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Bitcoin: rallentano i deflussi da Grayscale e il prezzo si stabilizza a 40.000$

Bitcoin: rallentano i deflussi da Grayscale e il prezzo si stabilizza a $ 40.000

I deflussi dal fondo di Grayscale Investments sono rallentati e le quotazioni di Bitcoin cercano di stabilizzarsi intorno a 40.000 dollari. Secondo gli esperti, uno dei principali motivi che ha comportato il sell-off della criptovaluta, per certi versi inatteso dopo l’approvazione da parte della Securities and Exchange Commission degli ETF Bitcoin spot è da attribuire proprio ai deflussi dal fondo di Grayscale. L’11 gennaio il trust da 22 miliardi di dollari ha effettuato la conversione del suo fondo chiuso a ETF, il che ha provocato un importante deflusso giornaliero dal veicolo.

Ora le fuoriuscite di capitale stanno diminuendo e si riduce anche l’impatto sulle quotazioni di Bitcoin. Secondo i dati riportati da Bloomberg, da un picco di deflussi del 22 gennaio a 641 milioni di dollari si è passati a uscite per 394 milioni di dollari del 25 gennaio. In totale, nelle ultime due settimane dal trust sono migrati circa 4,8 miliardi di dollari, con Bitcoin che ha perso circa il 20% del suo valore. Il Grayscale Bitcoin Trust (GBTC) “ha dominato il volume degli scambi e ha già consolidato il suo ruolo di vero strumento dei mercati dei capitali per il trasferimento del rischio in Bitcoin”, ha dichiarato John Hoffman, amministratore delegato delle vendite e della distribuzione di Grayscale Investments.

 

Bitcoin: e ora cosa succede?

Bitcoin aveva raggiunto un valore di 49.000 dollari nelle ore successive all’approvazione dei primi ETF spot da parte della SEC dopo oltre dieci anni di discussioni. Il rialzo coronava una performance del 160% in un anno, tra l’altro proprio sull’aspettativa del via libera dell’authority americana. L’euforia aveva fatto pensare agli investitori che ben presto le quotazioni di Bitcoin avrebbero potuto agguantare il record storico di 68.990 dollari stabilito a novembre 2021. Non solo. I più accesi sostenitori della valuta digitale si sono cimentati in proiezioni mirabolanti, tra cui quella dell’amministratore delegato di Ark Investment, Cathie Wood, che ha stimato nei prossimi anni un valore di Bitcoin di 1,5 milioni di dollari. Le perdite di questi giorni hanno riportato molti sulla terra. Ma cosa dobbiamo aspettarci ora?

Sean Farrell, capo stratega crypto di Fundstrat Global Advisors, sottolinea come si stia iniziando a vedere un modello di riscatti decrescenti da GBTC. “Un semplice rallentamento di questo esodo di masse gestite sarebbe una grande spinta per il mercato”, ha detto.

Anche gli strateghi di JP Morgan Chase & Co. in una nota affermano che le prese di profitto sui precedenti investimenti in GBTC, “effettuate con uno sconto rispetto al valore patrimoniale netto l’anno scorso”, siano state probabilmente tra i principali fattori alla base della correzione di Bitcoin. “Riteniamo che la maggior parte di questo deflusso da 4,3 miliardi di dollari di GBTC rifletta prese di profitto piuttosto che uno spostamento verso ETF spot su Bitcoin più economici (inutile dire che un tale spostamento avrebbe avuto un impatto minimo sul mercato)”, hanno scritto. Ora però quanto accaduto “dovrebbe essere alle nostre spalle, limitando qualsiasi ribasso per Bitcoin da questo momento in poi”, hanno aggiunto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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