Bonus casa genitori separati 2026: importi, requisiti e come funziona davvero

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Il tema del sostegno alle famiglie torna al centro del dibattito con il nuovo Bonus casa genitori separati, una misura che punta ad aiutare chi, dopo una separazione o un divorzio, si ritrova a lasciare l’abitazione familiare e deve affrontare spese spesso insostenibili. L’annuncio è arrivato direttamente dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha anticipato le prime informazioni durante la conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri. Il contributo, previsto dal 2026, promette di offrire un aiuto concreto a migliaia di genitori che si trovano in una fase delicata della loro vita, spesso costretti a sostenere un doppio carico economico tra affitto e mutuo.

Ma come funzionerà davvero il Bonus casa genitori separati? Chi potrà richiederlo e quali saranno gli importi previsti? E soprattutto, quando diventerà operativo?

 

In questo articolo: 

 

  • Come funziona il Bonus casa genitori separati e quali sono gli importi previsti
  • Chi potrà richiedere il Bonus casa genitori separati e quali requisiti sono previsti
  • Quando arriverà il Bonus e cosa manca per renderlo operativo
 

Come funziona il Bonus casa genitori separati e quali sono gli importi previsti

Il nuovo Bonus casa genitori separati nasce con un obiettivo molto chiaro: sostenere economicamente chi, dopo la fine di un matrimonio o di una convivenza, deve lasciare l’abitazione familiare e trovare un nuovo alloggio. Salvini ha spiegato che il contributo sarà pensato per coprire parte delle spese d’affitto, offrendo un sostegno mensile che potrà fare la differenza per chi si trova improvvisamente a dover ricominciare da zero.

Il contributo previsto oscillerà tra 400 e 500 euro al mese, erogati per un periodo massimo di un anno. La cifra esatta non è ancora stata definita, ma l’intenzione è quella di garantire un aiuto sufficiente a permettere al genitore separato di avere un luogo dignitoso in cui vivere e, soprattutto, uno spazio adeguato per incontrare i figli nei giorni stabiliti. Salvini ha sottolineato come, in molte situazioni, anche poche centinaia di euro possano rappresentare la differenza tra la possibilità di mantenere un rapporto stabile con i figli e la difficoltà di farlo.

Il Bonus sarà finanziato con un fondo da 60 milioni di euro, distribuiti nel triennio 2026-2028, con l’obiettivo dichiarato di sostenere almeno 15.000 genitori. La misura non rientra formalmente nel Piano Casa, ma è collegata a esso e trova spazio anche nella Legge di Bilancio 2026, che ha istituito un fondo dedicato al sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati.

 

Chi potrà richiedere il Bonus casa genitori separati e quali requisiti sono previsti

Il Bonus casa genitori separati sarà destinato a una platea ben definita, anche se i dettagli ufficiali arriveranno solo con il decreto attuativo. Le informazioni anticipate dal ministro permettono però di delineare un quadro già piuttosto chiaro. Il contributo sarà rivolto ai genitori separati o divorziati che hanno dovuto lasciare l’abitazione familiare, spesso pur continuando a pagare mutuo o affitto della casa in cui rimane l’altro genitore con i figli.

La Legge di Bilancio 2026 aggiunge un ulteriore elemento: potranno accedere al bonus i genitori ai quali non è stata assegnata la casa familiare e che hanno uno o più figli a carico fino a 21 anni. Una condizione che punta a tutelare chi, pur non vivendo più con i figli, continua a sostenerli economicamente e desidera mantenere un rapporto stabile con loro.

Non è escluso che, con l’arrivo delle norme attuative, vengano introdotti ulteriori criteri, come limiti Isee o requisiti legati alla situazione economica complessiva. Gli esperti ipotizzano che possano essere previsti paletti più rigidi per evitare che la platea diventi troppo ampia rispetto alle risorse disponibili. Tuttavia, fino alla pubblicazione del decreto, ogni dettaglio resta in attesa di conferma.

Il ministro ha voluto chiarire che il bonus sarà rivolto sia ai padri sia alle madri, senza distinzione di genere, anche se le statistiche mostrano che nella maggior parte dei casi l’abitazione familiare viene assegnata alla madre. L’obiettivo è quello di offrire un sostegno equo, indipendentemente da chi abbia ottenuto l’affidamento prevalente dei figli.

 

Quando arriverà il Bonus e cosa manca per renderlo operativo

Nonostante l’annuncio ufficiale, il Bonus casa genitori separati non è ancora attivo. Per diventare operativo serviranno il decreto ministeriale e le circolari attuative, che definiranno modalità di richiesta, documenti necessari, criteri di erogazione e tempistiche precise. Salvini ha assicurato che il Ministero delle Infrastrutture è già al lavoro per completare la parte normativa, ma non ha fornito date certe.

Alcune fonti parlano di un possibile avvio entro i prossimi mesi, mentre altre ipotizzano che si dovrà attendere dopo l’estate. La certezza, per ora, è che il bonus entrerà in vigore non prima del 2026, anno in cui inizierà la copertura finanziaria prevista dalla Manovra.

Il provvedimento è stato discusso più volte negli ultimi anni, ma solo ora sembra avvicinarsi a una fase concreta. L’intenzione del governo è quella di offrire un sostegno reale a chi vive una condizione spesso trascurata: genitori che, pur non avendo più la casa familiare, continuano a sostenere spese importanti e rischiano di trovarsi in difficoltà economiche proprio nel momento in cui devono garantire stabilità ai figli.

 
Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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