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Bitcoin perde quota, arrivano le liquidazioni di Mt. Gox

Bitcoin perde quota, arrivano le liquidazioni di Mt. Gox

Le quotazioni di Bitcoin hanno perso valore nelle ultime ore, scalando da oltre 70.000 dollari a meno di 68.000 dollari. A innescare il movimento ribassista lo spostamento in un portafoglio non identificato di oltre 107 mila BTC – pari a un valore di circa 7 miliardi di dollari – detenuti nei portafogli Mt. Gox, l’exchange giapponese hackerato nel 2011 e fallito tre anni più tardi. Per dare un’idea della cifra, essa corrisponde alla quantità in dollari di Bitcoin in possesso di MicroStrategy, che in questo momento risulta il più grande detentore del mondo della valuta digitale.

Quello che si è verificato poche ore fa è il primo spostamento di monete da maggio 2018. Le transazioni, avvenute in tredici fasi, hanno incluso anche movimenti minori per testare il processo. I liquidatori si stanno prodigando per restituire il tesoro di 9,3 miliardi di dollari della società fallita e contano entro il 31 ottobre di completare le operazioni con gli investitori. A quel punto sarà da vedere se le monete saranno vendute sul mercato, perché se ciò dovesse avvenire il prezzo della criptovaluta potrebbe andare sotto pressione.

 

Bitcoin: c’è da preoccuparsi dopo i movimenti di Mt. Gox?

Negli ultimi giorni Bitcoin, così come le altre criptovalute in genere, aveva intrapreso un mini-rally alimentato da due notizie. La prima è che la Securities and Exchange Commission ha approvato una proposta per quotare gli ETF spot su Ethereum attraverso sedi gestite dal Cboe Global Markets, dal Nasdaq e dal New York Stock Exchange. Questo potrebbe essere il preludio per il via libera definitivo agli strumenti proposti da nove gestori di fondi, la cui richiesta è in attesa di risposta dall’autorità di regolamentazione finanziaria. La seconda notizia è l’approvazione alla Camera dei Rappresentanti USA del FIT21, il disegno di legge bipartisan secondo cui per la prima volta si traccia una regolamentazione sulle criptovalute stabilendo una definizione di ruoli della SEC e della Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

L’ultimo scossone nel mercato crittografico rischia però di mandare in panic selling gli investitori, che già pregustavano il ritorno di Bitcoin verso il record storico di 73.666 dollari del mese di marzo 2024. Secondo Caroline Bowler, Chief Executive Officer di BTC Markets, i movimenti dal portafoglio di Mt. Gox non sono eccessivamente allarmanti. “Mt. Gox spingerà sicuramente il prezzo di Bitcoin, ma non avrà un impatto radicato, poiché il mercato più ampio è ora concentrato sul sostegno bipartisan proveniente dai legislatori statunitensi in merito alle normative crypto-friendly”, ha affermato. La nuova regolamentazione in realtà potrebbe servire da deterrente alla vendita per gli investitori che recuperano i loro BTC da Mt. Gox.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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