Il settore automobilistico europeo torna sotto pressione mentre le valutazioni di mercato iniziano a confrontarsi con una traiettoria degli utili meno favorevole. È in questo contesto che Barclays ha declassato Bmw e Porsche, ritenendo che i prezzi di Borsa non riflettano pienamente l’evoluzione dei fondamentali. La revisione arriva mentre l’industria è impegnata in una transizione che procede in modo diseguale, con l’Europa che torna a discutere tempi e modalità dell’uscita dalla produzione dei veicoli con motore endotermico e la Cina che continua a ridisegnare gli equilibri competitivi attraverso volumi e prezzi nel segmento dell’auto elettrica.
In questo articolo:
- Il giudizio di Barclays sul settore automobilistico
- Bmw e Porsche sotto la lente degli analisti
- Auto, la competizione si sposta sul mercato cinese
- Cina, l’elettrico cresce tra volumi record e primi segnali di freno
Il giudizio di Barclays sul settore
Barclays ha declassato Bmw e Porsche da “equal weight” a “underweight”, confermando una visione negativa sul comparto automobilistico europeo almeno fino al 2026. Nella nota diffusa venerdì, la banca indica stime di utili inferiori al consenso e valutazioni che non riflettono pienamente le pressioni operative in atto. Il contesto resta condizionato dai dazi statunitensi, che secondo Barclays peseranno sui margini ebit tra 100 e 200 punti base nel 2026 a seconda dei gruppi, e da una competizione sempre più intensa sui principali mercati globali. Nonostante la resilienza mostrata dai titoli nella parte finale dell’anno, gli analisti avvertono che il settore resta esposto a ulteriori revisioni e a un processo di derating.
Bmw e Porsche sotto la lente degli analisti
Per Bmw, Barclays mantiene un prezzo obiettivo di 82,50 euro, che implica un ribasso del 12% rispetto ai livelli di mercato. Le stime per il 2026 indicano un ebit di circa 6,5 miliardi di euro, con un margine del 5,2%, al di sotto del consensus di Bloomberg, e un utile per azione inferiore di circa il 7%. Tra i fattori evidenziati figurano l’elevata esposizione alla Cina e l’avvio della piattaforma Neue Klasse, destinata ad aumentare in modo significativo gli ammortamenti. Il quadro operativo trova riscontro anche nei dati più recenti sulle vendite: Bmw ha registrato nell’ultimo trimestre del 2025 un calo delle consegne del 4,1% su base annua, a 667.981 veicoli, penalizzato dalla debolezza della domanda negli Stati Uniti (–4,6%) e soprattutto in Cina (–15,9%), mentre l’Europa ha mostrato una crescita del 4%. In flessione anche le vendite di veicoli elettrici a batteria, scese del 10,5% nel trimestre.
Per Porsche, il prezzo obiettivo è stato ridotto da 42,50 a 40 euro, con stime di ebit 2027 inferiori alle attese e volumi più contenuti. Barclays segnala le difficoltà nel raggiungere nel breve termine il nuovo obiettivo di margine del 10-15%, in un contesto segnato da dazi persistenti, risarcimenti ai fornitori e da una domanda di veicoli elettrici a batteria meno dinamica nel segmento luxury. Inoltre, nei primi nove mesi dell’anno, le consegne globali Porsche sono scese del 6%, mentre nel terzo trimestre le spedizioni in Asia sono calate del 21%. Sul piano strategico, la società ha posticipato il lancio di alcuni modelli elettrici, riequilibrando la gamma verso termico e ibrido. Le auto elettriche pesano per il 23,1% delle consegne globali e i plug-in hybrid per il 12,1%.
Auto, la competizione si sposta sul mercato cinese
Il cambiamento degli equilibri competitivi appare più avanzato sul mercato cinese, dove i costruttori europei stanno progressivamente perdendo terreno a vantaggio dei gruppi locali. Secondo i dati Catarc, dal 2021 Bmw, Mercedes, Audi e Porsche hanno perso complessivamente centinaia di migliaia di unità in Cina, un arretramento che si riflette sia sui volumi sia sulla redditività. Nello stesso periodo, i produttori cinesi hanno continuato a rafforzare la propria posizione, sostenuti da una filiera domestica integrata e da un’offerta sempre più concentrata sull’elettrico. In questo quadro si inserisce l’espansione di Byd, che nei primi dieci mesi dell’anno ha registrato in Europa una crescita delle immatricolazioni superiore al 200%. Secondo S&P Mobility, la quota dei costruttori cinesi nel mercato europeo ha raggiunto il 7% nel terzo trimestre del 2025, quasi il doppio rispetto a un anno prima, segnalando un riequilibrio che non riguarda più solo il mercato domestico cinese ma inizia a incidere anche sulle dinamiche europee.
Cina, l’elettrico cresce tra volumi record e primi segnali di freno
Secondo BloombergNEF, le vendite globali di veicoli elettrici e ibridi plug-in saliranno a 25,4 milioni di unità nel 2026, e circa due terzi di questo volume sarà appannaggio dei produttori cinesi. In questo scenario, Byd ha centrato il target annuale e, con ogni probabilità, ha superato Tesla, diventando nel 2025 il primo produttore mondiale di veicoli elettrici. Il gruppo cinese ha consegnato 4,6 milioni di veicoli (+7,7%), di cui 2,26 milioni elettrici puri e un volume quasi equivalente di ibridi plug-in, mentre Tesla, secondo le stime di Bloomberg, dovrebbe fermarsi a circa 1,66 milioni di unità, in calo per il secondo anno consecutivo.
La crescita dei produttori cinesi non è tuttavia priva di freni. Le autorità di Pechino hanno avviato la graduale rimozione di sussidi a un settore ormai considerato maturo e sono intervenute per limitare la guerra dei prezzi e accelerare i tempi di pagamento ai fornitori, fattori che potrebbero incidere su vendite e flussi di cassa. Alcuni segnali di rallentamento sono già emersi: per tre trimestri consecutivi Byd ha registrato un calo delle vendite. Sul fronte statunitense, inoltre, le auto cinesi faticano a entrare a causa dei dazi e di un approccio regolatorio particolarmente restrittivo. Al contrario, la loro presenza cresce rapidamente in Sud America, Medio Oriente e Sud-est asiatico, mercati in cui la concorrenza europea e statunitense è più limitata e consente ai gruppi cinesi di conquistare quote rilevanti o dominare interi segmenti.
Il quadro che emerge è quello di un’industria automobilistica europea ancora concentrata sulla gestione dei motori endotermici e su una transizione impostata in modo prudente, mentre i produttori cinesi continuano a guadagnare spazio nel mercato delle auto elettriche, spostando progressivamente gli equilibri competitivi del settore. Alla fine, il mercato sta iniziando a distinguere tra chi gestisce il cambiamento e chi lo guida.









