Il Bonus gite scolastiche 2026 è stato confermato e, anzi, rafforzato. In un periodo in cui i costi dell’energia e dei trasporti continuano a pesare sui bilanci familiari, il contributo dedicato ai viaggi d’istruzione torna a rappresentare un aiuto concreto per molte famiglie. Il ministero dell’Istruzione ha scelto di prorogare la misura, ampliando la platea dei beneficiari e lasciando maggiore autonomia alle scuole nella gestione delle risorse residue. Una decisione che arriva in un momento delicato, con i prezzi dei voli e dei pacchetti viaggio in forte aumento e il rischio che molti studenti vengano esclusi da un’esperienza formativa fondamentale.
A questo punto è naturale chiedersi: chi può richiedere il Bonus gite scolastiche 2026? Qual è il nuovo limite Isee? E cosa cambia davvero rispetto agli anni precedenti? Scopriamolo insieme.
In questo articolo:
- Come funziona il Bonus gite scolastiche 2026: importo, fondi disponibili e perché la misura è stata prorogata
- Requisiti e soglie Isee: chi può richiedere il Bonus gite scolastiche 2026
- Perché l’agevolazione è così importante: costi in aumento e incertezze internazionali
Come funziona il Bonus gite scolastiche 2026: importo, fondi disponibili e perché la misura è stata prorogata
Il Bonus gite scolastiche 2026 nasce per sostenere le famiglie nelle spese dei viaggi d’istruzione, soprattutto in un contesto in cui i costi sono aumentati in modo significativo. I pacchetti per le gite all’estero superano spesso i 500 euro a studente, complice l’impennata dei prezzi dei biglietti aerei e dei trasporti. Per evitare che le difficoltà economiche diventino un ostacolo alla partecipazione, il ministero ha confermato il contributo massimo di 150 euro a studente.
La misura non introduce nuovi fondi, ma permette alle scuole di utilizzare le risorse residue del grande stanziamento del 2023, pari a 50 milioni di euro. Si tratta di somme rimaste inutilizzate per tre esercizi finanziari consecutivi e che, senza la proroga, sarebbero tornate al bilancio dello Stato. Con la circolare del 5 dicembre 2025, invece, gli istituti possono impiegarle ancora per un anno, mantenendo la destinazione originaria: sostenere le famiglie con Isee basso nelle spese delle gite.
La vera novità riguarda la gestione delle risorse. Non è più il ministero a stabilire criteri rigidi e uniformi: ogni scuola, attraverso il Consiglio d’istituto, può definire autonomamente requisiti, scadenze e modalità di erogazione. Questo permette di adattare il bonus alle esigenze del territorio, ma comporta anche differenze significative da un istituto all’altro. Il contributo può essere applicato come sconto diretto sul costo della gita oppure come rimborso successivo, a seconda delle decisioni prese dalle singole scuole.
Requisiti e soglie Isee: chi può richiedere il Bonus gite scolastiche 2026
Il Bonus gite scolastiche 2026 è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, cioè le superiori, che sono anche quelle che organizzano più frequentemente viaggi d’istruzione, spesso all’estero.
Negli anni la soglia Isee è cambiata più volte. Inizialmente il contributo era riservato solo alle famiglie con Isee inferiore a 5.000 euro, una platea molto ristretta che ha portato a pochissime richieste. Successivamente il limite è stato alzato a 15.000 euro, ampliando l’accesso ma senza esaurire i fondi disponibili.
Per il 2026, molte scuole – grazie all’autonomia concessa dalla circolare ministeriale – hanno scelto di portare la soglia fino a 20.000 euro, permettendo a un numero molto più ampio di famiglie di richiedere il contributo. Non si tratta però di un limite imposto dall’alto: ogni istituto può decidere autonomamente, quindi i requisiti possono variare da scuola a scuola.
Il contributo resta comunque di 150 euro, importo che può coprire una parte del costo della gita, soprattutto per i viaggi più brevi o per le uscite didattiche in Italia. Tuttavia, la platea più ampia aumenta anche il rischio che i fondi non bastino per tutti, dato che non sono previste nuove risorse.
Per presentare la domanda, le famiglie devono compilare i moduli predisposti dalle segreterie scolastiche. Non esiste una scadenza unica: ogni scuola stabilisce la propria data limite, in base al calendario delle gite e alle delibere interne.
Perché l’agevolazione è così importante: costi in aumento e incertezze internazionali
Il contesto in cui nasce il Bonus gite scolastiche 2026 è particolarmente complesso. La crisi in Medio Oriente e le tensioni internazionali hanno fatto aumentare i costi del carburante per l’aviazione, con ripercussioni immediate sui prezzi dei voli. Secondo le ultime stime, in Europa le riserve di jet fuel potrebbero bastare solo per poche settimane, un dato che alimenta incertezza e preoccupazione.
Le scuole che non hanno ancora firmato gli appalti per le gite primaverili si trovano a fare i conti con preventivi molto più alti rispetto agli anni precedenti. Per molte famiglie, sostenere una spesa di 400 o 500 euro per un viaggio scolastico è diventato difficile, se non impossibile.
Il Bonus gite scolastiche 2026, pur con i suoi limiti, rappresenta quindi un aiuto concreto per evitare che le differenze economiche si trasformino in esclusioni sociali. Le gite non sono solo un momento di svago, ma un’esperienza educativa che arricchisce la crescita personale degli studenti. Per questo motivo, la possibilità di accedere a un contributo, anche se non elevatissimo, può fare la differenza.









