Bitcoin perde la correlazione con le azioni tech, cosa significa? - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Bitcoin perde la correlazione con le azioni tech, cosa significa?

Bitcoin perde la correlazione con le azioni tech, cosa significa?

La correlazione tra Bitcoin e azioni tecnologiche si sta affievolendo. Il 2022 sarà ricordato come un anno dove la principale criptovaluta si è mossa all’unisono con i titoli legati alla crescita rappresentati dall’indice NASDAQ. La correlazione esprime appunto il grado di sincronizzazione dei due assets in un periodo di 30 giorni. Per gran parte dell’anno la misura è stata sopra 0,75, che indica una variazione positiva di 75 centesimi di dollaro del Bitcoin quando vi è uno spostamento di 1 dollaro del NASDAQ. Ci sono stati però picchi di 0,96 a maggio e di 0,93 a settembre. Questo ha significato che la valuta digitale è stata considerata un’attività assolutamente ad alto rischio e ha risentito di tutte le variabili di avversione che si sono manifestate quest’anno.

Oggi la correlazione è scesa a 0,26. Come va interpretato questo dato? Per alcuni analisti il disaccoppiamento è una manifestazione di forza identitaria di Bitcoin, che emerge in un quadro dove gli investitori stanno cercando assets redditizi nonostante l’ambiente difficile. “Gli investitori sono alla ricerca del prossimo settore in crescita. Bitcoin e cripto sono uno di quei settori in crescita prossima”, ha dichiarato Santiago Portela, CEO di Fitchin, un ecosistema di gioco Web3.

 

Bitcoin: quale sarà il percorso futuro?

Il clima però che vi è intorno a Bitcoin è ancora depresso. La quotazione della moneta virtuale è uscita dallo stretto intervallo di 19.000-20.000 dollari che perdurava da settembre, ma per il momento un ipotetico rally non prende slancio. E, sebbene le oscillazioni abbiano avuto qualche sprazzo di vivacità, la volatilità rimane ancora contenuta.

Vi è però un aspetto che induce alla riflessione. Gli scambi sono diminuiti, come mostra anche il record di 55 mila Bitcoin che sono stati ritirati da Binance il 26 ottobre, ma la ricchezza detenuta in Bitcoin non scambiata per oltre tre mesi è giunta ai massimi storici, secondo i dati forniti dalla società di blockchain Glassnode. Ciò vuol dire che è in corso un accumulo nei portafogli di archiviazione. Il punto è capire l’uso che se ne vorrà fare.

Secondo Stéphane Ouellette, Amministratore Delegato del fornitore di derivati crittografici FRNT Financial, “la base di detentori di Bitcoin è cambiata drasticamente dall’essere pesantemente ponderata verso gli speculatori, che in gran parte sono arrivati nel 2021, alla comunità di soggetti che non venderebbe i loro token in quasi tutte le circostanze macro”. A giudizio di Samuel Reid, CEO della società di consulenza Geometric Energy Corporation, “i forti deflussi dagli scambi potrebbero potenzialmente indicare che alcuni grandi acquirenti stanno fiutando la fine del mercato ribassista”.

A questo punto rimane un grosso interrogativo: quando Bitcoin tornerà a salire? Probabilmente ci saranno dei banchi di prova per capire quanto la criptovaluta sia legata alle notizie macroeconomiche e per avere conferma della perdita di correlazione con le attività più rischiose. Oggi inizia il meeting di due giorni della Federal Reserve che si concluderà con la decisione sui tassi d’interesse. Dal comportamento di Bitcoin che ne segue, si potranno trarre le prime conclusioni sul percorso che sceglierà di prendere l’asset speculativo.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *