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Borsa giapponese: ecco perché il rally del Nikkei potrebbe non durare

Borsa giapponese: ecco perché il rally del Nikkei potrebbe non durare

Il rally della Borsa giapponese sembra incontenibile. Nelle ultime due settimane il Nikkei 225 ha dapprima superato il suo precedente massimo storico a 38.915,87 punti, stabilito il 29 dicembre 1989, e successivamente ha oltrepassato la soglia psicologica di 40.000. A sostenere il mercato azionario giapponese ci sono vari fattori concomitanti, tra cui una serie di utili robusti rilasciati dalle trimestrali delle società, uno yen debole che attrae gli investimenti dall’estero e le difficoltà economiche della Cina che hanno provocato uno spostamento di denaro dalle Borse cinesi a quelle nipponiche.

Gli operatori di mercato, inoltre, non hanno ancora ricevuto chiari segnali sull’abbandono della politica monetaria ultra-accomodante da parte della Bank of Japan. I responsabili politici della BoJ hanno lasciato intendere che il regime di tassi di interesse negativi potrebbe essere superato già nella prossima riunione, ma il mercato non è del tutto convinto. Anche perché l’economia del Sol Levante è disconnessa da quanto sta succedendo in Borsa. Il Giappone infatti è in recessione tecnica e ha perso il terzo posto nella classifica delle potenze economiche mondiali, scavalcato dalla Germania.

 

Borsa giapponese: dove potrebbero arrivare le quotazioni

In un quadro non ancora molto nitido, gli investitori preferiscono comprare le azioni  giapponesi, ma fino a quando? In altri termini, dove potrà arrivare il Nikkei una volta superata quota 40.000? Kazuo Momma, economista esecutivo del Mizuho Research Institute, ritiene che nel giro di pochi anni l’indice potrebbe raggiungere i 50.000 punti. “Dal punto di vista settoriale, le aziende legate all’alta tecnologia continueranno a essere promettenti” ha detto, sottolineando come gli indici azionari non rappresentino necessariamente l’intera economia. Tuttavia, Momma si aspetta alcune correzioni nelle prossime settimane o mesi. “Non sarei sorpreso se il Nikkei scendesse a 36.000-37.000 intorno alla metà dell’anno. Ma anche se ciò accadesse, l’indice probabilmente riguadagnerebbe il livello di 40.000 entro la fine dell’anno”, ha aggiunto.

Particolarmente ottimista è Jesper Koll, direttore finanziario della società di servizi finanziari Monex Group. A suo avviso, “è perfettamente ragionevole aspettarsi un aumento del Nikkei a 55.000 entro la fine del 2025”. La grande fiducia nella Borsa giapponese “non deriva dalle azioni monetarie della BoJ, né da una spinta dalla cosiddetta iniziativa del nuovo capitalismo annunciata dal primo ministro Fumio Kishida a giugno”, ma “dalla forza del settore privato giapponese”. Koll sottolinea come le società giapponesi abbiano un potere di guadagno superiore. “Due decenni di incessante ristrutturazione hanno trasformato il Giappone in una superpotenza che crea valore di capitale”, ha aggiunto.

 

Il rally del Nikkei è davvero sostenibile?

Non tutti sono positivi sull’andamento della Borsa giapponese nel prossimo futuro. Diverse cose non quadrano e il rischio di rivivere quanto accaduto dopo il massimo storico del 1989 – con lo scoppio di una bolla che fece piombare il Giappone in un incubo durato decenni – è sempre dietro l’angolo. “È ancora troppo presto per dire che la tendenza attuale sia sostenibile. L’economia interna del Paese rimane debole a causa dell’invecchiamento della popolazione e della bassa crescita della produttività”, ha affermato Sayuri Shirai, professore presso l’Università di Keio ed ex membro del consiglio di amministrazione della Banca del Giappone.

Esprime cautela anche Amir Anvarzadeh, strategist del mercato azionario giapponese di Asymmetric Advisors, secondo cui “se lo yen dovesse rafforzarsi verso 140 contro il dollaro USA, l’enorme vantaggio degli utili scomparirebbe”. In sostanza, il supporto al Nikkei delle multinazionali e dei grandi esportatori legato al Forex svanirebbe. L’esperto inoltre ritiene che una ripresa dell’economia cinese dai minimi attuali potrebbe portare a un movimento di denaro dal Giappone verso la Cina nel prossimo trimestre.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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