Bolletta elettricità: ecco da cosa è formato il prezzo totale

Bolletta elettricità: ecco da cosa è formato il prezzo totale

Bolletta elettricità: ecco da cosa è formato il prezzo totale

La crisi energetica che ha colpito la popolazione europea ha fatto crescere a dismisura i costi della bolletta mettendo seriamente in difficoltà economica famiglie e imprese. L’origine dei rincari è ad attribuire innanzitutto agli squilibri post-Covid nel mercato delle materie prime, dove l’offerta è risultata insufficiente a colmare una domanda in costante aumento. Poi lo scoppio della guerra Russia-Ucraina ha fatto esplodere una situazione già incandescente, con il prezzo del gas, principale componente di costo dell’energia, che alla Borsa di Amsterdam ha raggiunto quote stratosferiche. In un contesto di questo tipo, la gran parte degli utilizzatori di energia si è vista recapitare dalle compagnie energetiche fatture con costi multipli rispetto alle situazioni passate. Vediamo quindi di scoprire quali sono le voci che compongono le bollette dell’energia in Italia e quanto effettivamente incidono.

 

Mercato a maggior tutela e libero

Una precisazione che occorre fare è che gli utenti possono ricevere un servizio a maggior tutela o libero, il che incide sul prezzo finale che pagano in bolletta. Con la liberalizzazione del mercato dell’energia avvenuto nel 2007, il consumatore può scegliere se rifornirsi di energia elettrica o di gas nel mercato a maggior tutela o in quello libero. Nel primo caso le tariffe sono regolate dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) e sono basate sulle proiezioni dei prezzi all’ingrosso per un trimestre. Quindi, tali tariffe rimangono in vigore proprio per questo periodo. Il servizio viene rivolto alle utenze domestiche e alle imprese che hanno meno di 50 dipendenti e un fatturato pari o inferiore a 10 milioni di euro. Chi si occupa del servizio è il distributore di zona. In Italia, il principale per quanto riguarda l’elettricità è Enel con una quota di mercato del 37,5%, seguita da ENI con il 4,5% ed Edison con il 4,1%. Nel mercato libero, invece, le tariffe sono stabilite dalle compagnie energetiche senza alcun vincolo. Il passaggio al mercato libero sarà obbligatorio per tutti a partire dal 1° gennaio 2024.

 

Bollette elettricità: componenti di costo

Andiamo ora a vedere quali sono le componenti che costituiscono la spesa totale che dovrà essere sostenuta in bolletta da famiglie e imprese relative all’elettricità. Ecco le principali voci.

 

Spesa per la materia energia

La spesa per la materia energia rappresenta circa l’84% del totale in bolletta e riguarda tutti i costi che il fornitore sostiene per comprare l’energia nel mercato all’ingrosso, per il dispacciamento e la rivendita al cliente finale. Il prezzo si compone di una quota fissa e una variabile in base alle fasce orarie. Il totale risulta dalla sommatoria delle seguenti voci:

 

  • energia (PE), che riguarda il costo previsto per l’acquisto di energia elettrica sul mercato destinata a essere poi rivenduta ai clienti, comprensivo anche delle perdite di rete, ovvero di quella parte di energia che non arriva al punto di consegna;
  • dispacciamento (PD), concernente il costo che si sostiene per il servizio che garantisce l’equilibrio tra l’energia richiesta e quella che viene effettivamente immessa nella rete;
  • perequazione (PPE), relativa alla spesa sostenuta per fare in modo che quanto viene pagato dai clienti corrisponda effettivamente ai costi sostenuti per la fornitura. Tale voce può avere anche segno negativo se i costi effettivi risultano inferiori a quelli previsti;
  • commercializzazione (PCV), che corrisponde ai costi fissi sostenuti per la gestione commerciale degli utenti.

Spesa per il trasporto e la gestione del contatore

La spesa per il trasporto e la gestione del contatore riguarda tutti i costi sostenuti nella distribuzione dell’energia relativamente alla messa in opera e alla manutenzione della rete. Tale spesa in parte è fissa, in parte è variabile in base alla potenza impegnata e all’energia consumata. Le componenti riguardano:

 

  • la tariffa di trasporto, distribuzione e misura (Tau1, Tau2, Tau3), che copre i costi per portare l’energia sulla rete di trasmissione nazionale e distribuirla sulle reti locali, oltre a quelli per gestire i contatori degli utenti in termini di letture e manutenzioni;
  • la tariffa UC3, che copre gli squilibri del sistema di perequazione dei costi di trasporto sulla rete di trasmissione e distribuzione, oltre che dei meccanismi di integrazione;
  • la tariffa UC6, che comprende le spese per incentivare le imprese di gestione delle reti di trasporto e distribuzione al fine di aumentare la qualità del servizio.

Spesa per oneri di sistema

La spesa per gli oneri di sistema fa riferimento a quanto spende lo Stato sul fronte energetico in termini di incentivi, come ad esempio gli investimenti nelle energie rinnovabili, oltre alla copertura dei costi che riguardano attività di interesse generale. Le voci di costo risultano essere essenzialmente due:

 

  • Asos, che attiene alle spese per le fonti rinnovabili e la cogenerazione. Qui va fatta una distinzione tra imprese a forte consumo di energia e altri clienti. Ad esempio, le abitazioni non pagano questa spesa in base alla quota potenza e hanno una quota consumo fino a 1.800 kWh all’anno; mentre la quota fissa non è applicata alle abitazioni di residenza;
  • Arim, di cui fanno parte le spese per: gli incentivi alla produzione di rifiuti non biodegradabili, la messa in sicurezza del nucleare, le agevolazioni al settore ferroviario, il sostegno alla ricerca di sistema e bonus e promozioni per favorire l’efficienza energetica. Anche in questo caso va fatta la stessa distinzione di cui sopra tra imprese energivore e altri clienti.

Imposte statali

Le imposte statali comprendono l’accisa, l’IVA e il canone RAI. L’accisa è applicata in base alla quantità di energia consumata, con aliquote agevolate per gli utenti domestici che impegnano una potenza non superiore a 3 kW. L’IVA è calcolata sull’imponibile totale con un’aliquota del 10% per le utenze domestiche e per alcune attività produttive, del 22% per le utenze non domestiche. Il canone RAI è la quota, inserita in bolletta con il Governo Renzi, che riguarda la spesa sostenuta per l’abbonamento televisivo con la rete pubblica. L’importo è di 90 euro all’anno addebitato in 10 rate mensili di pari importo che vanno da gennaio a ottobre.

Altre voci

Le altre voci possono essere attribuite innanzitutto ai ricalcoli, allorché vi è una differenza tra i consumi effettivi e gli importi addebitati nelle bollette precedenti. A tal proposito vi è da fare una distinzione tra consumi stimati e consumi rilevati. I primi si basano sulle stime fatte in base a quanto storicamente è stato consumato dall’utente; i secondi concernono quelli reali quando viene effettuata la lettura effettiva e per cui si procede al ricalcolo. Un’altra componente in bolletta può essere la voce “bonus sociale”, che alcune compagnie accreditano agli utenti per ragioni particolari, come nel caso di una promozione fedeltà o per l’acquisizione di un nuovo cliente. Infine, vengono addebitati o accreditati altre spese fisse e una tantum come depositi cauzionali e contributi di allacciamento, oppure interessi moratori per ritardi nei pagamenti.

 

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Redazione

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