Bitcoin: ecco perché per Michael Saylor arriverà a 500.000 dollari
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Bitcoin: ecco perché per Michael Saylor arriverà a 500.000 dollari

Bitcoin: ecco perché per Michael Saylor arriverà a 500.000 dollari

Bitcoin staziona sotto la soglia di 20.000 dollari da diversi giorni, riflettendo il sentiment di avversione al rischio da parte degli operatori di mercato. La Federal Reserve in questo momento è probabilmente il principale nemico delle criptovalute, con l’aumento dei tassi d’interesse e l’inasprimento della politica monetaria che stanno allontanando gli investitori alla ricerca di porti sicuri dove rifugiarsi. Per diverso tempo si è creduto che Bitcoin potesse anche rappresentare un’attività per ripararsi dai momenti di tempesta nei mercati finanziari e di incertezza del contesto economico generale. Non solo questa si è rivelata una tesi fallace, ma è risultata l’opposto di quanto poi si è verificato. Bitcoin è un asset altamente rischioso e speculativo; pertanto, trae forza dai momenti in cui nei mercati prevale l’ottimismo e la fiducia.

Anche il Merge di Ethereum non ha giocato a favore della principale criptovaluta. L’aggiornamento della rete dalla modalità proof-of-work a quella proof-of-stake conclusosi il 15 settembre, rischia di dare a Ether un vantaggio competitivo notevole, dal momento che farà valere rispetto alla blockchain di Bitcoin una maggiore efficienza energetica e un minor tasso di emissione di CO2 durante l’estrazione.

 

Bitcoin: per Saylor continuerà a crescere

Gli investitori stanno perdendo sempre più fiducia, quindi, che almeno nel breve si possano rivedere quotazioni di Bitcoin ai livelli dello scorso anno, quando hanno raggiunto un massimo storico di 68.990 dollari nel mese di novembre. C’è tuttavia Michael Saylor, Presidente della società di software Microstrategy e da sempre sostenitore della criptovaluta, che ritiene possibile una risalita delle quotazioni ai top di sempre entro il 2026. Al Best New Ideas in Money Festival di MarketWatch, questa settimana Saylor ha dichiarato che Bitcoin potrebbe arrivare addirittura a 500.000 dollari nel prossimo decennio se la sua capitalizzazione eguaglierà quella dell’oro reale.

“La prossima tappa logica per Bitcoin è quella di sostituire l’oro come riserva di valore non sovrana”, ha affermato osservando la media mobile della moneta virtuale in quattro anni, mentre era alla ricerca di un fondo da cui ripartire. MicroStrategy ha concentrato il business su Bitcoin, acquistando a partire da giugno 2020 ripetutamente monete con lo scopo di vivacizzare il suo bilancio. Da quando sulla cripto è calata la notte, però, l’azienda ha vissuto grandi momenti di difficoltà, al punto che si è parlato di margin call nel caso il prezzo di Bitcoin fosse sceso nei paraggi di 18.000 dollari.

 

Jamie Dimon parla di schema Ponzi decentralizzato

A far da contrappeso all’ottimismo forse un po’ calcolato di Saylor, vi è il totale scetticismo di un altro asso della finanza, l’Amministratore Delegato di JP Morgan, Jamie Dimon. Il top manager, in una riunione del Comitato per i servizi finanziari della Camera, ha definito Bitcoin una forma di “schema Ponzi decentralizzato”, evidenziando come miliardi di dollari siano andati in fumo a causa di hack, furti e frodi.

La posizione contrarian di Dimon nei confronti di Bitcoin è di lunga data. Nell’ottobre 2021 lo definì “inutile”, quando al valuta digitale si trovava a 56.000 dollari e si apprestava da lì a poco a segnare i massimi di sempre. Tuttavia, la banca che il 65enne americano gestisce si è concentrata sull’utilizzo della blockchain per i servizi finanziari. Questo ha portato il CEO ad affermare che avrebbe comunque seguito i clienti, riconoscendo anche che la finanza decentralizzata è una realtà con cui bisogna fare i conti.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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