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Bonus auto 2024: come funziona il nuovo piano di ecoincentivi

Un'auto elettrica

Rilanciare con forza il settore automotive: è l’obiettivo del bonus auto 2024, presentato dal governo Meloni al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il piano degli incentivi coinvolge l’intero comparto italiano e punta a stimolare la domanda e la transizione ecologica del settore della mobilità. Ma quali sono le novità in arrivo nel programma di ecoincentivi che entrerà in vigore entro la fine di marzo?

 

Incentivi auto 2024: tutte le novità in arrivo

Il programma di ecoincentivi per il 2024 conta su un fondo da 950 milioni di euro complessivi. Ai 610 milioni stanziati due anni fa, si aggiungono 330 milioni residui dal 2022 e 10 milioni ereditati dal 2023. Il piano del bonus destina 793 milioni alle auto, 53 milioni ai veicoli commerciali leggeri, 50 milioni al noleggio a lungo termine, 35 milioni a ciclomotori, motocicli e quadricicli e 20 milioni all’usato.

Per soddisfare l’orientamento reale della domanda, i 793 milioni messi a disposizioni per gli incentivi alle auto sono ripartiti con 240 milioni alle elettriche (+35 milioni rispetto a quelli già stanziati), 403 alle termiche full hybrid, mild hybrid e con motore a benzina o GPL a basso consumo (+283) e 150 alle ibride plug-in, con un -95 per i veicoli con emissioni di anidride carbonica comprese tra 21 e 60 g/km. I contributi vanno da 1.500 a 13.750 euro.

Oltre a premiare chi rottama le vetture più inquinanti (Euro 0, 1 e 2: un quarto dei veicoli in circolazione), il meccanismo sostiene gli automobilisti con i redditi più bassi. È infatti prevista l’adozione del criterio reddituale legato all’ISEE per beneficiare del massimo degli incentivi. Con un ISEE sotto i 30.000 euro, il bonus prevede una maggiorazione del 25%. Per le elettriche della fascia 0-20 g/km è di:

 

  • 7.500 euro senza rottamazione;
  • 13.750 con rottamazione di Euro 0, 1 e 2;
  • 12.500 con rottamazione di Euro 3;
  • 11.250 con rottamazione di Euro 4;
  • 8.000 con rottamazione di Euro 5.

 

Sempre con un ISEE sotto i 30.000 euro, il bonus per le ibride plug-in della fascia 21-60 g/km è di:

 

  • 5.000 euro senza rottamazione;
  • 10.000 con rottamazione di Euro 0, 1 e 2;
  • 7.500 con rottamazione di Euro 3;
  • 6.875 con rottamazione di Euro 4;
  • 5.000 con rottamazione di Euro 5.

 

Per le termiche della fascia 61-135 g/km, i beneficiari con ISEE inferiore a 30.000 euro non hanno incentivi senza rottamazione, mentre il bonus diventa di:

 

  • 3.000 euro con rottamazione di Euro 0, 1 e 2;
  • 2.000 euro con rottamazione di Euro 3;
  • 1.500 euro con rottamazione di Euro 4.

 

Il bonus, quindi, include la possibilità di rottamare le vetture Euro 5, ma solo se la rottamazione è destinata all’acquisto di elettriche o ibride plug-in. Per tutte le fasce, l’auto deve essere di proprietà da almeno 12 mesi del beneficiario o di un familiare convivente. Anche quest’anno gli incentivi sono applicabili esclusivamente su auto che hanno prezzi inferiori (IVA esclusa) a determinate soglie, ovvero:

 

  • 35.000 euro per le elettriche e le termiche;
  • 45.000 euro per le ibride plug-in.

 

Possono accedere agli incentivi anche le aziende, ad esclusione dei concessionari auto e dei commercianti indipendenti. È attivo un vincolo di mantenimento della proprietà del veicolo (sia auto che ciclomotori, motocicli e quadricicli) di 12 mesi per le persone fisiche e di 24 mesi per quelle giuridiche. Il contributo raddoppia per i titolari di licenze taxi, per gli NCC (il noleggio con conducente) che sostituiscono l’auto di servizio e per i vincitori del concorso straordinario indetto per il rilascio delle nuove licenze taxi e NCC.

 

Bonus auto 2024: auto usate tornano nel piano

Nel rinnovato schema di incentivi auto per il 2024 l’attenzione è soprattutto per le auto usate, con un fondo dalla dotazione di 20 milioni di euro. L’agevolazione per le auto usate, destinata ad una platea di 10.000 persone, è un bonus di 2.000 euro per l’acquisto di veicoli categoria M1 nuovi, almeno in classe Euro 6, dal valore non superiore ai 25.000 euro (IVA esclusa). La misura si rivolge alle persone fisiche che in precedenza non abbiano beneficiato di incentivazioni, ma il vincolo principale per richiedere l’incentivo è la rottamazione di un mezzo di proprietà da almeno 12 mesi in classe fino a Euro 4.

I 35 milioni di incentivi per le due ruote (ciclomotori, motocicli e quadricicli) favorisce l’acquisto di mezzi elettrici: 30 milioni a fronte dei 5 per quelli non elettrici. Il contributo per moto elettriche senza rottamazione è pari al 30% del valore del veicolo con un massimo di 3.000 euro. Con la rottamazione si sale al 40% con un tetto di bonus di 4.000 euro. Ai veicoli commerciali leggeri sono destinati 53 milioni.

Per quanto riguarda le colonnine, sono confermati i bonus per l’installazione degli impianti di ricarica domestica: ad aumentare è la dotazione del fondo, che aggiunge 40 milioni avanzati negli anni scorsi ai 40 milioni già previsti per il 2024. Infine, potrebbero arrivare ulteriori incentivi per la trasformazione a GPL o metano di vecchie auto in circolazione. La misura è in una fase di studio: sono attese novità in merito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Questo nuovo piano degli incentivi – fa sapere il ministro Adolfo Urso – poggia su tre pilastri: lo svecchiamento del parco auto italiano, uno dei più vecchi in Europa; il sostegno alla domanda delle persone con redditi più bassi; il rilancio della produzione di veicoli in Italia. Questo approccio si basa sulla convinzione che sia necessario un profondo cambiamento di rotta rispetto agli anni precedenti”.

 

Le reazioni al piano ecobonus per il 2024

Le associazioni di categoria si dichiarano soddisfatte dal piano, ma chiedono la massima rapidità nel processo attuativo per far arrivare il più presto possibile gli incentivi ai cittadini ed evitare le incertezze e una paralisi del mercato. “I nuovi incentivi – dichiara Michele Crisci, Direttore Generale e Amministratore Delegato di Volvo Car Italia e presidente dell’associazione delle Case estere – accolgono le richieste, più volte reclamate dall’UNRAE (l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, ndr), di estendere l’ecobonus a importo pieno a tutte le imprese, di aumentare l’entità dello stesso, di riportare al 2024 i fondi inutilizzati nel 2022 e, nel corso dell’anno, quelli del 2023”.

Per Samuele Lodi, il segretario nazionale di Fiom-Cgil, e Maurizio Oreggia, il coordinatore nazionale automotive Fiom-Cgil, un piano di soli incentivi non basta. “Incentivare la domanda – spiegano i dirigenti sindacali – dovrebbe essere l’atto finale di una politica industriale sul settore dell’automotive nel suo complesso”. “Le risorse pubbliche – aggiungono i due – devono essere vincolate a garanzie per l’occupazione e all’aumento dei volumi produttivi, a partire dall’incremento di produzioni di auto mass market. Lo stesso impianto di incentivi non è una garanzia rispetto all’aumento delle produzioni nel nostro Paese”.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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