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Borsa Italiana: arriva il primo sciopero della storia, ecco cosa succede

Palazzo Mezzanotte a Milano, sede di Borsa Italiana, con l'iconica statua del dito di Cattelan

Mai nella Borsa Italiana si era visto prima d’ora uno sciopero. Mai nel regno del capitalismo italiano i sindacati erano arrivati a tanto. Stavolta però Fabi, First Cisl e Fisac Cgil hanno ritenuto necessario attirare in questo modo l’attenzione su una piazza finanziaria che, spiegano, guarda sempre più a Parigi e meno a Milano. Con i rischi per l’occupazione che potrebbero conseguirne.

“Le motivazioni delle iniziative che abbiamo messo in campo a partire dal 27 giugno 2024 sono su due livelli – spiegano a Borsa&Finanza dalla Fabi, la Federazione autonoma dei bancari italiani -. Il livello più alto mira ad avere una risposta sulla governance della società, sempre più a trazione estera, e quindi cosa si voglia fare della Borsa Italiana, della Cassa di compensazione e garanzia, di Monte Titoli ed MTS. Al secondo livello vogliamo capire se ci sia il pericolo di riorganizzazioni e quindi tagli occupazionali, a cui si aggiunge la rivendicazione dell’applicazione del nuovo Contratto del credito, rinnovato il 23 novembre 2023 e i cui aumenti non sono ancora stati applicati dalla capogruppo”.

Che l’iniziativa sindacale sia un grido d’allarme è confermato anche dalla segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito, secondo la quale si sta assistendo a un “progressivo processo di disinvestimento dall’Italia da parte del gruppo Euronext”. “Le organizzazioni sindacali del gruppo Borsa hanno preso una decisione storica ed estremamente forte, sul piano delle relazioni sindacali, ma necessaria e comunque assunta nell’esclusivo interesse delle lavoratrici e dei lavoratori” ha aggiunto il segretario di Fabi, Lando Sileoni, invitando a non dare significati politici allo sciopero.

La risposta di Euronext, in un comunicato, sottolinea la collaborazione costruttiva con le rappresentanze sindacali per raggiungere gli obiettivi di crescita delle società italiane e del gruppo, con obiettivi ambiziosi come “lo sviluppo della Clearing House italiana a livello europeo e la migrazione dei mercati italiani sulla piattaforma Optiq”.

“Nel corso degli ultimi 12 mesi – prosegue il comunicato – abbiamo assistito a un livello senza precedenti di creazione di posti di lavoro: oltre 100 nuove posizioni sono state create dall’integrazione di Borsa Italiana nel nuovo gruppo. Inoltre, abbiamo effettuato forti investimenti in formazione e compensi variabili, sottolineando il nostro impegno nel supportare e valorizzare il talento dei nostri collaboratori”.

 

Borsa Italiana si ferma?

Il primo sciopero in Borsa Italiana è in calendario per giovedì 27 giugno, con un’astensione dal lavoro che riguarderà le ultime due ore della giornata, dalle 15:30 alle 17:30. Le contrattazioni potrebbero fermarsi con un anticipo di almeno un paio di ore, una decisione che spetterà a Borsa Italiana prendere.

“È ancora presto per sapere cosa succederà – commentano a Borsa&Finanza da Borsa Italiana -. Dipenderà anche dal grado di adesione. Tuttavia il gruppo possiede i presidi necessari affinché il mercato continui a funzionare regolarmente”.

Gli scioperi colpiranno Borsa Italiana lungo tutta la seconda parte del mese di giugno e nella prima metà del mese di luglio, e saranno rivolti, dopo lo sciopero del 27 giugno, verso gli straordinari e le reperibilità.

Secondo quanto dichiarato dalla Fabi a Borsa&Finanza, straordinari e reperibilità sono gli strumenti su cui Borsa Italiana farebbe leva per gestire l’organizzazione del gruppo.

 

Le iniziative dei sindacati

Lo sciopero di due ore dichiarato dai sindacati Fabi, First Cisl e Fisac Cgil è solo l’inizio di un calendario di agitazioni previste nelle diverse società del gruppo.

  • Borsa Italiana e Monte Titoli
    1. Sabato 29 giugno: astensione dagli straordinari e sciopero della reperibilità;
    2. Lunedì 1 luglio: moratoria;
    3. Martedì 2 luglio: sciopero della reperibilità;
    4. Mercoledì 3 luglio: moratoria;
    5. Giovedì 4 luglio: sciopero della reperibilità;
    6. Venerdì 5 luglio; sciopero della reperibilità;
    7. Sabato 6 luglio: astensione dalle attività straordinarie e sciopero della reperibilità;
    8. Domenica 7 luglio: astensione dalle attività straordinarie e sciopero della reperibilità;
    9. Lunedì 8 luglio: moratoria;
    10. Martedì 9 luglio: sciopero della reperibilità;
    11. Mercoledì 10 luglio: moratoria;
    12. Giovedì 11 luglio: sciopero della reperibilità;
    13. Venerdì 12 luglio: sciopero della reperibilità;
    14. Sabato 13 luglio: astensione dagli straordinari e sciopero della reperibilità;
    15. Domenica 14 luglio: astensione dagli straordinari e sciopero della reperibilità.

 

  • Cassa di compensazione e garanzia
    1. Giovedì 4 luglio: sciopero di un’ora a partire dalle 12:30;
    2. Giovedì 11 luglio: sciopero di un’ora a partire dalle 12:30

 

  • MTS
  1. Sabato 6 luglio: sciopero degli straordinari;
  2. Sabato 13 luglio: sciopero degli straordinari.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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