Borsa di Parigi: a un passo dal diventare il più grande mercato europeo

Borsa di Parigi: a un passo dal diventare il più grande mercato europeo

Borsa di Parigi: a un passo per diventare il più grande mercato europeo

La Borsa di Parigi sta insidiando quella di Londra per conquistare la palma del principale mercato europeo in termini di capitalizzazione. Secondo i dati forniti da Refinitiv, il valore di tutte le società quotate nel centro finanziario francese è salito da 1.800 miliardi di dollari del 2016 a 2.830 miliardi di oggi; mentre la Borsa di Londra, che detiene il primato, ha un valore di mercato complessivo di 2.890 miliardi di dollari. Il divario, comunque, si amplia se vengono compresi i certificati bancari che riflettono la proprietà di azioni in società straniere. In tal caso, a Londra la capitalizzazione totale sale a 6.200 miliardi di dollari, in confronto ai 3.700 miliardi di dollari di Parigi. La Piazza britannica mantiene la leadership negli scambi di valuta estera e derivati, sebbene in entrambi i mercati abbia subito un rallentamento.

 

Borsa di Parigi: Brexit la chiave della riduzione del divario con Londra

L’accorciamento della distanza della Borsa di Parigi relativamente alle azioni deriverebbe essenzialmente da Brexit. Da quando il referendum del 2016 ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, la sterlina si è deprezzata del 20% rispetto al dollaro, mettendo sotto pressione i titoli azionari britannici. Secondo Sue Noffke, responsabile delle azioni britanniche di Schroders, la valuta di Sua Maestà “si è deprezzata in modo significativo dal voto sulla Brexit, portando a un tasso più elevato di fusioni e acquisizioni, con investitori di private equity e acquirenti aziendali che approfittano dello sconto di valutazione del Regno Unito su altri mercati azionari”. Questo ha generato un allontanamento di alcune società importanti per effetto delle acquisizioni, come Arm, Shire, SABMiller, Sky, Cobham, Meggitt, Wm Morrison e RSA.

A giudizio di William Wright, fondatore del think-tank britannico New Financial, “il divario tra Londra e Parigi è molto più piccolo di quanto non fosse o dovrebbe essere”. Anche secondo Wright la Brexit è il fattore più importante, il che ha determinato “una scarsa performance delle azioni del Regno Unito, scarse pipeline e performance delle nuove emissioni nel Regno Unito, nonché un terribile andamento della sterlina”.

 

Borsa di Londra: cosa farà il Governo britannico per rafforzare la leadership?

Per rimediare alla perdita di appeal del mercato londinese, il Governo britannico sta provando a modificare il regime di quotazione in modo da renderlo più attraente per le nuove società che desiderano diventare pubbliche. Bisogna però ricordare che negli ultimi tre anni in Gran Bretagna si sono quotate 60 aziende, con una raccolta che ha oltrepassato i 100 miliardi di dollari; mentre, in Francia le nuove quotazioni sono state 19, per un valore di 8 miliardi di dollari.

La concorrenza di Parigi, tuttavia, potrebbe rendersi più minacciosa nei prossimi anni, dal momento che il mercato francese sembra essere quello preferito dai gestori dei fondi. Lo afferma un sondaggio di Bank of America di questo mese, che ha riportato come il 30% dei 161 gestori interpellati, dal patrimonio complessivo di 313 miliardi di dollari, intenda sovrappesare le azioni francesi nei prossimi 12 mesi.

Viceversa, gli investitori hanno praticamente azzerato il sovrappeso per le azioni britanniche dal 37% di settembre. Ciò è derivato dalla perdita di fiducia allorché il Governo di Liz Truss aveva avanzato la proposta di un piano di riduzione fiscale generalizzato, emerge dallo studio. Secondo Andreas Bruckner, strategist di BofA, lo spostamento dai titoli britannici a quelli francesi è avvenuto negli ultimi tre mesi contestualmente al passaggio dalle azioni energetiche, molto in voga a Londra, alle azioni industriali, che hanno maggiore influenza alla Borsa di Parigi.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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