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Bitcoin: la SEC non fa appello sull’ETF spot Grayscale, cosa può succedere

Il presidente della SEC Gary Gensler

Le criptovalute hanno guadagnato terreno negli ultimi giorni dopo la notizia che la Securities and Exchange Commission non presenterà appello alla decisione del Tribunale USA sull’ETF Bitcoin spot Grayscale dello scorso agosto. La Corte d’Appello del Distretto di Columbia a Washington aveva stabilito che la SEC avesse sbagliato con il gestore americano, dopo che quest’ultimo l’aveva citata in giudizio per il rifiuto ad approvare un fondo negoziato in Borsa con sottostante Bitcoin.

Secondo le motivazioni avanzate da Grayscale Investments, la SEC avrebbe adottato due pesi e due misure, nel senso di aver dato il via libera agli ETF basati su future e non a quelli a pronti. Le motivazioni fornite dall’agenzia si basavano sul fatto che i future, facendo parte di mercati regolamentati, sarebbero in grado di prevenire i tentativi di frode e riciclaggio. Caratteristica che viceversa non avrebbero gli ETF spot. Dal canto suo, Grayscale ha contestato l’impostazione, ritenendo che sia i fondi a pronti che quelli a termine si basano comunque sul prezzo di Bitcoin.

La Corte d’Appello ha dato ragione a Grayscale ritenendo che la negazione da parte della SEC della richiesta avanzata dal gestore di fondi fosse arbitraria, in quanto non sarebbe mai stato spiegato il motivo per cui i due accordi fossero materialmente diversi.

 

Bitcoin: cosa significa la scelta della SEC per la criptovaluta

Quali effetti avrà la scelta della SEC di non presentare ricorso? L’ipotesi più probabile è che ora l’autorità di regolamentazione guidata da Gary Gensler riesamini la domanda di Grayscale e magari rimuova la sua opposizione. La Corte d’Appello dovrebbe emettere un mandato che chiarisca le modalità di esecuzione della decisione di agosto con le istruzioni alla SEC per la rivalutazione della richiesta sull’ETF Bitcoin spot.

Tutto questo si inserisce in un contesto in cui altri gestori patrimoniali come BlackRock, Fidelity e Invesco sono in attesa di ricevere risposta dalla SEC su domande simili depositate. Probabilmente il regolatore prenderà una decisione entro il 2024. L’attesa è febbrile. Il clima infatti è diverso rispetto a qualche tempo fa, quando il regolatore USA sembrava irremovibile. Soprattutto da quando BlackRock ha presentato la sua richiesta, le carte in tavola sono cambiate. Il più grande gestore del mondo infatti ha fatto leva sulla rimozione di una preoccupazione della SEC relativa alla condivisione di un accordo di sorveglianza. “Un accordo completo di condivisione della sorveglianza con un mercato regolamentato di dimensioni significative era un modo per un richiedente di adempiere ai propri obblighi per prevenire frodi e manipolazioni nel mercato sottostante per Bitcoin spot” aveva comunicato la SEC a latere della respinta della domanda presentata da Bitwise Asset Management.

Per il suo fondo, BlackRock ha proposto un accordo di sorveglianza con il Nasdaq attraverso il suo “custode” crittografico Coinbase. Tutto ciò ha fatto salire le quotazioni affinché la SEC si pronunci in maniera favorevole. L’effetto su Bitcoin potrebbe essere positivo nell’attesa che il regolatore riveda la domanda di Grayscale ed esprima un giudizio sulle richieste degli altri gestori. Un assaggio lo si è visto questa estate, quando il prezzo della principale criptovaluta aveva scavalcato quota 30.000 dollari nei giorni seguenti il passo fatto da BlackRock.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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