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Bonus 200 euro lavoratori autonomi e partite Iva: come funziona e come richiederlo

Dopo due duri anni di pandemia, lavoratori e pensionati sono ora alle prese con l’impennata dell’inflazione e il caro energia, l’aumento esorbitante delle bollette del gas e dell’elettricità. Per far fronte al peso della crisi sulle fasce più deboli, il governo ha inserito nel decreto Aiuti bis (nello specifico, l’articolo 33 del Decreto Legge n. 50 del 17 maggio 2022) il bonus 200 euro, un contributo articolato in due fasi che si rivolge a diverse categorie, dai lavoratori dipendenti ai liberi professionisti. Si tratta di una misura “una tantum”, quindi viene erogata una volta sola: ecco a chi spetta, come va inoltrata la richiesta e quando è prevista l’erogazione.

 

Bonus 200 euro pensionati e dipendenti: a chi spetta

I requisiti generici per lavoratori dipendenti e pensionati per accedere al bonus 200 euro sono cinque:

 

  • essere residenti in Italia;
  • essere titolari di un contratto di lavoro o di almeno un trattamento pensionistico da previdenza obbligatoria dal 30 giugno 2022;
  • in alternativa al contratto di lavoro o al trattamento pensionistico, avere riconosciuta la disoccupazione almeno dal mese di giugno 2022;
  • avere un reddito o contributi uguali o inferiori ai 35.000 euro lordi annui;
  • aver beneficiato da lavoratore dipendente dell’esonero contributivo dello 0,8% tra il 1° gennaio e il 23 giugno 2022.

 

Il bonus 200 euro è già stato erogato a luglio ai lavoratori dipendenti pubblici e privati, ai pensionati e ai percettori di una rendita INPS, incluso il Reddito di cittadinanza.

I secondi a poterne beneficiare sono i lavoratori autonomi e i professionisti con Partita IVA. In particolare, il decreto Aiuti bis fa riferimento agli iscritti agli ordini professionali come giornalisti, medici, avvocati, architetti e tutte le altre categorie, purché siano professionisti con un reddito complessivo non superiore ai 35.000 euro.

La conditio sine qua non per incassare il bonus è quindi avere un reddito imponibile ai fini fiscali che non supera i 2.692 euro mensili per tredici mensilità. In caso di un aumento dello stipendio, se l’incremento che fa sforare i 2.692 euro mensili avviene successivamente a luglio 2022, il lavoratore che ha percepito il bonus sarà tenuto a restituirlo, conguagliando l’agevolazione nella dichiarazione dei redditi.

 

Bonus 200 euro autonomi e partite Iva: i requisiti

I professionisti che possono ottenere il bonus 200 sono di tipi differenti. Le categorie individuate sono le seguenti:

 

  • lavoratori autonomi con Partita IVA;
  • occasionali, stagionali, con contratti CO.CO.CO., lavoratori dello spettacolo, del settore agricolo, venditori a domicilio;
  • lavoratori domestici assicurati presso la Gestione dei lavoratori domestici dell’INPS, appartenenti alle categorie con funzioni prevalenti dei collaboratori familiari e degli assistenti alla persona non autosufficiente;
  • professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS;
  • professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al Decreto Legislativo n. 509 del 30 giugno 1994 e al Decreto Legislativo n. 103 del 10 febbraio 1996, che, nel periodo d’imposta relativo al 2021, abbiano percepito un reddito complessivo non superiore ai 35.000 euro.

 

Questo benefit per gli autonomi non è compatibile con le misure introdotte dal Decreto Aiuti agli articoli 31 e 32. Chi lo richiede deve rispettare tre requisiti:

 

  • essere già iscritto alle gestioni previdenziali indicate alla data di entrata in vigore del Decreto Aiuti;
  • avere Partita IVA e un’attività lavorativa avviata;
  • avere eseguito almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità, con competenza a decorrere dall’anno 2020.

Bonus 200 euro: come fare domanda e dove

Autonomi e professionisti possono presentare la domanda agli enti di previdenza a cui sono obbligatoriamente iscritti nei termini, con le modalità e secondo lo schema predisposto dai singoli enti previdenziali. L’indennità sarà corrisposta sulla base dei dati dichiarati dal richiedente e disponibili all’ente erogatore al momento del pagamento. Inoltre, il bonus è soggetto a successiva verifica, anche attraverso le informazioni fornite in forma disaggregata per ogni singola tipologia di redditi dall’amministrazione finanziaria e da ogni altra amministrazione pubblica che detenga informazioni utili sul richiedente.

L’avvio della presentazione delle domande da parte dei professionisti – il cosiddetto click day – è fissato a lunedì 26 settembre, a partire dalle ore 12 ed entro le ore 20 del 30 novembre. Con l’apertura alle domande al via soltanto a fine settembre, all’indomani della pubblicazione del testo attuativo della misura nella Gazzetta ufficiale, l’erogazione dovrebbe slittare a novembre. Complessivamente, si stima che i potenziali beneficiari dell’incentivo, tra autonomi iscritti all’INPS e professionisti associati alle Casse di previdenza private, saranno almeno 3 milioni.

La procedura è telematica e avviene accedendo all’interno della propria area riservata sul sito del proprio ente di riferimento o nell’area MyINPS dell’INPS. Nel caso in cui il richiedente sia iscritto sia all’ente che all’INPS, la domanda deve essere presentata esclusivamente all’INPS. I dati da avere sono il codice meccanico e il PIN e i documenti da allegare le copie di un documento d’identità e del codice fiscale. Le istanze inviate in forma cartacea saranno ritenute inammissibili.

L’ADEPP, l’Associazione delle Casse previdenziali private, fa sapere che alla luce del decreto Aiuti ter, nel quale è stato aggiunto un bonus da 150 euro per i liberi professionisti con redditi dai 20.000 euro in giù percepiti nel 2021, gli enti “sono pronti ad aggiornare la procedura informatica allestita per la richiesta” del bonus da 200 euro, “tenendo conto del doppio ‘tetto’ reddituale dei potenziali aventi diritto”.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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