificati solo 10 volte dal 2018 e storicamente hanno preceduto forti rendimenti nei periodi successivi”, ha affermato Cobeljic. “L’accumulo da parte delle whale è stato osservato in modo costante nell’area dei 60.000 dollari. In combinazione, la configurazione di breve periodo per un rally di sollievo è più costruttiva di quanto suggerisca il contesto delle notizie”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari